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Si premette che in questo articolo vengono riportate
e integrate le notizie
sui voli da e verso l'A.O.I. apparse nel N. 37 de "Il Nuovo
Corriere Filatelico", ottobre 1981.
In quell'articolo veniva
analizzata la complessa struttura tecnica messa in piedi durante il
periodo bellico per collegare l'Italia all'A.O.I., mentre il presente
articolo si prefigge lo scopo di individuare i collegamenti aerei effettuati
nel corso dell'anno 1941, che hanno carattere di eccezionalit, specie
dopo la caduta di Addis Abeba e Asmara, uniche localit in cui potevano
atterrare e rifornirsi gli aerei provenienti dall'Italia.
Larga parte
del materiale d'archivio utilizzato per questo articolo proviene
dall'Ufficio Storico dell'Aeronautica, sostanzialmente inedito per
quanto riguarda la parte postale.
Come noto, i collegamenti navali
da e per l'A.O.I. si interruppero con l'entrata in guerra dell'Italia
a causa del blocco del canale di Suez e per l'impossibilit di
effettuare la rotta del periplo dell'Africa dato che anche gli stretti
di Gibilterra e di Aden erano sotto controllo inglese.
Quindi tutti i
rifornimenti e la posta dovevano giocoforza essere
trasportati per via aerea, dai chiodi al sale, alla valuta cartacea e
a tutto quello che la lontana colonia abbisognava e non si produceva
in loco.
Naturalmente la priorit dei rifornimenti fu data a quelli
strettamente indispensabili alla condotta della guerra, mentre per gli
altri generi si ricorse al contingentamento.
Per quanto riguarda la
posta fino al marzo 1941 la corrispondenza personale ebbe una certa
priorit. Infatti dagli oltre 14.000 Kg. trasportati nel settembre
1940, si scese ai Kg. 5.500 nel marzo 1941 con una punta minima a febbraio
di Kg. 3.315. Per la posta ufficiale e dei comuni fu emanata una
disposizione che stabiliva l'uso di carta finissima e l'inoltro della sola
corrispondenza strettamente necessaria. Molti enti che
non si uniformarono alla norma si videro respingere le lettere con la
generica dizione "non potuta recapitare per eventi bellici".
Nell'aprile e maggio 1941 non vi fu praticamente nessun collegamento
con l'A.O.I., salvo un volo inconsueto descritto pi appresso, mentre
nel giugno e luglio
vi furono solo due collegamenti in
andata e ritorno con il trasporto di poco pi di Kg. 100 di posta
mensile. In agosto un solo collegamento con Kg. 40
di posta in partenza e Kg. 164 di
ritorno.
Nel settembre 1941 si effettuarono tre viaggi di andata
e due di ritorno con un trasporto di Kg. 30 di posta in andata e Kg.
218 verso l'Italia. Di questi furono caricati a Gibuti Kg. 30,
probabilmente un trasporto effettuato per conto dei francesi. Nel
mese di ottobre due voli in andata per
complessivi Kg. 93 di posta ed un volo di ritorno da Gibuti senza
corriere postale.
Infine nel mese di novembre un solo collegamento con Gondar e Gibuti
con il trasporto di Kg. 30 di posta per Gondar mai recapitata e un
corriere speciale francese di Kg. 46 per Gibuti.
Ma veniamo a
descrivere la difficile situazione dei collegamenti aerei da e per
l'A.O.I. in quanto il solo dato postale non
riesce a rendere l'interesse e la rarit di questi documenti, o
aerogrammi che dir si voglia, integrandolo con il dato storico.
Nel
periodo precedente il conflitto i collegamenti aerei con l'A.O.I.
furono tenuti sia dall'Ala Littoria, sia dalla LATI.
Con la data del
10 giugno 1940 l'Ala Littoria interruppe i collegamenti per difetto
degli scali intermedi egiziani e sudanesi non pi disponibili, mentre
la LATI prosegu l'attivit con la linea Guidonia-Bengasi-Asmara fino
ad agosto 1940, impiegando aerei del tipo SM 83. Durante questo primo
periodo vennero effettuati 21 viaggi in andata e ritorno con 276 ore
di volo, Km. 90.988 volati, impiegando sei
velivoli e con la sola perdita di un aereo.
