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L'Italia aveva conquistato dagli albori dell'aviazione
una posizione di primo piano che si era andata consolidando sempre di
pi fino a raggiungere i pi alti livelli negli anni Trenta.
Le due
crociate nell'America latina e nel Nord America erano stati due
momenti che avevano evidenziato questo sviluppo della nostra industria
aeronautica.
Nel campo commerciale, nel decennio che precede la
guerra, si sono poste le basi per dei collegamenti a grande distanza
sia con il Sud America sia con l'AOI.
Alla compagnia di bandiera,
l'Ala Littoria, si aggiunge la LATI (Linee Aeree Transoceaniche
Italiane) la quale inizia l'attivit attrezzando una base nell'Isola
del Sale, che fa da scalo agli aerei sulla rotta per il Sud America.
La stessa LATI inizia i collegamenti con l'AOI utilizzando gli
aeroporti italiani della Libia.
L'Ala Littoria curava da tempo i
collegamenti con l'AOI con un percorso diretto e scalo intermedio (RomaAdis
Abeba con scalo a Karthoum), e uno indiretto che collegava
Roma-Karthoum e a cui corrispondeva un altro collegamento tra Asmara e
Karthoum e viceversa.
All'inizio del 1939 la LATI realizza un volo-primato Roma-Addis Abeba senza
scalo utilizzando il BR L Santo Francisco che, volando a una velocit di
445 Km/h, compir il percorso di 4.500 Km in 11 ore. Il
volo viene effettuato il 6.3.2026
dall'equipaggio composto di Maner Lualdi, Mazzocchi, Valenti e
Pinna.
Sempre all'inizio del 1939,
e precisamente il 16 marzo, viene effettuato un volo di prova con l'SM
83 collegando Roma e Asmara
con gli scali intermedi di Castelbenito, Cufra, Tessenei. Il volo di
ritorno si effettua da Asmara a Roma, via Cufra e Tripoli.
Queste
iniziative hanno lo scopo di cercare di superare gli ostacoli dei
collegamenti con l'AOI che sono di varia natura.
Innanzi tutto
l'autonomia degli aerei dell'epoca di circa 4.000 Km; insufficiente
quindi per coprire il percorso senza scalo.
Vero che gli idrovolanti
SM 55 hanno un'autonomia di
circa 10.000 Km., ma non hanno praticamente nessuna possibilit di
trasportare un carico utile cos da rendere competitiva e remunerativa
una linea commerciale.
Questa esigenza di una maggiore autonomia,
congiunta alla possibilit di trasportare passeggeri e carico pagante,
porta alla progettazione e messa in esercizio degli SM 83,
costruiti dalla Savoia Marchetti, che a una buona autonomia di circa
4.800 Km abbinano la capacit
di carico di circa 1.000 Kg. e 10 passeggeri.
Con questo velivolo si
pu raggiungere il Sud America, attraverso lo scalo dell'isola del
Sale, e l'A.O.I., attraverso l'aeroporto di Bengasi.
Da quanto sopra
detto appare chiaro che la LATI, pur essendo una compagnia
commerciale, aveva grosse possibilit finanziarie e godeva di
privilegi tali da poterle fare adoperare le strutture statali, come
gli aeroporti, per i propri collegamenti.
Per tornare all'A.O.I. si
constata quindi che i collegamenti erano effettuati nel
1939 e agli inizi del 1940 dalle due compagnie e
che, nel complesso, erano soddisfacenti dal punto di vista
commerciale.
Con l'entrata in guerra dell'Italia i collegamenti con
l'A.O.I. subiscono un duro colpo.
Premesso che la posizione geografica
imped ogni e qualsiasi rifornimento per via di mare, sia attraverso
il canale di Suez, sia attraverso il periplo dell'Africa e l'Oceano
Indiano, si pu facilmente capire l'importanza dei collegamenti aerei
da e per l'AOI.
Un solo piroscafo, il giapponese Jamayuri Maru
raggiunse Chisimaio nella prima met del Settembre
1940. Per il resto tutto
rimase bloccato nel porto di Napoli in attesa di una occasione
favorevole che non giunse mai.
