CRONOLOGIA
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9.9.43
|
il
gruppo Susa si sposta verso Niksic.
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9.9.43
|
il
Battaglione Ivrea si trasferisce sulle pendici del Tovic.
|
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9.9.43
|
il
Battaglione Intra a Niksic.
|
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9.9.43
|
il
Battaglione Aosta in zona Gornje Polje.
|
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10.9.43
|
il
presidio di Petnica in ripiegamento su Berane viene attaccato da bande
cetniche musulmane.
|
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14.9.43
|
il
Battaglione Exilles si scontra con colonne della 7^ Divisione SS.
|
|
14.9.43
|
il
Battaglione Pinerolo ripiega su Mrcine.
|
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14.9.43
|
il
gruppo Aosta abbandona Danilovgrad dopo essersi scontrato con reparti
tedeschi;
|
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15.9.43
|
il
IV Alpini abbandona Niksic forzando il posto di blocco dei tedeschi;
|
|
15.9.43
|
l'Exilles
attacca il forte di Kobila: I tedeschi mantengono le posizioni nelle
adiacenze di Cattaro.
|
|
15.9.43
|
150
alpini del Fenestrelle e migliaia di soldati dell'Emilia si imbarcano
sui piroscafi Annarella, Diocleziano, la torpediniera Abba e altri
natanti nel porto di Cattaro con destinazione Italia.
|
|
16.9.43
|
forze
tedesche entrano a Teodo e Cattaro. I battaglioni Exilles e Fenetrelle
dislocati a Castelnuovo si arrendono il 16 mattina.
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16.9.43
|
il
gruppo Aosta muove su Cekanje; il battaglione Ivrea marcia su Njegusi al
confine tra il Monte Negro e il Cattarino;
|
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17.9.43
|
il
gruppo Aosta protegge fino al 23 settembre il trasferimento degli altri
reparti della divisione;
|
|
22.9.43
|
la
118^ Divisione tedesca attacca il battaglione Ivrea;
|
|
22.9.43
|
reparti
della 7^ Divisione SS. vengono dislocate lungo la dorsale dell'Orjen;
|
|
22.9.43
|
il
battaglione Intra sbarra le mulattiere nella zona di Grahovo;
|
|
28.9.43
|
il
II Korpus ordina di impiegare tutte le forze per disarmare la Taurinense
inviando se necessario la II^ Divisione.
|
|
29.9.43
|
la
divisione composta di 8.000 soldati fra i quali 2.000 non
combattenti. Il Comando con 2 battaglioni si trova a Crkvice, un
battaglione a Stedin e a Podvsnik, un battaglione a Grkovac e un
battaglione misto di fanti e di artiglieri, forte di 1.500 uomini a
Dragaljsko Polje;
|
|
29.9.43
|
il
battaglione Ivrea si scontra con forze tedesche e si trasferisce nella
piana di Dragalj. Il gruppo Aosta raggiunge la zona a nord di Dragalj;
|
|
29.9.43
|
circa
170 alpini della Ivrea si consegnano ai tedeschi;
|
|
29.9.43
|
il
738 reggimento e il 668^ reggimento artiglieria tedeschi muovono da
Podgorica per attaccare alle spalle lo schieramento italiano; il 738
reggimento si dirige su Grahovo;
|
|
3.10.43
|
il
gruppo Aosta con 1.992 uomini raggiunge Plitki Do;
|
|
6.10.43
|
il
comando della divisione Taurinense giunge a Brestice e si dirige verso
Ogolero Zdrijelo;
|
|
6.10.43
|
la
Taurinense viene attaccata di sorpresa.
|
|
6.10.43
|
primo
incontro tra comando della Taurinense e comando della 3^ divisione
partigiana presso Ramovice Aluge;
|
|
7.10.43
|
la
Taurinense abbandona la zona e si dirige verso Trepca e Kita.
|
|
7.10.43
|
dalle
ceneri del battaglione Intra disciolto nasce il battaglione alpino
Taurinense con circa 200 uomini. Inizia la lunga marcia per raggiungere
la Venezia distante alcune centinaia di chilometri.