In questi tre mesi furono
trasportati Kg. 5.753 di posta, mentre il carico massimo trasportato
fu di Kg. 5.051 dall'SM 83 I-ATOS nel tragitto Gura-Bengasi il 24
giugno 1940.
Date le crescenti difficolt per i collegamenti, la LATI
nell'agosto 1940 interruppe i collegamenti che furono affidati al
costituendo Servizio Aerei Speciali.
Questo nuovo organismo utilizz
personale e strutture militari e aerei del tipo SM - Savoia Marchetti
- 75 e 79 e gli 83 ridotti per a pochi velivoli in grado di volare
perch andati fuori produzione.
Tra la fine del 1940 e l'inizio del
1941 furono assegnati
ai reparti dei Servizi Aerei Speciali i primi SM 82 prodotti. Questo
aereo si rivel subito come un mezzo dalle eccellenti prestazioni:
poteva trasportare Kg. 4.000 di merci oppure 32 passeggeri con 4
persone di equipaggio. Aveva un limite nella
ridotta autonomia di volo, di circa 1.700 Km., e quindi per i
collegamenti con l'A.O.I. l'autonomia fu aumentata
aggiungendo due serbatoi supplementari da 1.300 litri per il
carburante e da 200 litri per l'olio.
Da questo momento in poi quest'aereo
sar l'unico ed assoluto protagonista dei collegamenti aerei con
l'AOI, coadiuvato da due soli SM 75 fino al
marzo 1941. Soprannominato "Marsupiale" trasport in A.0.I. di
tutto, perfino vari aerei CR 42
smontati con relativi motori, un'officina completa per la
rigenerazione di pneumatici, parti di ricambio motori.
In febbraio, con la perdita
di Bengasi, i voli si fecero
sempre pi lunghi e pi difficili. Innanzi tutto il percorso si
allung fino a Km. 3.700 per il tratto TametAsmara, con oltre 10 ore
di volo cieco, attraversando territori controllati dagli
inglesi, a cui non dispiaceva dare la caccia a questi solitari
trasporti.
Nel marzo 1941
la situazione dell'A.O.I. si fece sempre
pi difficile. Le forze inglesi avanzavano su tutti i fronti - ai
primi di aprile cadono Massaua e Asmara, seguite dopo pochi giorni da Addis Abeba.
Non era pi possibile effettuare i collegamenti con l'A.O.I., che per
oltre 60 giorni rimase completamente isolata, per una serie di motivi
quali la distanza dei campi A.O.I. disponibili (che non consentiva
collegamenti diretti con velivoli SM 82 dai campi della Cirenaica) e la mancanza di campi
idonei ad utilizzare gli SM 83 (perch con piste insufficienti e impossibilit di
rifornimento per il volo di ritorno).
Bench il 6 aprile fosse stata
riconquistata Bengasi e nei primi giorni del mese fosse stato
consegnato il primo SM 75 modificato a grande autonomia - con l'aggiunta di due
serbatoi supplementari e del pilota automatico Salmoiraghi - vari
contrattempi impedirono l'inizio del primo volo con l'SM 75 fino al 3 giugno.
Durante questo periodo vi fu un solo
"trasporto" di collegamento. Il 3 aprile 1941 tre SM
73 - velivoli da trasporto militarizzati all'inizio della
guerra - partirono da Addis Abeba tentando di raggiungere l'Italia.
Dopo una fortunosa tappa a Dessi e Assab la terna raggiunse Gedda, in
Arabia Saudita. Dopo molti inconvenienti tecnici ripartirono il 7
maggio raggiungendo in dieci ore di volo Bengasi e
quindi Tripoli. Il definitivo arrivo a Roma-Urbe avvenne il 12 maggio 1941
per due aerei, mentre il terzo giunse il
giorno dopo.
probabile che si sia
avuto il trasporto di un piccolo
dispaccio postale con questi tre aerei; al momento mancano dati
precisi al riguardo.
