Premessa
Per
comprendere la dinamica della rivoluzione siciliana del 1820/21
bene inquadrare tali eventi nel quadro pi complessivo determinato
dai moti liberali e carbonari del 1820/1 nel Regno delle Due Sicilie.
Con
legge dell'8.12.1816, re Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia,
assunse il nome di Ferdinando I re del Regno delle Due Sicilie.
La
Sicilia, dopo secoli di vita politica autonoma, cessa di essere un
regno indipendente e separato e diventa parte integrante di uno Stato
con il suo centro nel napoletano e la sua capitale in Napoli.
Ci
possibile col beneplacito di Austria, Francia, Inghilterra, Prussia,
perch "la Francia vuol la Sicilia (regno delle Due Sicilie)
unita per non lasciarla interamente all'arbitrio dell'Inghilterra, e
l'Inghilterra vuole il regno unito per la paura che il re di quel
regno non si dia interamente in braccio alla Francia."(1)
Ma
altres certo che l'evento dell'annessione della Sicilia a Napoli
fu deciso tenendo conto della poca fermezza con cui i siciliani
difendevano le loro prerogative. Dice infatti il Renda : "A
questo proposito, il quadro tradizionale, generalmente accolto, di una
Sicilia che resista ciecamente alle prospettive unitarie della
monarchia meridionale, merita di essere riveduto e corretto in misura
piuttosto considerevole. Non tutti i siciliani, infatti, si dichiarano
per principio contrari alla politica del ministero napoletano. Ostile
senza dubbio il baronaggio: diffidente Palermo. Ma Palermo non
tutta la Sicilia, e la nobilt non la sola che rappresenti gli
interessi e le tradizioni politiche dell'isola."(2)
Come
conseguenza dell'unificazione a Palermo insediato un luogotenente
generale di Sicilia, nella persona di Francesco di Borbone, duca di
Calabria, figlio primogenito di re Ferdinando.
Nei mesi di maggio e
giugno 1820 scoppiano disordini in diverse parti della Sicilia e tutto
lascia presagire che "una piccola scintilla avrebbe prodotto
un grande incendio".
Il 27
giugno il principe Francesco lascia la Sicilia alla volta di Napoli.
Rimane in sua vece il ministro Naselli.
Intanto scoppiano i moti
carbonari a Napoli. Sotto la pressione popolare il re costretto, il
6 luglio, a promettere la costituzione. Lo stesso giorno istituisce il
vicariato generale, con i poteri dell'Alter Ego, e nomina il Duca di
Calabria vicario del regno. Il 7 Luglio viene adottata la costituzione
di Spagna del 1812 e il 9 luglio istituita la Giunta provvisoria di
governo a Napoli. L1 ottobre 1820 infine il re giura fedelt alla
costituzione.(3)
In questo contesto i moti siciliani hanno un duplice
aspetto. Da un lato le immediate reazioni di Messina e di Catania, poi
seguite dalle citt di Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Trapani
che sono tendenzialmente favorevoli al nuovo assetto istituzionale.
Dall'altro
quelle di Palermo, di varie citt minori e "del contado" i
quali inneggiano alla costituzione ma mettono al primo posto
l'indipendenza della Sicilia e in misura minore l'applicazione della
costituzione siciliana del 1812.
Altra richiesta, non espressa
esplicitamente, ma consequenziale alle rivolte popolari del luglio
1820 a Palermo, l'affrancamento delle popolazioni di inique tasse,
come quella sul macinato, e dalle leggi feudali ancora esistenti in
Sicilia e da tempo abolite a Napoli.
Infatti, i moti popolari
scoppiati prima a Palermo e poi in diverse parti della Sicilia
occidentale, mettono in luce che i rivoltosi si accaniscono contro le
"istituzioni" borboniche non gi per idee separatiste ma
per rivendicare bisogni essenziali della parte pi debole della
popolazione siciliana.
