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Vi
era un tempo lontano lontano in cui lo Stato si chiamava Regno e gli
affari del Regno erano affari della Regia Corte.
Un re paterno e
benevolo guardava sempre al bene dei suoi sudditi, chiamandoli alle
volte addirittura figli.
Questo re si guardava bene per di
risiedere nel suo Regno di Sicilia. Ne aveva un altro di Regno ben pi
grande e potente, la Spagna, e da l regnava avendo inviato come suo
rappresentante un Vicer.
Il re aveva sempre bisogno di tanti soldi
perch i donativi che i suoi sudditi erano costretti ad
inviargli non bastavano mai.
Le guerre e gli sfarzi della Corte
costavano assai e il Re non si faceva rimorsi di vendere qualche citt
demaniale se il barone o il cardinale di turno erano prodighi con la
borsa.
Un giorno che era a corto di citt e di titoli nobiliari da
vendere gli venne fatta una cospicua offerta per affittare il
Corso delle Poste di Sicilia e di Napoli.
Laffare si fece e una
cospicua somma si trasfer nelle sovrane stanze.
Per i sudditi del
Regno parve che nulla fosse cambiato. Le poste funzionavano lo stesso
e le lettere si pagavano lo stesso al loro arrivo.
Tutti contenti in
quella felice isola ? Parrebbe ma non cos.
Laccordo prevedeva
che i proventi andassero allUfficio del Corriero Maggiore, ma che
lo Stato, ovvero la Regia Corte, doveva pagare i servizi per le
lettere che venivano spedite dai funzionari e che costituivano un
pesante fardello per le tasche dellErario.
Tra laltro lo Stato,
che era la Regia Corte, lasciava nelle mani del Corriero Maggiore
anche le lettere di notevole importanza; anche le lettere del vicer
per laugusta persona del re erano affidati ai Corrieri di
confidanza (in altri Stati si chiamavano corrieri di gabinetto)
addetti al trasporto di delicate missive diplomatiche, viceregie,
regie ed imperiali.
La burocrazia siciliana aveva anche bisogno di
trasmettere spesso bandi e comandamenti a tutti i comuni
dellIsola. Alle volte la cosa era parecchio urgente.
Si poteva
mandare un messo apposito pagato dal governo ? Non si poteva. Tutto il
Corso delle Poste era occupato e quindi era il Corriero Maggiore
che forniva il Corriere speciale, detto Corriere straordinario perch
faceva corse, cio viaggiava, quando vi era bisogno. In Sicilia
veniva chiamato corriere Serio.
Per spedire queste circolari
urgenti e importanti venivano adibiti cinque corrieri. Tre erano
adibiti al giro per ognuno delle tre valli della Sicilia; uno per il
circondario di Palermo e un altro per il circondario di Messina.
Ma
chi doveva pagare al monopolista il prezzo di queste corse? Non la
corte che era sempre affamata di denaro e da quellorecchio non ci
sentiva; non il monopolista che certamente recitava senza denaro
non si canta messa.
Si decise che ogni Comune che riceveva la
circolare o bando o comandamento o lettera doveva pagare il viaggio.
Il Corriero Maggiore stabil una tariffa e i Corrieri vennero
incaricati dellesazione al momento della consegna della missiva.
Pare
proprio di vederli questi Corrieri che appena arrivavano domandavano
la mercede al primo eletto (Sindaco) o al Giurato (consigliere).
La
prassi non doveva essere indolore e per evitare liti, discussioni,
minacce e ritardi vari si decise di includere nella lettera o nella
circolare lobbligo di pagare il prezzo del biglietto.
Minacce e blandizie accompagnavano la lettera, come la
seguente:
Le
cose si misero a posto e per un paio di secoli le cose andarono avanti
in questo modo. Le universit (cos erano chiamati i comuni)
pagavano le spese e poich anche loro avevano bilanci malconci
escogitavano la qualunque per ricavare denaro.
LUniversit di
Monte San Giuliano (odierna Erice) pens bene di mettere una tassa
sulla carne di porco, e sulle frattaglie della stessa provenienza, per
finanziare le spese derivanti dal trasporto della lettere di Real
Servizio.