|
|
11.10.43
|
il
gruppo Aosta si trasforma in brigata italiana Aosta alle dipendenze
della 3^ Divisione EPLJ. E articolata su quattro battaglioni con circa
1.150 uomini.
|
|
14.10.43
|
si
forma il Battaglione Italia (Compagnia Riva).
|
|
15.10.43
|
il
II battaglione della II Taurinense aggregato alla II Divisione dalmata
espugna Krst e Taboriste.
|
|
16.10.43
|
un
caccia C.R. 42 falco atterra a Berane riparte con un improvvisato
dispaccio di lettere dirette nell'Italia del sud.
|
|
16.10.43
|
gli
alleati non ritengono di approvvigionare le truppe italiane nei Balcani.
Si dimostrano sfavorevoli ad una stretta collaborazione tra gli italiani
e i partigiani.
|
|
19.10.43
|
dalla
divisione Taurinense viene formata la ll brigata alpini Taurinense con 3
battaglioni: I Battaglione Ivrea; II Battaglione Garesio; III
Battaglione Zoni con la forza numerica di 700 combattenti, alle
dipendenze del Comando Korpus.
|
|
19.10.43
|
la
II^ brigata Taurinense opera per qualche giorno alle dipendenze dell'83
fanteria Venezia incaricata di coprire il ripiegamento lungo le strade
per Pljevlja.
|
|
11.11.43
|
tutta
la II brigata Taurinense si trasferisce nella zona Gornje Lopize. Il
battaglione Ivrea raggiunge Glavica.
|
|
27.11.43
|
il
battaglione Ivrea sorpreso disarmato da reparti tedeschi e cetnici viene
distrutto e catturato.
|
|
27.11.43
|
il
Comando II Korpus ordina che dai reparti delle divisioni Venezia e
Taurinense venga formata una nuova divisione italiana partigiana con la
denominazione di "divisione italiana partigiana Garibaldi"
|
|
28.11.43
|
la
Divisione Taurinense composta da circa 2.300 uomini su tre brigate.
|
|
29.11.43
|
un
S. 81 italiano atterra a Pljevlja ripartendo con feriti gravi.
|
|
11.
1943
|
Si
forma la Compagnia alpina Taurinense composta da elementi di diversi
reparti.
|
|
30.11.43
|
Alle
ore 12 cessa di funzionare il comando della Divisione Venezia e quello
della Taurinense ed inizia la sua vita la "Divisione italiana
partigiana Garibaldi"
|
Battaglione
GARIBALDI
Non
si deve confondere questo reparto con lomonima Divisione partigiana
Garibaldi, in quanto questo reparto autonomo venne formato con i resti
della Bergamo e di altri militari del XVIII C.A. Provenienti dalla
Dalmazia.
Il
4 ottobre 43 ad Arzano questo gruppo di uomini viene incorporato
nella I brigata proletaria col nome di Battaglione Garibaldi,
composto da una compagnia comando e tre compagnie.
Fin
dai primissimi giorni i garibaldini hanno scontri con reparti
tedeschi. Verso la fine del 1943 il reparto ha sede a Pulac e risulta
attestato su posizioni che fronteggiano Travnik. Il 9 gennaio 44
inizia una serie di trasferimenti con azioni sporadiche di disturbo.
Il 3 aprile scontri con reparti della divisione Prinz Eugen, che
continuano fino al 5 aprile. Il 25 maggio inizia la VII offensiva
tedesca e fino al 26 giugno il battaglione impegnato a combattere e
marciare per sfuggire alle forze tedesche.
Il
18 agosto 1944, in Serbia, presso Bijela Voda, il battaglione si
collega con la omonima divisione Garibaldi proveniente dal
Montenegro.