La sera del mercoled due agosto tre
Deputati della Giunta Provvisoria di Palermo giunsero a Trapani su una
speronara maltese con bandiera inglese. Fu loro negato di scendere e
di prendere pratica. Dopo una assemblea popolare nella casa del
Comune, alcuni rappresentanti della citt respinsero la richiesta
dabboccamento.
Alle sei della notte la nave ritornava a Palermo
senza che i parlamentari potessero scendere a terra.(4)
In
questa cornice di furori e di speranze la parte maggioritaria dei
rivoltosi palermitani sopratutto il ceto produttivo in quanto la
nobilt si teneva in disparte decise di sottomettere a un disegno
comune il resto della Sicilia.
Furono create tre colonne mobili dette
guerriglie sicule che furono inviate verso Caltanissetta, Siracusa,
Trapani. La colonna Galletti, diretta verso Caltanissetta, riusc a
mettere le mani sulla citt; quella verso Siracusa non produsse alcun
effetto; quella diretta verso Trapani venne fermata alle porte e per
circa due mesi la tiene sotto assedio terrestre bloccando le
comunicazioni con Palermo e col resto dellisola. Prima di arrivare
a Trapani vi erano state scaramucce a Vita e a Alcamo.
Trapani per
era una piazzaforte con una guarnigione militare e ci permise ai
cittadini di mettere a difesa la citt. Lo fecero con buoni risultati
fermando le colonne palermitane prima a Paceco e Xitta, e poi alla
Chinisia, cio al confine odierno tra Marsala e Trapani.
Il 6 agosto
Pietro Anfossi, Comandante della Valle e piazza di Trapani,
palermitano, fu richiamato a Napoli.
Il giorno 17 agosto la Giunta
Provvisoria di Pubblica Sicurezza e Tranquillit di Palermo elegge
capo valle la citt di Marsala al posto della insubordinata Trapani.
Cos
le fonti ufficiali. Ma ben pi dettagliatamente ce li racconta Niccol
Burgio e Clavica, un diarista trapanese, in un manoscritto inedito del
1832.(5)
13.8.1820-
25.8.1820" Palermo dovesiste una Commissione eletta di 72
consoli, dispose una spedizione alloggetto di bloccare Trapani.
La
domenica 13 agosto essa venne avvertita che la truppa ausiliaria di
Palermo si era fatta vedere nelle nostre campagne dove commesse avea
varie robature, e con ispecialit di cavalli, di bestiame e di mule.
Il
luned si seppe che lo assassinamento proseguiva con maggiore calore,
cos si fece risolvere molti proprietari ad armarsi, e andarono ad
affrontare quei fuorusciti, come di fatto si fece, e quindi prima di
tramontare il sole presentarono al comandante della piazza varie teste
e molti prigionieri.
La notte antecedente la terra di Paceco e di S.
Lorenzo la Xitta erano state anchesse derubate e una compagnia di
bravi ericini a cavallo fu pronta ad attaccare quei masnadieri se mai
fossero passati nel loro distretto.
Sorse il bramato giorno di marted
e la unione fu pronta a partire, seguita da cento soldati di linea da
fermarsi a Paceco onde proteggere la ritirata in caso di bisogno.
Andarono
dunque ad affrontare linimico che rubava, e non solamente rubava,
alla rapina univa talvolta lomicidio..... insomma teneva una
condotta tale ed evidenziava la ragione la quale tale truppa nelle
carceri stava ristretta.
La compagnia ericina ebbe a fronte un branco
di snaturati ladroni. Ne uccise 12 e ne condussero 18 su quellalto
loro castello, e venuta la notte, fece loro sbalzare da quella rupe,
in dove trovarono subito la morte.(6)
Si era mandato in Napoli un
legno espressamente spedito per ottenere qualche rinforzo.
Il mercoled
16 agosto suscitossi un fresco e favorevole vento e condusse in questo
porto una fregata, un brigantino armato a guerra, una bombarda e un
reggimento di fanteria.
Nel giorno 17 e 18 uccisa rimase intieramente
altra truppa di regnicoli masnadieri, venuta a riparo di Marsala.