Il 27 maggio 1941 lo Stato Maggiore Roma comunic a Superaereo A.O.I.:
"...verr effettuato esperimento collegamento con aereo S.M. grande
autonomia carico utile mille Kg. comprendente materiale radio et parti
ricambio Cr. 42 e Cr. 32..." e il 31 stesso mese: "...Radio Gimma si tenga in ascolto da
giorno 3 giugno per assistenza probabile arrivo da Bengasi punto
carico velivolo S.75 per primo viaggio sperimentale est assai ridotto...".
Iniziano con questo SM 75 dalla sigla I-LUNO, proprio unico prototipo ed
esemplare, i solitari, disperati tentativi di raggiungere l'ormai
troppo lontana Africa Orientale. Le difficolt dei trasporti erano di
ogni tipo; si volava in assoluto silenzio radio; si doveva giungere in
A.O.I. alle prime luci dell'alba per non farsi sorprendere dalla
contraerea e dalla caccia inglese che tentava con ogni mezzo di
intercettare i voli; a Gimma e Gondar non vi era possibilit alcuna di
rifornimenti e quindi si doveva fare tappa in altro campo per il
rifornimento per il ritorno.
Eppure con tutte queste difficolt l'I-LUNO
riusc a fare cinque viaggi completi e uno di sola andata. All'inizio
del viaggio di ritorno, durante la sosta a Gibuti, il velivolo fu
mitragliato da un aereo inglese e messo definitivamente fuori
combattimento. Il suo posto fu preso dai gemello I-LAME che aveva
iniziato i collegamenti il 7 settembre.
Quest'ultimo e definitivo esemplare riusc a
collegare per ben tre volte le due opposte sponde fino a quando al
quarto ritorno part da Gibuti per Gondar dove non giunse mai per una
probabile avaria.
Ormai gli avvenimenti in A.O.I. precipitavano. Il
21 novembre capitol l'avamposto di Culquebar, avamposto
avanzato della difesa esterna di Gondar: il 29 novembre anche Gondar
si arrese con l'onore delle armi.
Di quest'ultimo drammatico volo si
lieti di presentare un documento che permette sia di individuare la
presenza di una nostra Delegazione di Armistizio a Gibuti dopo il
novembre 1941, sia di accertare l'esistenza di voli speciali da parte
francese da e per Gibuti.
Ecco il testo:
"COMMISSIONE ITALIANA D'ARMISTIZIO CON LA FRANCIA /
Delegazione mista di controllo per la smilitarizzazione della Costa
francese dei Somali.
Gibuti, L 27 Novembre 1941-XX
Oggetto: Tenente pilota BERTOLINI.
Al
Comando SERVIZI AEREI SPECIALI - ROMA.
Il Ten. Bertolini, prima di
partire per Gondar, da dove avrebbe dovuto far immediato ritorno, ha
lasciato presso questa Delegazione una valigetta contenente oggetti
di biancheria e corredo, documenti e macchina cinematografica con
accessori.
Non potendo per ragioni di volume e di peso consegnare il
tutto all'aereo francese che in questi giorni partir per la Francia,
questa Delegazione ha inviato a codesto Comando, tramite la C.I.A.F.
di Torino, in pacchetto a parte, i documenti ed oggetti di maggior
valore affinch siano consegnati a chi di dovere.
Il rimanente subir
la sorte di tutto il resto del materiale che purtroppo, in caso di
emergenza, dovr essere abbandonato.
IL COLONNELLO CAPO DELLA
DELEGAZIONE".
A completamento di questo articolo vengono elencati a
parte gli ultimi collegamenti aerei effettuati da e per l'A.O.I.
tuttavia necessario un commento storico-postale di questi eccezionali
aerogrammi che hanno viaggiato in difficili situazioni.
comprensibile che molti documenti di storia postale siano unici;
tuttavia questa unicit non conclamata svilisce i documenti postali in
maniera alle volte imperdonabile.