Il
15 ottobre 44 il Garibaldi raggiunge Belgrado. Dopo 5 giorni
di violenti combattimenti, il 20 ottobre Belgrado liberata. Vi
concorrono i battaglioni italiani "Matteotti e
Garibaldi. Liberata Belgrado i due battaglioni vengono
trasformati in "brigata italiana dell'Esercito popolare di
Liberazione della Jugoslavia".
Durante
la sua attivit opera in Bosnia e in Serbia.
Battaglione
MATTEOTTI
Viene
formato a Livno il 15 ottobre 1943 con elementi della Divisione
Bergamo. Ufficialmente era denominato II Battaglione Volontari
italiano ed operava alle dipendenze della 1^ Divisione Proletaria. Il
6 dicembre venne denominato VI battaglione. Forze iniziali 230 uomini.
Forza al maggio '44: 212 uomini.
Il
battaglione ebbe un notevole travaglio per uniformarsi alle nuove
realt operative jugoslave, e anche se mantenne la sua identit,
questo travaglio port allallontanamento di diversi ufficiali di
indirizzo non gradito agli jugoslavi.
Il
31 dicembre 43 si ebbe un violento scontro a Banja Luka, che si
protrasse per diversi giorni.
Il
25 maggio 44 nel corso della VII offensiva tedesca il battaglione
si scontra con reparti tedeschi tra Livno e Glamoc. Anche il
Matteotti per oltre un mese impegnato severamente in azioni
di guerra.
Nei
mesi successivi si ebbero scontri con reparti tedeschi a Brdianj e
Pljevlia. Il 26 agosto impegna unit bulgare di occupazione a
Rozastvo e il 15 settembre ancora combattimenti a nord di Valjevo.
Dal
14 al 20 ottobre prende parte alla battaglia per la conquista di
Belgrado.
Il
28 ottobre 1944 i battaglioni Garibaldi e Matteotti vennero riuniti
formando la brigata Italia.
Durante
la sua attivit opera in Bosnia e in Serbia
Battaglione alpino TAURINENSE
Anche questo reparto
da non confondere con lomonima Divisione.
Il 5 .12.43 il
battaglione sosta a Gorazde , in Bosnia, alle dipendenze della 27
divisione .
Anche in Bosnia
inizia l'operazione "Kugelblitz"
con i reggimenti 98 e 99 cacciatori montagna.
Il 7.12 i tedeschi
entrano a Gorazde, mentre l'8 dicembre il battaglione raggiunge
Kalimanici dopo una ritirata di 70 Km compiuta in 30 ore.
Il 13.12 la 27^
divisione circondata. Muovono
la tenaglia la 1^ divisione da montagna e la 7^ divisione SS.
Il 14.12 reparti
della 27^ riescono a uscira dalla sacca.
Il 18.12 il
Battaglione attacca Breza
Intanto in corso
l'operazione tedesca "Schneesturm"
Ne prendono parte il
14 reggimento SS; il 13 reggimento SS e la 369^ divisione
legionaria (Croata)
Gli alpini del
battaglione passano il natale a Sabanci, in Bosnia.
29.12 Il battaglione
assieme a altre forze partigiane attacca Olovo, che viene occupata.
Il 18.1.44 il
battaglione viene sciolto. i reparti vengono aggregati alla II
divisione Krajiska e della XVII Majevicka.
BRIGATA
AOSTA
L11.10.43
il gruppo Aosta si trasforma in brigata italiana Aosta alle dipendenze
della 3^ Divisione EPLJ. E articolata su quattro battaglioni con
circa 1.150 uomini.
Il
30.10.43 la brigata Aosta presidia la zona di Brsno.
Il
12.11.43 il 359 reggimento della 181^ divisione tedesca attacca le
posizioni di Sretnja-Brijestovo-Vinica occupate dal IV e V battaglione
della Brigata Aosta
LA
POSTA DA E PER I MILITARI DAL 9.9.43 AL GENNAIO 1944
In
questo periodo di transizione, fin quando i reparti non cambiarono
pelle diventando anche nel nome formazioni partigiane, si
riscontrano pochi casi di istradamento tramite la posta militare.