Nel
giorno 19 vollero saccheggiare una masseria detta la sabucia. Dieci
paesani ne furono avvertiti e malgrado la positiva differenza di forze
ebbero il coraggio di assalire quei ladri e sconfissero loro in modo
tale che ne condussero 12 in questo castello dopo avere uccisi la met
e la brava compagnia ericina nel giorno 20 ne port vivi 14 dopo
averne scannati altri sei.(7)
Dopo i riferiti giorni
sinoggi 24
agosto la truppa ausiliaria di Palermo non si fatta pi vedere.(8)
Or
che diranno i posteri di noi ? In quale Nazione si fa la guerra nella
divisata maniera, si sono pur sempre trovate nelle tasche di quei
assassini i passaporti in istampa che loro diedero i consoli di
Palermo, allorch furono spediti. Oh vituperio eterno!
26 agosto 1820.Una delle nostre barche cannoniere, unita alla
bombarda napoletana incrociando n mari di mezzogiorno ebbero la
sorte di predare un brigantino napoletano proveniente da Malta col
carico di grano di salme 280.
Questo legno apparteneva al principe
della Trabia e al negoziante Giovanni Riso. E fa dichiarata buona
preda.
13 settembre 1820.Si
dispose dal comandante militare Sig. Flug una spedizione militare
composta da mille soldati di linea con due cannoni di campagna e circa
200 tra montesi (abitanti di Monte) e trapanesi e di Paceco dogni
condizione a cavallo e circa 300 paesani. Sei barche cannoniere
trapanesi, un brigantino armato e una bombarda.
Questa spedizione non
ebbe lappalto di invadere Marsala ma quello di darle un assaggio
della forza. Le cannonate per le recarono danno positivo nelle
fabbriche e il giorno appresso vennero due parlamentari.
15
/ 22 settembre 1820Quindici ladroni usciti da Marsala rubarono
alcuni animali molto vicini alla torre della Chinisia. Nel duello che
segue perirono due persone e altre due ferite. Gli altri compagni
fecero ritorno a Marsala.
A Trapani si respirava unaria quieta. La
fatica giornaliera, il negozio, la conversazione, il teatro che si
apriva tutte le sere.....
Nel giorno 18 attacco di alcuni marsalesi...
appiccarono il fuoco a Chinisia.
Nel giorno 19 appiccato il fuoco alle
nostre campagne dai marsalesi. I bersaglieri furono portati a 300.
Il
giorno 20 circa 400 uomini a cavallo usciti da Marsala si lanciarono
contro la truppa nei pressi di Chinisia. Vi si ebbe una furiosa
battaglia con morti e feriti.
Nel giorno 22 un parlamentare marsalese
assicura non essere la truppa regolare autrice di tante rubature.
1
ottobre 1820.Il generale Pepe venuto da Napoli con 10 mila uomini
circa sottomise la rivolta citt (Palermo) allobbedienza ed in
novembre entr con tutta la truppa ed impossess di tutte le
fortezze.
Finiscono cos le
note del diarista trapanese.
Lepilogo della storia noto. Nei
primi di ottobre 1820 il generale Pepe ordinava al Flugj di portarsi
verso Palermo, nei pressi di Morreale, essendo la Valle di Trapani
sgombra delle guerriglie che avevano avuto sentore dellarrivo
delle truppe borboniche.
Il 12 ottobre 1820 il principe di Patern,
che era subentrato come Presidente della Giunta Provvisoria di Governo
a quella rivoluzionaria, annunci il ripristino dellordine
pubblico. (Vedi figura 5)
La
Storia Postale. Con
i rapporti cos tesi, ricorrendo addirittura alla guerra di corsa, e
messa in campo della fanteria di linea con cannoni al confine tra le
citt di Marsala e Trapani, evidente che la corrispondenza ne
abbia risentito.
Tra le citt di Palermo e Trapani, dallagosto al
settembre. Vi interruzione totale dei collegamenti. Collegamenti
saltuari nellottobre 1820 fino al gennaio 1821.