Cos tutti erano contenti o quasi, con esclusione del
porco e di chi mangiava la sua carne e le frattaglie.
Ma lecito
domandarsi del perch da Palermo o da Messina si mandavano con
Corriere Serio tali circolari eccetera quando potevano spedirsi con il
Corriere ordinario con meno spesa e pi rapidit (come vedremo in
seguito).
Il motivo principale era inerente al fatto che a Palermo e
Messina volevano avere la certezza della ricezione e dellaffissione
del bando.
Poich non avevano ancora inventato la raccomandata con
ricevuta di ritorno ne surrogarono il metodo.
Normalmente veniva richiesta che in pi della quale
farete ricevuta; altre volte la procedura richiesta era facendo
al medesimo ricevuta di quelli, espressando il giorno, e lora, che
vi saranno esibite. O altra formula simile.
In
secondo luogo volevano avere la ricevuta della ricezione e del
pagamento perché…….perch negli uffici della luogotenenza
(Direzione) della Posta di Palermo e di Messina erano un tantino
sbadati. Alle volte nellinviare i rendiconti delle corse effettuate
per altri scopi, e non pagati in contanti dai Comuni, gli ammollavano
anche quelli pagati richiedendo un alteriore pagamento.
Il problema
dei rendiconti e della sfiducia reciproca tra Corriero Maggiore e
Corte Regia racchiuso nella inadempienza delle parti nelle regole
del gioco.
La Corte era in difetto poich a fronte delle spese
anticipate dal Corriero Maggiore per lattivit dei Corrieri
straordinari pagava con ritardo di anni, e alle volte anche in natura,
come ben evidenzia Vincenzo Fardella nel suo Storia Postale del
Regno di Sicilia nel primo volume.
Il Corriero Maggiore era
inadempiente perch inviava conti non rispondenti alla realt
maggiorando le spese dei Corrieri straordinari e delle Corse
includendo anche quelle in cui aveva percepito dalle universit il
compenso.
La Regia Corte teneva docchio le magagne degli altri e
non le proprie e forse il groviglio delle spese fin per assumere
vistose proporzioni. Intervenne il vicer e nel novembre 1677 ordin
che per evitare li frodi che commettono li Corrieri per conto di
loro viaggi straordinarij, stante che quelli si sogliono far pagare le
solite tasse dalle dette Universit fraudolentemente, con che
venivano ad esigere due volte i loro viaggi una volta da essa
esponente in debito della Regia Corte, e unaltra dalle dette
Universit.
E difficile credere che le frodi venissero
commessi dai Corrieri ma di pi non si poteva fare. Anche il vicer
aveva unanima, e nobile per giunta, e non poteva accusare di botto
la nobildonna che si chiamava de Tassis e scusate se poco.
La
signora ingoi il rospo, ma come fu e come non fu il vicer di li a
poco fece le valigie per altri lidi.
Dieci mesi dopo, il 18 settembre
1678, dietro richiesta della signora Vittoria Zapata de Tassis, il
nuovo Vicer ordina che alli Corrieri Circolari che si
spediscono per conto della R. C. nelle suddette Universit del Regno,
li dobbiate pagare, e far da cui si deve pagare le solite tasse giusta
la nota fatta, e sottoscritta dal Luogotenente dellOfficio di
Corriero Maggiore di questo Regno nella forma che sempre sha
costumato, e coss eseguirete, e non altrimenti.
Come si
diceva allepoca le vie del denaro sono infinite.
Ma chi erano
questi Corrieri straordinari e come trasportavano la posta in quel
felice tempo e in quella felice isola?
Sui corrieri straordinari si sa
poco. Erano persone proprietarie di una vettura (ossia cavalcatura) e
erano di condizione ignobile (tutti erano ignobili in quel tempo,
eccetto i nobili) venivano impiegati dal Corriere Maggiore col
sistema: e rimpiazzeranno questi in caso di loro mancanza, ed
altri sei soprannumerari per supplire agli abilitati ove tutti
potessero trovarsi occupati, come attualmente sono istituiti. Altri
due Corrieri abilitati anche saranno stabiliti in Messina onde poter
supplire col le mancanze d Corrieri proprietari, ed adempire le
corse straordinarie, che potranno richiedersi per non alterare il
turno d Corrieri. Questi avranno anche lo assenzo a Corrieri
proprietari.