LA
POSTA MILITARE 99
La
Divisione Venezia aveva alle sue dipendenze la Posta Militare 99, con
sede a Berane fino il 9.9.43, con una sezione staccata "A" a
Priboj.
L'Ufficio
Posta Militare 99 utilizz durante la permanenza in Montenegro una
Sezione staccata, un Nucleo staccato e una Sezione staccata
"A".
L'ufficio
venne riaperto per un solo giorno l'8 ottobre 1943, per la
riattivazione dei servizi postali su libretti di risparmio e vaglia
ordinari a favore dei mittenti.
Il
5 dicembre 1943 tutti i documenti e i materiali dell'ufficio postale
vennero consegnati al comando della Garibaldi che, provvide a
distruggerli.(2)
Non
si conosce l'annullo della divisione adoperato dopo l'8.9.43. Si
conoscono alcune buste con l'indicazione manoscritta "pm 99
Divisione Venezia" transitate da Bari con o senza l'annullo della
posta militare 151.
LA
POSTA MILITARE 200
La
divisione Taurinense aveva alle dipendenze l'Ufficio Postale Militare
N.200, operante dal 01.08.43 al 08.09.43 Niksic
Dopo
l'8.9.43 i reparti della Taurinense rimasero senza ufficio postale
proprio.
Le
corrispondenze da e per l'Italia divennero impossibili fino
all'ottobre 1943. Dopo quella data si conoscono alcune rare lettere
indirizzate verso il Sud Italia occupata dagli alleati, mentre non si
conosce corrispondenza diretta verso il Nord Italia occupata dai
tedeschi.
La
corrispondenza in partenza non passa attraverso uffici postali civili
jugoslavi. Ci fa presumere che la corrispondenza venga imbarcata
direttamente negli aerei che atterrano a Pljevlja e BeraneNon
si conosce, e probabilmente non esiste, corrispondenza dall'Italia
diretta a reparti della Taurinense.
POSTA
MILITARE 141
LUfficio
Postale N.141 della Divisione Zara continu a funzionare fino
al 13 ottobre 1943. Chiuso lUfficio postale militare tutte le
corrispondenze dovevano transitare dagli uffici civili ed essere
affrancate con gli speciali francobolli.(3) Sono note alcune
franchigie regolarmente passate per posta civile e non tassate.
Nel settembre 1943 a Zara vennero soprastampate
localmente diversi tipi di franchigie con la scritta al retro
P.M.141 / Sto bene, attendo notizie. Saluti cari. e P.M.141 /
State tranquilli, sto bene. Saluti. Oltre a ci si poteva
aggiungere la sola data e firma.
CRONOLOGIA GARIBALDI.
|
9.9.43
|
il
750 Reggimento della 118^ Divisione Cacciatori tedesca,
dirige verso Niksic.
|
|
10.9.43
|
la
118^ Divisione tedesca si concentra su Niksic e verso
Podgorica.
|
|
|
Le
Legioni delle Camicie Nere LXXII, LXXXVI, CXLIV, XLIX si
schierano con i tedeschi.
|
|
14.9.43
|
la
297^ Divisione germanica proveniente dall'Albania punta su
Budua.
|
|
14.9.43
|
il
750 Reggimento Cacciatori tedesco affluisce a Cettigne.
|
|
8.10.43
|
viene
riaperto l'ufficio di P.M. 99 per il solo movimento di denaro
per finanziare con prestiti individuali le casse della
divisione.(4)
|
|
10.10.43
|
accordo
di collaborazione tra la Venezia e il II Korpus.
|
|
10.10.43
|
partigiani
e fanti della Venezia entrano a Berane.
|
|
18.10.43
|
il
524 Reggimento Cacciatori della 297^ Divisione tedesca
attacca reparti dell'83.reggimento "Venezia"
|
|
20.10.43
|
continuano
i combattimenti tra forze tedesche e reparti del I battaglione
dell'83 reggimento
|
|
22.10.43
|
il
III battaglione dell'84 reggimento dislocato a
Bijelo-Polje. Giunge l'ordine di movimento per Pljevlja.