Dal continente
possibile che tra situazione di Palermo e lisolamento di Trapani
abbiano indotto a dirottare la corrispondenza da Messina a Siracusa da
dove, con un corriere speciale, veniva recapitata, via mare a Trapani.
(Figura 4)
Anche Palermo ricorre a mezzi straordinari inviando qualche
lettera urgente per mezzo dei Corrieri del Lotto e anche con altri
mezzi non meglio identificati, come dimostra la lettera del 24
novembre 1820 da Messina. (Figura 7)
In questa
situazione lassalto e la distruzione dellUfficio Postale di Vita
da ascrivere alla anomala attivit delle guerriglie sicule.
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Figura 1. Lettera da Trapani 16 luglio 1820 a Palermo dove
arriva il 23 luglio, a causa dei moti iniziati a Palermo il 15 luglio.
La lettera viene prima tassata per grani 4 (distanza fino a 100
miglia) e poi portata a grani 5 (tassa uniforme per la Sicilia secondo
la norma preesistente).
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Figura
2. Lettera da Palermo 24 luglio 1820, nel pieno dei moti di Palermo e prima
dellarrivo delle guerriglie nel trapanese. Si nota lanomalo bollo di partenza posto sul fronte della busta e
lassenza del bollo di controllo e il Real Servizio di Palermo.
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Figura 3. Lettera da Palermo 21 agosto 1820 a Trapani. Nel mezzo degli
attacchi delle guerriglie nel trapanese. A riprova della avversit
per il simbolo dellaquilotto ad ali spiegate, simbolo della citt
di Palermo, vi sono dei tratti di penna per abolire sia laquilotto
del bollo del Direttore del Lotto, sia quello in rosso, apposto per
breve tempo, presso la Direzione Postale di Palermo. E interessante notare che
lemblema di Palermo prende il posto del
bollo REAL SERVIZIO per breve tempo caduto in disuso.
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Figura 4.
Lasciapassare provvisorio, rilasciato dal direttore della posta
di Siracusa al commesso soprannumerario Gaetano DellAl, per il
viaggio straordinario da Siracusa a Trapani per via di mare il 26
Agosto 1820. Il trasporto per via di mare evidenzia la difficolt, o
linsicurezza, del trasporto via di terra. E probabile che la
valigia contenesse la corrispondenza dal continente deviata via
Messina Siracusa. Il lasciapassare porta un sigillo in ceralacca.
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Figura 5. Circolare a stampa del principe di Patern, Presidente della
Giunta provvisoria di Governo intesa a far sapere ai cittadini che la
normalit era subentrata e il commercio, e le lettere, possono avere
il suo corso.
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Figura 6.
Lettera del Direttore del Lotto da Palermo 17 novembre 1820 per
Trapani con i segni degli eventi e il rientro alla normalit. Il
segno degli eventi si evidenzia con il bollo del Direttore del Lotto
scalpellato nella dicitura interna; il rientro alla normalit si ha
con lapposizione dei bolli REAL SERVIZIO e il bollo di controllo di
tipo grande del Direttore Generale Ruffo che dopo il luglio pone il
sigillo solo su alcune lettere particolari. Inoltre il bollo datario di partenza posto al retro come da uso
precedente.
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Figura 7.
Lettera del 24 Novembre 1820 da parte del Luogotenente del re
in Sicilia marchese Ruffo della Scaletta al Segreto di Trapani. Da
Messina a Palermo spedita con corriere particolare o apposito
(manoscritto S.P: - servizio particolare) e assenza dei bolli di
partenza della Posta di Messina. A Palermo apposto il bollo di
transito e quello di controllo del Direttore Generale. Da notare
lassenza del bollo REAL SERVIZIO. Nel testo si parla del sequestro
e dissequestro dei beni d palermitani.
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Risvolti
politici e storici
La
rievocazione storica dei fatti, raccontata da storici
contemporanei lascia molte zone dombra che offuscano il
quadro generale.
Le guerriglie sicule o gli assassini e
masnadieri chi erano veramente? Erano galeotti usciti dalle
carceri o patrioti che si battevano per una giusta causa?