Intanto dai primi del giugno
1940 l'Ala Littoria cessa i
collegamenti con l'AOI per la chiusura al traffico civile degli
aeroporti sudanesi ed egiziani.
Il momento drammatico e occorre
trovare immediatamente una soluzione al problema anche per non far
sentire completamente isolati i soldati che dovranno difendere il
paese nei mesi successivi.
Viene formato in fretta e furia un Nucleo
Comunicazioni LATI mettendogli a disposizione
8 SM 83 militarizzati. Questo Nucleo compie gi nel giugno '40
sette voli; dodici voli li compie in luglio e due in agosto,
trasportando complessivamente 27
passeggeri, 5.753 Kg.
di posta, 4.047 Kg. di materiale vario e 406 Kg. di bagagli.
I voli LATI del Nucleo Comunicazioni per
l'AOI terminano nell'agosto 1940.
Finita l'emergenza si ristruttura una organizzazione tutta
militare per i collegamenti con l'A.O.I. Viene costituito il Servizio
Aerei Speciali che, tramite le squadriglie da trasporto militare,
avrebbe continuato a collegare per oltre un anno l'AOI all'Italia.
E
ora spendiamo qualche parola per conoscere meglio le difficolt
tecniche dei collegamenti aerei in questione.
Questi voli hanno come
base di partenza l'aeroporto di Roma.
Abbiamo gi detto che i voli
senza scalo avevano ancora carattere
sperimentale. Gli aerei quindi facevano scalo all'aeroporto di Bengasi
e da l, strapieni di carburante e materiale e passeggeri,
affrontavano un volo di 2.700-2.800
Km (Bengasi-Gura e Bengasi-Gondar) o
di 3.200-3.300 Km (Bengasi-Addis
Abeba e BendasiGimma).
Gli SM 75
e SM 83, nonch gli SM 79,
volavano a una velocit di crociera
di circa 400 Km/h. Quindi il pilota doveva volare per 10-12
ore con le mani incollate sulla cloche, giacch gli aerei non avevano
autopilota, facendo attenzione a non finire fuori rotta, dato che i
rilevamenti potevano farsi solo in volo - si attraversavano territori
nemici e si doveva osservare uno stretto silenzio radio per non
lasciarsi individuare dalla caccia inglese. A ci si aggiungano i
venti dominanti contrari nel viaggio di ritorno, che facevano
diminuire di molto l'autonomia del volo ed erano fonte di notevoli
preoccupazioni per gli equipaggi degli aerei che, proprio su questo
argomento, produssero un rapporto in cui si evidenziava come i nuovi
aerei, gli SM 82, avendo una
autonomia di 1.700 Km, non
potevano congiungere Roma ad Addis Abeba (e ci proprio per la
questione dei venti dominanti contrari).
Per questo rapporto, inoltrato e firmato in comune contro i
regolamenti, alcuni piloti vennero puniti ma sul problema ci si
interess un po' di pi.
Queste in breve le difficolt relative ai
collegamenti con l'AOI cui si dovevano aggiungere altre difficolt.
All'inizio del conflitto erano disponibili per i collegamenti gli SM
75e SM 79 - quest'ultimo era un velivolo da
bombardamento, oltre agli SM 83. I
primi due aerei avevano una
autonomia di 1.700/1.900 Km e
quindi per poter raggiungere l'AOI dovevano subire delle complicate
modifiche per la trasformazione in aerei a grande autonomia con
l'aggiunta di serbatoi supplementari per la benzina e l'olio.
Il limitato numero di SM 82,
le difficolt connesse con le
modifiche degli SM 75, il
fatto che l'SM 82 fosse
ancora praticamente in rodaggio, rendeva estremamente delicata la
situazione dei collegamenti e la sola perdita di un aereo un fatto
molto preoccupante per i rimpiazzi.
per questo che i collegamenti si indeboliscono mese dopo mese anche
se fino a gennaio del 1941
mantengono un ritmo abbastanza
soddisfacente.
Con il mese di febbraio si verifica un avvenimento che mette in crisi
tutta l'organizzazione dei trasporti aerei: la perdita di Bengasi
avvenuta il 6.2.1941.
Con la perdita di Bengasi vengono messi fuori causa gli SM
75 che non possono pi effettuare il percorso ormai fuori portata della
loro autonomia.