|
|
22.10.43
|
il
524 Reggimento della 297^ Divisione tedesca entra a Berane.
Il 738 Reggimento tedesco occupa Colasin.
|
|
25.10.43
|
l'operazione
Balkanschlucht fallita.
|
|
27.10.43
|
i
partigiani rioccupano Colasin.
|
|
29.10.43
|
elementi
del VI e XV Battaglioni Guardia di Finanza si riuniscono
alla Venezia.
|
|
29.10.43
|
nasce
la I brigata Venezia con la forza di 1.300 uomini. la II
brigata Venezia viene formata a Vrulje su tre battaglioni con
circa 1.300 uomini. La III brigata Venezia viene formata a
Tulovo. La IV brigata Venezia formata nella zona di
Mojkovac. La V brigata Venezia nasce nella zona di Seljasnica.
La VI brigata Venezia si forma a Bijelo Polje.
|
|
30.10.43
|
reparti
italiani e della IV brigata Montenegrina occupano Berane.
|
|
30.10.43
|
la
I brigata Venezia si trova a Pljevlja diretta a Ustibar e poi
verso la Serbia dove opera alle dipendenze della divisione
Krajika
|
|
31.10.43
|
la
III brigata Venezia viene trasferita a Prije Polje alle
dipendenze della 2^ Divisione proletaria.
|
|
31.10.43
|
il
comando della Venezia a Pljevlja.
|
|
1.11.43
|
due
S.82 italiani scortati da aerei U.S.A. effettuano il primo
aviorifornimento alla Venezia sul campo di Podgorica.
|
|
6.11.43
|
la
V brigata Venezia rioccupa Brodarevo.
|
|
12.11.43
|
la
VI brigata Venezia combatte a Sjenica.
|
|
14.11.43
|
Nella
zona di Jadovnik i tedeschi attaccano la II brigata Venezia,
che cede in alcuni tratti, e la V Venezia che ripiega su
Brodarevo.
|
|
14.11.43
|
la
III brigata Venezia viene circondata e dopo un breve
combattimento sopraffatta nei pressi di Gvozd-Kobilja e
Glava-Kacevo.
|
|
15.11.43
|
la
V brigata Venezia in marcia verso Bijelo Polje viene
circondata da tedeschi e musulmani e subisce gravi perdite.
|
|
16.11.43
|
un
battaglione della V brigata Venezia viene annientata a
Brodarevo.
|
|
17.11.43
|
la
I brigata Venezia conquista Kremna. Fino a dicembre contrasta
l'avanzata della 24^ Divisione Bulgara nella zona di Sargan.
|
|
18.11.43
|
la
V brigata Venezia viene sciolta.
|
|
20/25.11.43
|
nella
zona di Vrnica e di Bare duri scontri della VI brigata
Venezia.
|
|
25.11.43
|
il
comando della Venezia viene fissato a Cajnice ormai
completamente distrutta dagli opposti eserciti.
|
|
26.11.43
|
dislocazioni
della Divisione Venezia composta da circa 9.400 uomini:
|
|
|
I
brigata: zona di Vardiste (con la V Krajika)
|
|
|
II
brigata (mista): zona di Boljanici;
|
|
|
III
brigata: Cainice;
|
|
|
IV
brigata: Mojkovac (con la IV Divisione Montenegrina);
|
|
|
VI
brigata: parte a Berane e parte a Bijelo Polje;
|
|
|
Artiglieria:
zona Odzar;
|
|
|
Plotone
carri: Prijepolje (con la II proletaria);
|
|
|
Comando
base VI e XV Battaglione Guardie di Finanza: Boljanici;
|
|
|
XIX
brigata di marcia: Metaljka.