Percepivano il compenso di onze 6 e 20 al mese
oltre al diritto al fuoco e alla paglia.
Per sapere cosera
questo diritto si riporta una nota del 1791 del Luogotenente della
posta di Messina: ...ben s V.E. che quant'ebbero aumentata la
paga (i Corrieri Straordinari) sino a onze 6.20. al mese rimase a loro
carico di pagare le razioni di stalla e tutt'altro in qualunque posto
che trovansi. In questo posto adunque dovrebbero soffrirne il peso. Ma
io, ci non ostante, per agevolarli, ho avuto la premura di
approntare loro dentro la casa di quest'ufficio una stalla pi
pulita, pi adatta di quella che a lor dispendio incontrano nei
Fondachi e posti di viaggio...per essi poter dormire con minore
disaggio di quello che patiscono in detti fondachi. E perch nella
medesima vi si trovava il detrimento dei luoghi, io ho fatto levarlo
procurando cos tutti i mezzi di esimerli da ogni patimento.
Eglino
per qualche volta di rado non han voluto farlo dicendo che lor
piaccia meglio recarsi nei Fondachi, ove trovano, non solamente il
comodo per le vetture, ma anche per loro del letto; e si sono spiegati
chiaramente che per uso di questa stalla vorrebbero una stanza
provvista di letto, lume e fuoco cosach lor non pu competere
affatto, poich tutto ci lor vien considerato, e compreso nella
predetta mensuale onze 6 e 20.
Messina
25.2.1791.
Ecco
lincontentabilit umana dei Corrieri straordinari che rifiutano la
comoda stanza perch manca letto, lume e fuoco. A pensare che
nei fondaci dove sogliono dormire hanno s questi tre per loro
importanti simulacri ma, come disse un viaggiatore straniero, in quei
fondaci uomini e bestie promiscuamente dormono.
Daltra parte
una persona che vive per oltre 12 ore al giorno in sella al proprio
cavallo decrebbe aver voglia di un poco di libert.
Oltre alla
magrolina paga e alla paglia, al lume e al fuoco, ben altri pericoli
sono sul capo dei Corrieri.
Una volta sono le strade a portare
pericolo vedendosi impossibilitati a tragittare il Vallone della
Motta, le valanche di Torremuzza, Naso e Tusa tutte e quattro
esistenti nei rispettivi territori e il passo chiamato di
Pietraperciata, ossia Falconaro nel territorio di Giojosa si sono
protestati di non potere perdere la vita, e la loro vettura
nell'incontro di tali passi tutti diroccati e resi affatto
impraticabili motivo per cui vengono costretti a fermarsi ove si
trovano, e intraprendere a punta di giorno il di loro cammino;
Di
altra natura il rischio di rapine. I Corrieri esposti a tutte le intemperie dalle pi calde e
agghiaccianti stagioni, debbono anche rischiare la vita, rischio che
essi conoscono pi d'appresso per i continui ladroneggi che
impunemente si commettono..
Non capitava spesso ma era
possibile anche: Le
inoltrai per dipartimento di Polizia del naufragio disgraziatamente
sofferto del Corriere della corsa traversa da Trapani a Mazzara che il
giorno 2 si anneg nel Fiume del Granatello nella via da Marsala a
Trapani mentr'era di ritorno dalla sua corsa; e le rassegnai ben'anco
il rinvenimento del cadavere e lo smarrimento della valigia, accaduto
per effetto del disgraziato incidente.
Ma quale era il percorso
del Corriere straordinario nella sua solitaria gita attraverso il Val
di Mazzara?
Vi erano due corse che ci interessano. La prima viene
effettuata dallo straordinario del Circondario di Palermo attraverso
Monreale, Partinico, Valguarnera, Calatafimi, Vita, Cinisi, Carini,
Torretta, Capace, Altavilla, Trabia, Vicari, Menzoiuso, Marineo,
Godrano, Ogliastro, Misilmeri, Parco, Piana delli Greci, Castronovo,
Cammarata e San Giovanne.