L'unico tenue legame che lega i due capi del percorso rimane l'SM
83.
Questo aereo venne costruito in venti esemplari fino al
1939, quando la produzione cess. Al
febbraio 1941 erano
efficienti circa dieci aerei che venivano adibiti a voli verso il Sud
America, per i rifornimenti e collegamenti con l'Africa francese e i
Balcani. in questa fase che vengono immessi sulla linea i nuovi SM
82. Si
tratta di un aereo dalle prestazioni
eccellenti per il tempo: pu trasportare Kg. 4.000
di materiali vari e 32
passeggeri, impiega 4
persone di equipaggio ed ha una autonomia di 1.700
Km. (questa limitata autonomia fu
corretta con l'aggiunta di due serbatoi supplementari da 1.300
litri per il carburante e uno da
200 litri per l'olio).
Con la perdita di Bengasi e della Cirenaica gli SM 82 e 83
fanno tappa negli aeroporti della
Tripolitania e particolarmente a Tamet. Questa soluzione porta a
3.700 Km il tragitto
Tamet-Addis Abeba. I voli hanno la durata di 13-15 h. e, visto che anche gli SM
82 non hanno autopilota, si tratta
ogni volta di un volo-primato, possibile solo per la capacit e
professionalit degli equipaggi.
L'SM 82
porta in AOI di tutto, perfino
caccia CR 42
smontati con relativi motori;
l'attrezzatura completa di una officina per la rigenerazione dei
pneumatici; valuta cartacea e ogni altro genere di manufatto non
reperibile in AOI.
Dato che il materiale che si doveva trasportare era sempre maggiore
rispetto a quello che si riusciva ad imbarcare sugli aerei, molto
materiale attendeva decine di giorni prima di essere trasportato.
In
questa situazione anche la posta diretta in AOI faticava a trovare
posto e per limitare al massimo la corrispondenza molta parte di
questa veniva restituita al mittente quando difettava di affrancatura
o doveva essere inoltrata in zone periferiche ove vi erano difficolt
nella consegna.
Il mese di aprile del 1941
segna un nuovo capitolo nella storia
delle comunicazioni aeree con la colonia isolata. Sotto la costante
pressione delle forze britanniche vengono evacuate Addis Abeba e
Massaua: altre localit, anche se non abbandonate, non possono essere
unite per difficolt nei collegamenti interni. Restano in nostro
possesso gli aeroporti di Gimma e Gondar ma le loro piste sono
insufficienti per gli SM 82.
L'ultimo collegamento con l'AOI a mezzo gli SM 82
effettuato all'inizio di aprile con
il rientro all'aeroporto di Tamet di un SM 82
proveniente da Addis Abeba.
Per fortuna il 6 aprile riconquistata Bengasi: gli SM 75,
modificati, sono nuovamente in condizione di effettuare i voli. Ma, a
differenza degli SM 82 che
possono portare un carico utile di 4.000
Kg., gli SM 75
hanno un carico utile di 1.000 Kg.
poich l'inserimento di serbatoi supplementari comporta una notevole
diminuzione nella capacit di carico del velivolo.
La difficolt nei collegamenti in ogni caso aumentata poich sia a Gimma che a Gondar non esiste possibilit di rifornirsi di carburante:
indispensabile effettuare un atterraggio a Gibuti, nella Somalia
francese, prima di iniziare il volo di ritorno. Ci implica delle
difficolt internazionali dato che il governo di Petain chiede che
tutti gli aerei in atterraggio a Gibuti rechino i distintivi della
croce rossa per evitare rappresaglie inglesi.
Gli spazi su cui
giostrare nei collegamenti si sono ormai ristretti al massimo.
Di SM
75 trasformati a grande autonomia non
ve ne sono molti e gli ultimi della prima generazione vanno man mano
esaurendosi. Per far fronte a questa crisi la Savoia-Marchetti riceve
disposizioni di approntare aerei SM 75
della seconda generazione modificati a grande autonomia. Si tratta in
sostanza di normali aerei dotati di serbatoi supplementari e del
pilota automatico Salmoiraghi.
Il primo di questi aerei consegnato nell'aprile 1941
e immatricolato come SM 75 I-LUNO; un altro esemplare verr consegnato l'agosto
successivo.