Senza fare dei paragoni fin troppo
facili con precursori e aerogrammi effettivamente volati di
manifestazioni aeree, dove un pubblico interessato era invogliato a
ricordare l'avvenimento con una cartolina, si constata l'effettiva
rarit di aerogrammi di questo tipo, forse una diecina in tutto
esistenti in Italia, la maggior parte in collezioni che non riguardano
l'aviazione.
A maggior chiarimento ecco una classificazione per
periodi degli aerogrammi volati dall'A.O.I.:
1)
Aprile e maggio 1941. In questo periodo non vi sono stati, come sopra detto,
voli. Tuttavia sono noti degli aerogrammi con date inequivocabili che
permettono di ipotizzare come tramite Gibuti e la Francia sia stato
possibile un collegamento postale. Gli aerogrammi di questo periodo
non dovrebbero portare annulli in partenza, ma di transito o arrivo
all'aeroporto di Roma. Uno di questi documenti pubblicato alla (fig.
2), mentre se ne conosce un altro nella collezione del Dr.
Guglielmo Moncada.
2)
Giugno 1941. Un solo collegamento con Gimma. Aerogrammi da questo
settore dovrebbero esistere.
3)
Giugno-settembre 1941. Vari collegamenti postali permettono di individuare un
ristretto numero di aerogrammi (fig. 3,
gi pubblicata a p. 303 del N. 37, ottobre 1981, de "Il Nuovo Corriere
Filatelico"); ne conosco un altro nella collezione del Dr. Fiorenzo Longhi.
4)
Ottobre-novembre 1941. Nonostante i vari collegamenti
aerei non vi stato alcun corriere postale per l'Italia. I documenti
di questo periodo devono, giocoforza, essere stati inoltrati con il
corriere francese da Gibuti e recare l'annullo di Roma aeroporto.
Collegamenti postali dal giugno 1941.
1 viaggio. L'SM I-LUNO del Cap.
Leonardo Bonzi parte da Roma il 3 giugno 1941 alle ore 8,15. Dopo uno scalo a Bengasi decolla per Gimma portando agli
assediati Kg. 50 di posta oltre ad altro materiale vario. Per un
anormale consumo di combustibile non pu caricare nulla se non Kg. 2
di posta e riparte quasi subito per Gedda (Arabia Saudita) per un
indispensabile rifornimento di carburante. Riparte da Gedda l'11
giugno e dopo uno scalo a Agedabia arriva a Roma.
2 viaggio. Sempre
l'SM I-LUNO, l'unico al momento disponibile a grande autonomia, si
accinge il 20 giugno a collegare Roma con Gondar con uno scalo
tecnico a Bengasi per rifornimento di carburante. Porta Kg. 6,050 di posta ed altro materiale. Il 23 riparte da Gondar,
passando per Gibuti, dato che a Gondar non ha possibilit di
rifornimento, e dopo uno scalo a Bengasi giunge a Roma portando Kg.
40 di posta + Kg. 10 di posta ufficiale.
3 viaggio. L'SM I-LUNO riparte per un'altra missione il 5 luglio alle ore 8,15
da Ciampino, facendo scalo a Bengasi e atterrando a
Gondar al solito orario delle 7 del mattino. Non trasporta posta. Il
ritorno avviene l'11 luglio alle ore 17,50 con le solite tappe di Gibuti e Bengasi e arrivo a
Roma. Il corriere postale di Kg. 3,310 di posta ordinaria + 41 di posta ufficiale.
4
viaggio. L'SM I-LUNO ci ritenta il 28 luglio partendo alle 6,25
da Roma, ma deve rientrare alle ore 6,50 per avaria ai motori. L'indomani alle ore 5,45
parte regolarmente per Bengasi e Gondar dove arriva nel
bel mezzo di un attacco aereo inglese sferrato a quell'ora proprio per
il previsto arrivo dell'aereo dall'Italia. L'SM atterra alle ore
9: non trasporta posta. Riparte il 3 agosto ma una avaria ai motori lo immobilizza a Gibuti
da dove pu ripartire il 6 portando con s Kg. 34,700 e 129,600 Kg.
di posta normale e ufficiale rispettivamente.