Daltra
parte la Giunta Provvisoria di Governo di Palermo dette il suo avallo
alle guerriglie quando nomin Marsala capo Valle provvisoria e quindi
non siamo davanti a una illegittima esecuzione di ordini.
Ma
Caltanissetta messa a ferro e fuoco dalla colonna Galletti non
lascia adito a dubbi sulla determinazione delle guerriglie
sicule. E non pare che gli ordini emanati dalla Giunta Provvisoria
di Palermo siano state in contrasto con lazione delle colonne.
Inoltre,
da parte di Trapani vi il rifiuto di accogliere i parlamentari in
citt. Ed probabilmente questo rifiuto a indurre la Giunta di
Palermo ad adoperare la forza.
Inoltre, il ricorso alla guerra di
corsa ci costringe purtroppo a considerare che vivevamo in un
secolo in cui la forza delle armi era prepotente e la vita umana era
una merce facilmente sostituibile.
Ad ogni buon conto rimane il dubbio
su questa pagina di storia siciliana e se vi furono dei tentativi di
mediazione tra le guerriglie sicule e i trapanesi prima di
giungere alla guerra.
Conclusione
La
fine della storia nota. Persero i trapanesi e i palermitani,
persero i messinesi e tutti quelli che pensavano al cambiamento o al
miglioramento delle loro condizioni di vita.
Il re ritorn a Napoli,
scortato dallesercito austriaco e cancell con la forza delle armi
la Costituzione di Spagna, la sospirata Autonomia, le istanze popolari
e il resto.
Fino ai prossimi moti, al
1837 e poi al 1848.
NOTE:
(1)
Lettera del Medici a Francesco da Vienna 12 febbraio
1815. Archivio di Stato Napoli, Affari di Sicilia, busta 660.
(2) Francesco Renda Risorgimento e classi popolari in
Sicilia 1820-1821. pag. 12 Feltrinelli 1968.
(3)
Il re giur con noi nel tempio di Dio il d 20
ottobre del passato anno in presenza del popolo, dellarmata, del
parlamento e dei ministri di tutta lEuropa.... in: Panteon dei
martiri della libert italiana, Torino 1861, pag. 164.
(4)
Questa e le altre note che seguono sono riprese
dallopuscolo di Salvatore Farrugia Russo I 4 mesi del 1820
luglio agosto - settembre - ottobre. Storia degli avvenimenti
nella citt a Valle di Trapani. Biblioteca Fardelliana Trapani.
(5)
Il manoscritto custodito alla Biblioteca Fardelliana
di Trapani.
(6) Le notizie del Farruggia non concordano nel numero ma
dicono Il giorno 15 agosto una squadra di bravi montesi nelle
campagne di S. Marco arrest ventiquattro briganti, i quali furono
tradotti in quella citt ove procurarono di evadere, questo tentativo
port di seguito che dessi ebbero istesso dei briganti che furono
affrontati dai cittadini Trapanasi, a riserba si soli quattro
briganti, che furono trasportati in Trapani e nelle carceri del forte
Colombaia.
(7) Le parole crude del diarista Niccol Burgio e Clavica
sono sintomatiche degli umori di allora. E da notare che lo stesso
era in sacerdote.
(8)
Salvatore Farrugia porta un numero impressionante di morti: Il giorno
quindici agosto i cittadini trapanesi fecero una seconda spedizione,
marciarono contro i briganti, questa seconda spedizione fu
numerosissima, cento briganti caddero morti. Il giorno sedici una
terza spedizione di bravi trapanasi sostenne vigorosamente un terzo
attacco, ed i briganti ebbero la fortuna d due giorni precedenti,
apparte di quelli che rimasero uccisi, ve ne furono di quelli che si
resero, e vennero trasportati in Trapani e nel Castello. Dato che
di contro i difensori di Trapani non riportarono alcun morto si pu
ritenere propagandistico lepisodio sopra riportato. Salvatore
Farrugia Russo ibidem pagina 84.