|
|
27.11.43
|
il
Comando II Korpus ordina che dai reparti delle divisioni
Venezia e Taurinense venga formata una nuova divisione
italiana partigiana con la denominazione di "Divisione
italiana partigiana Garibaldi"
|
|
29.11.43
|
Il
comando della divisione Venezia, ottenuto l'approvazione del
comando supremo, dirama l'ordine di trasformazione delle unit,
da effettuarsi entro il 2 dicembre.
|
|
30.11.43.
|
Alle
ore 12 cessa di funzionare il comando della Divisione Venezia
e quello della Taurinense ed inizia la sua vita la
"Divisione italiana partigiana Garibaldi"
|
LA
NASCITA DELLE UNITA PARTIGIANE
LA DIVISIONE ITALIANA PARTIGIANA
"GARIBALDI"
La divisione italiana partigiana
"Garibaldi" nasce il 30.11.2025 in Jugoslavia per
trasformazione dei reparti italiani sparsi nella zona che si erano
trovati a fronteggiare gli ex alleati tedeschi.
La "nascita"
avvenne in un momento in cui le parti in causa (Comando militare
italiano in Jugoslavia, Comando partigiano in Jugoslavia, Comando
Supremo italiano e Comando alleato) avevano posizioni contrastanti.
Infatti
il comando della Venezia mirava a mantenere la vecchia struttura
divisionale e rapporti gerarchici diretti col Comando italiano.
Il
Comando supremo in Italia, pur non potendo rifornire e influire sulla
conduzione della guerra, desiderava mantenere sotto il suo controllo
le forze italiane in Jugoslavia, sopratutto per acquisire meriti nei
confronti degli "alleati" anglo-americani.
Il Comando
partigiano non riteneva opportuna la presenza di forze armate
straniere che non fossero sotto il suo stretto controllo operativo.
Gli
alleati, da parte loro, avrebbero visto di buon occhio il rimpatrio
degli italiani. Essi ritenevano superflua la presenza nei Balcani di
un contingente italiano "cobelligerante".
Prevalse la linea
imposta dal Comando partigiano per due motivi:
-le forze italiane in
Jugoslavia non erano adatte alla lotta partigiane e non erano
autosufficienti;
-la trasformazione degli italiani in "forza
partigiana" aveva gi avuto inizio e con buoni esiti. Gli
originari reggimenti, su tre battaglioni, cui faceva capo la divisione
coi servizi, era stata in parte smantellata per costituire le
"brigate" autonome, con servizi ridotti all'osso e capacit
di manovra molto sviluppata.
Il 30 Novembre il comandante del II
Korpus dirama il seguente ordine diretto al Comando della
"divisione italiana partigiana "Garibaldi"",
inerente l'organico dei comandi. Secondo tali direttive le brigate
combattenti sono quattro:
I brigata costituita da elementi della
Taurinense;
II brigata costituita da elementi della Venezia e Guardie
di Finanza;
III brigata costituita da elementi della II, III, V e VI
brigate Venezia, Guardie di Finanza e del 47 regg. divisione
Ferrara.
IV brigata comprende i fanti della IV brigata
Venezia.
La IV
brigata verr sciolta tra due mesi perch ritenuta in esubero
secondo i criteri delle unit partigiane jugoslave. Verr
ricostituita in seguito.
Il
teatro degli avvenimenti
La Jugoslavia in generale e il Montenegro
in particolare furono per tutta la durata del secondo conflitto un
teatro di guerra in cui veniva applicata la teoria del logoramento
delle forze nemiche.
I partigiani jugoslavi in evidente stato di
inferiorit se non numerica quanto meno qualitativa adottarono la
tecnica della "guerriglia" con lo scopo di tenere impegnate
quante pi forze nemiche possibili. E nemici ne avevano parecchi a
cominciare dagli Ustascia croati, legati alle truppe di occupazione,
ai cetnici musulmani e a vari bande di irregolari tutte pi o meno
legate alle truppe occupanti.
Il fatto che non tutta la popolazione
era a loro favore restrinse il loro campo d'azione in zone
strettamente delimitate.