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LItinerario del Corriere straordinario secondo
una indicazione del 1701. Non sono riprese tutte le
tappe del viaggio. |
La seconda cartina riporta litinerario
allincirca del 1780 ripresa da un elenco promiscuo dei comuni
delle tre valli (Val di Mazzara, Val di Noto e Val Demone). Non
sono elencati per tragitto e quindi non possibile tracciare
sulla mappa il percorso.
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Il territorio della Valle di Mazzara e alcune delle
localit (in bianco e alcune in nero) che facevano
parte del viaggio del Corriere straordinario. |
La
durata del viaggio doveva essere considerevole. Tenendo conto
della lenta marcia del mulo, del periodo di riposo, del periodo
di attesa (di circa unora) in ogni comune per le pratiche
inerenti la registrazione e laffissione del bando, e del
pagamento della tariffa di viaggio, si pu presumere oltre 10
giorni.
Da alcuni documenti ove registrata la data di
partenza e di consegna si hanno notizie pi precise (il
tragitto quello da Palermo a Sciacca):
Parte da Palermo il 13
agosto 1657 arriva il 2 settembre 1657 (giorni 20)
Da Palermo 21
giugno 1658 arriva 10 luglio 1658 (giorni 18)
Da Messina 29
ottobre 1678 arriva l1 dicembre 1678 (giorni 32)
Da Palermo
l1 aprile 1689 arriva il 19 aprile 1689 (giorni 18)
Da
Palermo 7 novembre 1691 arriva 23 novembre 1691 (giorni 15)
Da
Palermo 5 febbraio 1692 arriva 16 maggio 1692 (giorni 99)
Da
Palermo 31 agosto 1693 arriva 12 settembre 1693 (giorni 12)
Da
Palermo 24 ottobre 1693 arriva 6 novembre 1693 (giorni 13)
Da
Palermo 4 marzo 1694 arriva 18 marzo 1694 (giorni 14)
Da Palermo
27 giugno 1703 arriva 6 luglio 1703 (giorni 9)
Da Palermo 28
giugno 1703 arriva 6 luglio 1703 (giorni 8)
Da Palermo 23 giugno
1703 arriva 30 giugno 1703 (giorni 7)
Da Palermo 30 giugno 1712
arriva 26 luglio 1712 (giorni 26)
Da Palermo 27 ottobre 1714
arriva 8 dicembre 1714 (giorni 42)
Da Palermo 17 Novembre 1714
arriva 8 dicembre 1714 (giorni 21)
Da Palermo 20 luglio 1714
arriva 18 agosto 1714 (giorni 29)
Da Palermo 3 settembre 1715
arriva 12 settembre 1715 (giorni 9)
Da Palermo 12 febbraio 1728
arriva 29 marzo 1728 (giorni 45)
Da Palermo 28 settembre 1757
arriva 5 ottobre 1757 (giorni 7)
Da Palermo 16 novembre 1757
arriva 25 novembre 1757 (9 giorni nave svedese sospetta di
contagio)
Da Palermo 20 febbraio 1768 arriva 3 marzo 1768
(giorni 11)
Da Palermo 21 marzo 1780 arriva 4 aprile 1780
(giorni 14)
Da Palermo 20 ottobre 1781 arriva 10 dicembre 1781
(20 giorni la presente con altre circolari)
Da Palermo 6 giugno
1796 arriva 8 luglio 1796 (giorni 33 nelle attuali circostanza
di guerra si impedisca lemigrazione)
Il pi rapido
percorso viene compiuto in 7 giorni (2 volte); il viaggio pi
lungo, escludendo uno da giorni 99 forse per errore
trascrizione, di giorni 45 e unaltro da 42.
Considerando
che Sciacca posta a circa la met del percorso completo ne
deriva che grosso modo il tour si completava in giorni 15 nel
migliore dei casi.
Si deve considerare che ci si pu fare
unidea del percorso e del tempo impiegato ma attualmente non
abbiamo precisi itinerari e tempi di percorrenza.
Infatti
parecchie volte la partenza del Corriere straordinario veniva
ritardata in attesa di nuove circolari, e con maggiori introiti.