In aprile e maggio sono effettuati tre collegamenti con quest'aereo:
nel collegamento del 4 giugno non si
pu tuttavia caricare nulla a Gondar per un anormale consumo di
carburante.
Dal giugno al novembre 1941 vengono
effettuati gli ultimi dieci collegamenti, in condizioni sempre pi
critiche e con la contraerea nemica che obbliga ad atterrare solo alle
prime luci dell'alba. In questo lasso di tempo l'SM
75 I-LUNO
diventa un velivolo leggendario: l'unico legame tra l'AOI e l'Italia
ed ogni suo atterraggio a Gondar o Gimma salutato con entusiasmo dai
difensori - alla sua protezione durante la permanenza all'aeroporto di
Azoz, tra un volo e l'altro, provvedono gli ultimi due caccia in
servizio in Africa Orientale.
La lunga e gloriosa carriera dell'SM
75 I-LUNO termina il 6 ottobre 1941
a Gibuti quando viene mitragliato a terra da un aereo inglese e messo
fuori uso definitivamente. Il secondo SM 75
modificato preleva i connazionali rimasti a Gibuti e prende il posto dell'I-LUNO
effettuando nell'ultimo mese due miracolosi collegamenti con Gondar
che resiste ancora: il secondo collegamento fatale all'aereo ed al
suo equipaggio il 10 novembre
1941.
Partito da Roma il giorno precedente, l'aereo fa scalo in Libia per i
normali rifornimenti; arriva per a Gondar a notte fonda e non pu
quindi atterrare. Il comandante decide di proseguire per Gibuti, fare
il rifornimento di carburante e tentare poi l'atterraggio a Gondar,
gi sotto il tiro diretto dell'artiglieria inglese. Per una tempesta
che imperversa nella zona anche l'atterraggio a Gondar impossibile:
il comandante rinuncia e prosegue per gli aeroporti libici. Per cause
sconosciute l'aereo per costretto ad un atterraggio di fortuna su
una stradale etiopica: il tentativo non riesce con esito fatale per
l'equipaggio. L'ultimo legame con l'Italia perduto.
I nostri soldati
a Gondar affrontano gli ultimi diciannove giorni completamente
isolati.
E qui, anche se in sede poco opportuna, necessario
correggere un falso storico perpetrato, con abilit, sulla figura del
duca di Aosta, Comandante in capo delle FF.AA. in A0I, proclamato eroe
dell'Amba Alagi, fante tra i fanti, ecc. Spostando l'attenzione sugli
avvenimenti dell'Amba Alagi e sul valore dei nostri soldati si
distolse l'opinione pubblica dalla sconfitta in Africa. Nello stesso
tempo si accrebbe il prestigio di casa Savoia che pot vantare il
martirio di un proprio congiunto nella guerra sempre pi sanguinosa.
Esaminando con attenzione gli eventi in AOI si pu tranquillamente
affermare che il duca d'Aosta fu un normale comandante, senza alcun
merito particolare e senza alcuna genialit nella condotta delle
operazioni. La ritirata sull'Amba Alagi appare come un naturale
evolversi degli avvenimenti militari e non sembra che quella
resistenza abbia avuto alcunch di eccezionale.
Per creare ci le
fonti di informazione militari e civili italiane nascosero,
minimizzarono e sminuirono costantemente tutto quanto si riferiva
all'AOI e ai suoi difensori che, dopo la caduta dell'Amba Alagi,
presidiavano i settori di Gimma, Debra Tabor, Gondar e altre localit
del Galla e Sidamo.
Invero pare strano che venga definita eroica,
strenua, memorabile, ecc. la difesa dell'Amba-Alagi e non si adoperino
gli stessi aggettivi per la resistenza di Gimma e del Galla e Sidamo
dove circa 20.000 uomini al comando del Gen. Gazzera, succeduto al duca d'Aosta come
Comandante superiore delle FF.AA. in AOI, opposero una strenua lotta
contro le continue e insistenti offensive britanniche.
Ecco la breve cronologia degli avvenimenti fino alla cessazione della
resistenza in AOI.
Gimma si arrende il 20 giugno 1941.