Solo nell'ottobre 44 avvenne il collegamento
tra le forze partigiane operanti nel Montenegro e quelle operanti nel
Cattarino, mentre con le forze operanti in Serbia si avevano contatti
pi frequenti ma saltuari.
A cominciare dal settembre 44 i tedeschi
cominciarono il loro ritiro dalla Serbia, dal Montenegro e dalla
Dalmazia non per difficolt a contrastare le forze partigiane, ma per
le mutate condizioni generali della guerra. Infatti il ritiro
generalizzato dai Balcani (Grecia, Jugoslavia, Albania) avviene per
l'impossibilit a difendere globalmente quei territori.
In questo
contesto la disponibilit degli italiani a unirsi ai partigiani
avvenne in un primo momento tra difficol e incomprensioni. Gli
jugoslavi desideravano sopratutto le armi pesanti degli italiani,
mentre non ritenevano fidati gli ex nemici di alcuni giorni fa.
Solo
la dichiarazione di guerra alla Germania permise di superare queste
difficolt anche se i Comandi partigiani continuarono a ritenere poco
adatti gli italiani alla lotta partigiana.
Ma le buone prove date da
queste formazioni permisero un pi stretto rapporto tra italiani e
jugoslavi.
Azioni della
divisione
Durante tutta la campagna in
Jugoslavia le varie brigate
agirono in maniera autonoma e senza un Comando centrale divisionale.
La
guerra partigiana in Jugoslavia e altrove fatta di rapidi
spostamenti di offensive improvvise, di ritirate compiute nel cuore
della notte, insomma di una mobilit estrema per supplire alla
inferiorit numerica e alla scarsa forza d'urto di una unit senza
alcun seguito di armi pesanti e di reparti corazzati.
Il comando la
divisione di per s era un comando di collegamento e di
coordinamento. Le brigate erano autonome e agivano separate dalle
altre unit; non solo ma anche i vari battaglioni delle brigate
spesso agivano individualmente anche alle dipendenze
"tattiche" di un'altro comando partigiano.
Per questo motivo
la narrazione cronologica stata divisa in due parti. La prima si
riferisce alle attivit della divisione complessivamente; la seconda
si riferisce alle singole unit e alle azioni che queste eseguirono
dal 1 dicembre 1943 al 10 marzo 1945.
Il 1 Dicembre 1943 iniziano le
operazioni da parte del Comando V Corpo d'Armata SS diretto ad
"attaccare le forze nemiche del settore bosniaco sud orientale e
montenegrino settentrionale e di annientarle".
I tedeschi
dispongono delle seguenti forze:
1^ divisione da montagna: 98 e 99
reggimento nella zona Stranjani-Brodarevo-Kacevo;
79 reggimento
artiglieria a Duga Poljana.
2 reggimento
Brandenburgo: a Karaula e Gvozd
II e III battaglione del 524
reggimento
I partigiani
schieravano:
5^ divisione Krajika che teneva la linea Nova Varo-Bistrica;
3
brigate della 2^ divisione proletaria nella valle del Lim da
Prijepoljea Bijelo Polje;
2 brigate della 3^ divisione d'assalto nel
Montenegro orientale fino alla valle dello Zeta.
4^ brigata
montenegrina a Berane;
le brigate della "Garibaldi" erano
cos schierate:
I brigata a
Glibaci
II brigata a
Pljevlja
III brigata
tra Metaljka e Cajnice
IV brigata a
Berane
gruppo artiglieria e carri
armati leggeri tra Seljasnica e Prijepolje.
Il 3 Dicembre 43 scatta
"l'operazione Kugelblitz" e alle prime ore del giorno 4
iniziano i giorni difficili del II Korpus jugoslavo e della Garibaldi.
Il
grosso del 98 reggimento infrange la resistenza della II brigata
proletaria sulla riva destra del Lim.
Viene sgomberata
Pljevlja,
Trabaljevo e la ritirata prosegue oltre il fiume Tara in piena.
La
mattina del 6.12 i tedeschi e i cetnici occupano Cainice e Gorazde.