E quindi possibile che una circolare datata poniamo il 12 sia
poi partita il 15 o il 20.
Ci si domander che tipo di ordini,
bandi e circolari portavano questi Corrieri.
La lettera
circolare era sempre di una certa importanza. Generalmente erano
bandi che dovevano essere affissi per avere valore di legge;
altri erano informazioni sul censimento e sulle attivit
produttive; un certo numero riguardano la piaga di allora, le
epidemie, e il conseguente rifiuto di accogliere bastimenti
provenienti da porti sospetti ovvero di bandiera sospetta (nel
senso che provenivano da un porto dove si sospettava la presenza
di mal contagioso); altri ancora sollecitano il pagamento
del donativo cio della tassa da corrispondere alla
corona a carico di ogni comune.
Ecco un esempio:
Era
dunque successo che nel giugno 1760 la barca del Padron Giovan
Battista Sanguinetti nel calare terra a Salonicco si era
attaccata la peste ed erano morte due persone. In arrivo
a Genova la barca era stata posta in quarantena nel lazzaretto
di Varigano e aveva fatto i necessari spurghi. Si
teme il diffondersi del contagio poich per consimile
caso trovasi sospetta la Provenza, e la Toscana. Per
non correre rischi si pone la quarantena al naviglio mercantile
con provenienza dal Genovesato alla contumacia di giorni
quattordici.
La Real Segreteria di Napoli trasmette al
vicer Fogliari lordine il 18 settembre. Il 2 ottobre il
vicer informa la Deputazione del Regno di Sicilia, la quale il
4 ottobre emana la circolare che ordina la quarantena per tutte
le barche provenienti dalle parti di Genova.
Chi e che
fisionomia aveva lo straordinario presto detto: piccolo di
statura, gambe arcuate, volto abbrustolito dal sole e cosparso
di rughe, il Nostro sapeva leggere e scrivere ed era
proprietario di un mulo o una mula. Non aveva un ingaggio
stabile ma percepiva la mercede a viaggio. Il soldo era
omnicomprensivo; paga, sostentamento del cavallo, diaria, vitto,
alloggio, nella forma detta prima.
Ferie e pensioni neanche a
parlarne.
Eppure nella societ di allora era un privilegiato.
Aveva un lavoro continuativo e poteva, volendo, fare qualche
extra trasportando lettere private o denaro per conto terzi.
Protetto dal foro militare portava la scopetta (fucile) e
coltello a molla, di parecchi centimetri, detto comunemente
allicca sapuni con cui difendeva la sua vita e il suo bene
pi prezioso: la mula.
Essenzialmente era un uomo che doveva
difendersi da solo e non poteva far fede sugli apparati. Se
subiva una rapina doveva o mollare o difendersi. Non vi era
capitan darme o milite che avrebbe mosso un dito per
ritrovargli il mulo o il maltolto. Se gli capitava qualche
disgrazia il mondo continuava a girare come prima. Solo qualche
riga in pi per riportare il fatto.
Il suo ambiente era quello
della strada, in cui passava gran parte del suo tempo. La
famiglia forse non era il suo forte. Preferiva i fondaci, che
funzionavano anche da osterie.
I rapporti con gli altri ceti
sociali lo lasciavano indifferente. Aveva una istintiva
antipatia per i don che regnavano negli uffici e costoro
non nascondevano il loro disprezzo per la sua categoria. Con i
marchesini e i baronelli, alias nobili cadetti e spiantati, che
dirigevano gli uffici postali era un reciproco stare alla larga.
Essi, i nobili spiantati, li consideravano benevolmente
uomini da poco e si pu ritenere che gli straordinari non
avessero un gran bel concetto di loro, ma di ci non vi
traccia nella carte delle Poste scritte dai don e dai baronelli.
Con
i nobili veri, quelli che avevano largent, nessun rapporto,
come se gli uni vivessero sulla terra e gli altri sulla luna.
Se avete letto il libro di Andrea Camilleri il re di
Girgenti o qualche novella di Giovanni Verga, vi sarete fatti
unidea delle reciproche posizioni di allora.
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