Il 3 luglio si arrende il Gen. Gazzera con l'onore delle armi.
Il 4 luglio cade la piazza di Debra Tabor dove circa 6.000 uomini sono
fatti prigionieri dagli inglesi e avviati ai campi di concentramento
nel Sudan e nel Kenya-Uganda.
Il 28 settembre si arrende il presidio di Uolchefit, sulla strada
Adua-Gondar.
Il 21 novembre cade il presidio di Culqueber, uno degli avamposti della
difesa esterna di Gondar.
Nel novembre 1941 ha inizio
l'ultimo contrattacco inglese alle forze che difendono il settore di
Gondar. La situazione ormai insostenibile. L'indomani il Gen. Nasi
chiede agli inglesi le condizioni di resa.
Il 29 novembre con la caduta dell'ultimo avamposto italiano l'Africa
Orientale Italiana non esiste pi.
Il trasporto della posta da e per
l'AOI ebbe quindi nei collegamenti aerei, o meglio nelle singolarit
di questi collegamenti, una propria fisionomia.
Ma oltre a queste
difficolt se ne debbono aggiungere altre.
Sin dal febbraio 1941
la guerra in corso mise in difficolt i collegamenti dei vari centri per cui tutti
quelli che non erano in grado di far giungere la corrispondenza negli
aeroporti di Addis Abeba, Massaua, Gondar, Gimma, Harar e poche altre
localit si possono considerare fuori causa.
Dal febbraio all'aprile
1941 a queste difficolt si aggiunge la perdita di altre importanti piazze tra le
quali la capitale dell'Etiopia, Massaua e la Somalia meridionale
nonch ampie porzioni del territorio dell'Eritrea, Galla e Sidamo,
Amara.
Dal maggio in poi le corrispondenze partono solo dagli
aeroporti di Gondar e Gimma. Si tratta in totale di dodici
collegamenti aerei che hanno tutto l'aspetto, il fascino e la
consistenza di collegamenti speciali per via aerea. Questi aerogrammi
con affrancatura quasi unanime di lire 1,75, senza alcuna
indicazione particolare di trasporto o di inoltro, con gli annulli
civili di Gondar o della Posta Militare 1045
o con annulli vari di transito o arrivo apposti in
Italia, sono quanto di pi singolare sia stato prodotto dai
collegamenti speciali nella seconda guerra mondiale, pari solo a
quelli che nel campo francese si possono trovare provenienti da Gibuti,
Somalia Francese.
|
Tariffe postali da e per l'A.O.I. |
|
D.L. 28.10.2025 n.1907 e R.D.
23.5.2025 n.750 |
| |
|
|
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|
| 1) |
Lettere e biglietti postali per ogni 15 gr. o frazione |
. |
0,75 |
|
| 2) |
Cartoline di Stato e dell'industria privata |
|
|
|
| |
a)
semplici |
. |
0,50 |
|
| |
b)
con risposta pagata |
. |
1,00 |
|
| 3) |
Carte manoscritte - per ogni 50 gr. o frazione col minimo di .1 |
. |
1,00 |
|
| 4) |
Cartoline illustrate |
|
|
|
| |
a)
con sola firma del mittente e data |
. |
0,20 |
|
| |
b)
con frasi di convenevoli espressi in un massimo di 5 parole |
. |
0,25 |
|
| 5) |
Biglietti da visita |
. |
0,25 |
|
| 6) |
Fatture commerciali |
. |
0,40 |
|
| 7) |
Campioni di merci - ogni 50 gr. o frazione col minimo di . 0,50 |
. |
0,50 |
(1) |
| 8) |
Campioni contenenti saggi gratuiti di medicinali - per ogni 50
gr. o |
|
|
|
| |
frazioni col minimo di . 0,40 |
. |
0,40 |
(2) |
| |
|
|
|
|
| |
Sopratassa di trasporto aereo |
|
|
|
| a) |
lettere e biglietti postali, cartoline con corrispondenza,
cartoline |
|
|
|
| |
illustrate, biglietti da visita, cedole di commissione libraria,
fatture |
|
|
|
| |
commerciali e vaglia ogni 5 gr. o frazione in pi |
. |
0,50 |
(3) |
| b) |
carte manoscritte, stampe, partecipazioni, campioni e pacchetti |
|
|
|
| |
postali, ogni 25 gr. o frazione in pi |
. |
0,80 |
(4) |
| c) |
cartoline e biglietti da visita, con non pi di 5 parole di
convenevoli, se |
|
|
|
| |
spediti dal 15 dicembre di ogni anno al 5 dell'anno successivo,
per |
|
|
|
| |
ogni invio |
. |
0,15 |
(5) |
| d) |
pacchi, oltre la tassa aerea, quella ordinaria e il diritto di
recapito per |
|
|
|
| |
espresso: una sopratassa che non pu eccedere . 1,60 per ogni
Kg. e |
|
|
|
| |
per ogni 100 Km. |
|
|
|
| |
tassa aerea: fino a 1 Kg. |
. |
4,00 |
|
| |
per ogni 500 gr. o frazione successivi |
. |
4,00 |
(6) |
| |
|
|
|
|
|
(1) |
tariffa ridotta . 0,25 nel R.D.
