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Precisiamo subito che non vi fu mai un servizio diretto via mare tra
le tre localit costiere della Sicilia Orientale, come per l'analogo
servizio via terra che le collegava attraverso il percorso Messina,
Taormina M., Giarre, Acireale, Catania, Lentini, Siracusa; ma vi fu
una consistente corrente di traffico marittimo da Messina verso
Catania e Siracusa, in un primo tempo utilizzando bastimenti a vela
locali, quindi con i vapori della nascente flotta commerciale
siciliana (Fig.
1).
Dalla bibliografia disponibile sull'argomento, abbastanza consistente,
riportiamo le notizie che pi ci interessano: Nel 1856 furono
conclusi contratti con la Compagnia di Navigazione delle Due Sicilie
per un servizio di Vapori da Napoli a Palermo e con la Compagnia
Florio per un servizio quindicinale di circumnavigazione della Sicilia
con scali a Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Palermo, Girgenti,
Trapani (Sassone, Gli annullamenti di Sicilia); La prima convenzione
con la c.a. Florio che aveva raggruppato intorno alla propria bandiera
gran parte della marineria napoletana del 2 Gennaio 1862.
Furono create oltre alla Genova-Napoli... (la) Palermo-Siracusa (coste
meridionali della Sicilia) oltre a collegamenti con le isole
viciniori (U. Del Bianco, Gli annulli marittimi italiani).
Dallo stesso autore apprendiamo ancora i nomi dei piroscafi della
Compagnia Florio & C.i che erano: Indipendente, Archimede, Corriere
Siciliano, Dispaccio, Etna, Elettrico, a cui si aggiunse poi il
Marsala (Fig.
2), (Fig.
3).
Di questi l'Archimede, il Dispaccio e il Corriere Siciliano furono
sicuramente impiegati nel tragitto Messina-Catania-Siracusa, nel
periodo che va dal 1859 al 1868, mentre sulla stessa linea risultano
impiegati anche i piroscafi Diligente, Partenope, Flavio Gioia e
Campidoglio che non appartenevano alla Florio, la quale nel 1862 si
era trasformata in I e V Florio & C. - servizio de' Piroscafi postali
italiani (Fig.
4).
Dal volume di Vito Mancini, Storia postale del Regno delle Due
Sicilie, si ha la conferma che sin dal 1842 vi era una linea di
vapori che effettuava il collegamento tra Palermo, Trapani, Favignana,
Pantelleria, Agrigento, Messina, Siracusa, sia direttamente che
tramite Malta.
E sicuramente la stessa linea citata dal Sassone di circumnavigazione
dell'isola, che comportava una spesa di 3,20 ducati per un biglietto
di prima classe da Messina a Siracusa, mentre il trasporto di un
cavallo sullo stesso percorso costava 5 ducati.
Se il traffico delle merci prosperava in quella che continuiamo a
chiamare la linea Messina-Catania-Siracusa, lo stesso non si pu dire
del trasporto della corrispondenza.
Abbiamo detto che le tre localit erano collegate da un servizio
postale definito di corsa principale che, verosimilmente, compiva il
tragitto bisettimanalmente, cos come era bisettimanale il percorso
PalermoMessina, e che arrivava a Catania in giornata e a Siracusa il
giorno dopo. Quindi un servizio efficiente che per di pi costava meno
del corrispettivo servizio via mare, giacch in epoca borbonica una
lettera via terra costava, notorio, 2 grana, mentre 5 grana se
trasportata coi piroscafi. In periodo luogotenenziale, poi sancite
dalla convenzione del gennaio 1862, le tariffe via mare e via
terra vennero unificate e da quel momento si not un certo incremento
nel trasporto della corrispondenza in generale e nel nostro percorso
in particolare per il tramite dei piroscafi postali (Fig.
5).
Dei timbri in uso nei porti di Messina, Catania, Siracusa notissimi
sono quelli di Messina, sia in periodo borbonico che in periodo
italiano (Fig.
6), (Fig.
7), (Fig.
8), mentre per il porto di Catania in periodo borbonico
si conosce il solo Vapore, racchiuso in cornice ovale, che viene
considerato abbastanza raro (Fig.
9).
In periodo italiano noto il timbro in cartella Piroscafi Postali
Italiani, uguale nella foggia e nelle dimensioni a quello di Messina,
distinguibile appena per le lettere leggermente pi sottili (Fig.
10). Per il porto di Siracusa non erano noti timbri in
periodo borbonico; infatti il timbro che presentiamo alla
Fig. 11 sconosciuto. Tale timbro, anche se usato in
periodo italiano, chiaramente di origine borbonica per la
caratteristica foggia che lo racchiude in una cornice ovale.
Il suo uso dovette essere limitato e circoscritto nelle sole occasioni
in cui una lettera, impostata sul piroscafo, giungesse a destino senza
nessun timbro, e poich, salvo la linea diretta Napoli-Siracusa, tutta
la corrispondenza per Siracusa toccava prima Messina il suo uso ,
reputiamo, estremamente raro.
Infine a Siracusa venne usato il solito timbro Piroscafi Postali
Italiani che si presenta abbastanza raramente su corrispondenza. |