5
viaggio. Il 1 settembre la volta dell'SM I-LAME, nuovo arrivato ad
effettuare il viaggio Roma-BengasiGondar ma deve rientrare per
avaria. Ritenta il 7 alle ore 8,05 arrivando a Gondar alle 6 del mattino del giorno dopo:
non porta posta. Il ritorno avviene con i soliti scali il 12
settembre. Questo viaggio proficuo per i collegamenti postali per il
trasporto di Kg. 38 di posta da Gondar e Kg. 29,500 da Gibuti.
6 viaggio. Anche questo viaggio viene
effettuato dall'SM I-LAME da Roma il 17 settembre con partenza alle ore 8,30
ma l'aereo rientra per avaria. L'indomani parte
regolarmente con il solito scalo di Bengasi. Porta a Gondar posta per
Kg. 30. Il viaggio di ritorno avviene il 25 settembre sul percorso consueto. La posta trasportata
di Kg. 150 assieme a 3 militari della CIAF di stanza a Gibuti.
7 viaggio. Questo l'ultimo viaggio del
glorioso SM I-LUNO che parte da Roma il 29 settembre ma deve rientrare
per avaria. Il 3 ottobre alle ore 7,55 decolla da Roma per
Bengasi-Gondar-Gibuti, con 17,600 Kg. di posta. Il 6 ottobre l'aereo atterra
a Gibuti e alle ore 10,30 inizia le operazioni di rifornimento.
Nel corso di queste operazioni un Curtiss P.40 inglese
compie un'azione di sorpresa un po' piratesca mitragliando l'aereo
che aveva le insegne internazionali della croce rossa. L'aereo brucia
in mezzo al campo d'aviazione con l'equipaggio fortunatamente incolume
(fig. 4).
8 viaggio.
L'ultimo SM 75, l'I-LAME, parte in soccorso
dell'equipaggio bloccato a Gibuti compiendo un raid oltremodo
impegnativo. L'aereo parte da Roma il 14 ottobre alle ore 8,10 sul
solito itinerario Roma-Bengasi-Gondar-Gibuti. Giunto a Gondar, alle
ore 1,30 del 15, scarica i rifornimenti e Kg.
75,450 di posta e riparte quasi subito per
Gibuti, dove carica il carburante e l'equipaggio dell'SM I-LUNO; dopo
il solito avventuroso viaggio di ritorno quasi ininterrotto il 17 ottobre arriva a Roma.
9 viaggio. l'ultimo viaggio della serie compiuto dall'SM 75 I-LAME con l'equipaggio composto
dal Ten. Guido Bertolini, Ten. Fernando
Battezzati, marconista Carlo Profumo e motorista Giacomo Timolina.
un viaggio drammatico che si svolge in condizioni eccezionali, dato
che gli inglesi ormai bombardano direttamente il campo di Gondar, e
che purtroppo finisce in maniera tragica: l'equipaggio muore nel
disastro aereo ancora non del tutto accertato in maniera chiara. L'aereo
parte il 9 novembre alle ore 14,35 secondo il solito itinerario; porta
Kg. 30 di posta oltre a un corriere speciale francese per Kg. 46,810.
L'aereo giunge a Gondar a notte inoltrata e quindi prosegue per
Gibuti dove arriva alle ore 8 dell'11 novembre. Il pilota intende
atterrare a Gondar, scaricare i rifornimenti e la posta e quindi
ritornare a Gibuti per il rifornimento carburante per il definitivo
ritorno. Alle ore 1,40 del 12 novembre l'aereo decolla da Gibuti e da
questo momento non se ne sa pi nulla. Londra B.B.C. alle ore 0,30 del
17 novembre radiotrasmette:
"Un grande apparecchio che si ritiene fosse un S.75 italiano precipitato
durante la notte di marted nei pressi di Magdala
incendiandosi. Le persone che si trovavano a bordo in numero di 9 o 11
sono rimaste uccise". Il disastro aereo avvenuto sulla rotta Gibuti-Gondar o viceversa lungo la strada Dessi-Debra Tabor. Si
concludono cos i collegamenti aerei con l'A.O.I. durante la 2^
Guerra Mondiale.
Vedi anche (Fig.
1). |