23.5.40 |
|
|
|
|
(2) |
tariffa ridotta a . 0,20 nel R.D.
23.5.40 |
|
|
|
|
(3) |
tariffa aumentata a . 1,00 nel
R.D. 23.5.40 |
|
|
|
|
(4) |
tariffa aumentata a . 1,75 nel
R.D. 23.5.40 |
|
|
|
|
(5) |
tariffa aumentata a . 0,30 nel
R.D. 23.5.40 |
|
|
|
|
(6) |
tariffa ridotta a . 2,00 nel R.D.
23.5.40 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
| |
|
|
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|
|
Gli aerei impiegati nei
collegamenti nel 1940-41 |
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SM 75
Velivolo
da trasporto civile e militare costruito dalla Savoia Marchetti
dal Novembre 1937. Nella versione normale l'aereo ha una
autonomia di 1.720 Km e pu trasportare 18 passeggeri (o 24
soldati nella versione militare) e un carico di circa Kg. 1.600
sempre nella versione "normale". All'inizio del conflitto gli SM
75 vengono quasi tutti militarizzati, tranne un gruppo del
Nucleo Comunicazioni Ala Littoria impiegato sulle rotte
sudamericane. La produzione degli aerei fino al Dicembre 1940
di appena 53 aerei. |
| |
|
SM 79
Velivolo
da bombardamento, trimotore, costruito dalla Savoia Marchetti.
Impiegato eccezionalmente quale aereo da trasporto nel Giugno-Luglio
1940 sulla rotta Roma-Auenat-Asmara e Roma-Cufra-Asmara. Ha una
autonomia di 1.900 Km, una capacit di carico di Kg. 1.250 e un
equipaggio di 4/6 persone. |
| |
|
SM 82
Velivolo
per il trasporto truppe e materiali, trimotore, costruito dalla Savoia Marchetti.
Il primo prototipo vola il 30.10.1939. Fino al Febbraio 1941 ne
sono stati costruiti 70 esemplari (1^ e 2^ serie). Denominato "Canguro"
il pi grande aereo da trasporto italiano; uno dei
migliori del
conflitto. Impiega 4 persone di equipaggio e pu trasportare 32
passeggeri. Ha una capacit totale di carico di Kg. 4.000 e una
autonomia di 1.780 Km. Nel 1941 porta in A.O.I. di tutto, perfino 50
caccia CR.42 smontati e una officina completa per la rigenerazione di
pneumatici. |
| |
|
SM 83
Velivolo
da trasporto passeggeri e posta, a grande autonomia, trimotore.
All'inizio del conflitto la disponibilit di 20 aerei; in seguito
non ne verranno pi costruiti. Pu trasportare 10 passeggeri e un
carico utile di poco meno di 2.000 Kg. Viene realizzato dalla Savoia Marchetti e subito impiegato
dall'Ala Littoria Linee Atlantiche sulle rotte Sudamericane. Gli SM 83
mantengono i collegamenti con l'AOI nei mesi di Giugno, Luglio e
Agosto 1940. In seguito verranno sostituiti dagli SM 82 militari. |
| |
Vedi (Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6), (Fig.
7), (Fig.
8), (Fig.
9), (Fig.
10).
|