I
partigiani si sparpagliano, operano sabotaggi sulle linee di
comunicazione e arretrano ancora il 12 dicembre.
Il 13 dicembre la 27
divisione circondata. Il battaglione alpino italiano
"Taurinense" giunto a Vrutici riesce a sfondare lo
sbarramento del 482 reggimento della 187^ divisione tedesca.
Fino al
21 dicembre il Comando della "Garibaldi" non ha notizie
della III brigata.
Il 23.12.43 il 14 reggimento SS sul fiume
Krivaja e il 24 raggiunge Borovicke Njive. Il 13 reggimento SS a
Semizova Ponikva. La divisione Krajika e il battaglione italiano
"Taurinense" attaccano le forze tedesche e cetniche per
permettere il ripiegamento di due divisioni e di reparti ausiliari
verso Ravna Planina.
Il 29 dicembre continuano i ripiegamenti, sempre
con i tedeschi agganciati. Combattimenti presso Olovo.
Il 30 marzo
44 la "Garibaldi" trasferisce il XL battaglione della I
brigata nella zona di Bioce alle dipendenze dell 3^ divisione.
Il
10.4.44 il XL della "Garibaldi" e reparti della V
montenegrina tentano di espugnare la linea fortificata di Doljanska
Glavica-Kaznovica. Nella zona vi erano reparti di Camicie Nere.
Dopo
alterne vicende i partigiani si ritirano senza alcun risultato utile.
L'11
aprile 44 circa 6.000 uomini tra tedeschi, cetnici, nediciani e
musulmani, attaccano le posizioni del fronte settentrionale
montenegrino tenute dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi
Il
25 maggio inizia la 7^ offensiva tedesca. Avr la durata di 46
giorni.
Lo scopo della offensiva quella di "sbaragliare le
forze rosse e occupare le sede del comando rosso" (pag. 502). Tra
i compiti pi specifici vi quello di catturare le missioni
sovietica e inglese e il maresciallo Tito e il suo quartiere generale.
Alla
battaglia che si protrae per diversi giorni partecipa il battaglione
"Garibaldi" con la I brigata proletaria e il battaglione
"Matteotti" con la III divisione Krajika.
Mentre la
battaglia infuria Tito e le missioni alleate di dirigono verso la
piana di Kupres. Da un campo di fortuna nelle vicinanze Tito, lo stato
maggiore e parte del governo provvisorio partono con un aereo Dakota
per Bari. Si trasferiranno a Lissa con un cacciatorpediniere
britannico.
dal
19 al 21.6.44 Il VI battaglione della I B viene
impegnato nella zona di Dubovo.I combattimenti proseguono fino al 2
luglio.
2 luglio 44 il colonnello Ravnich assume il comando della
divisione Garibaldi.
Situazione della divisione al 3 luglio 44:
|
Comando divisione
|
Blatina;
|
|
I
brigata
|
Ribarevina-Ostrelj-Priloge-Fenica
Kr-Stitari;
|
|
battaglione
Zavattaro
|
Bijelo
Polje
|
|
II
brigata
|
Mojkovac,
Procenje
|
|
battaglione
genio
|
Rakita
|
|
IV
battaglione lav.
|
Mojkovac
|
|
VI
battaglione lav.
|
Mojkovac.
|
Il
20.6 comando battaglione a Dubovo.
20.6 Si ha uno scontro tra il VI
battaglione della I "Garibaldi" con il I battaglione del 14
reggimento SS nei pressi di Zminjac.
Il
18 luglio i tedeschi avviano l'operazione "Draufgaenger",
diretto verso i partigiani operanti nel Montenegro.
Nell'agosto
44 gli stessi iniziano "operazione Ruebezahl" che ha lo
scopo di tagliare le basi di rifornimento ai partigiani avanzanti in
Serbia.
Le due azioni mirano a racchiudere in una sacca i partigiani
operanti in Serbia e Montenegro, accerchiarli e distruggerli.
A questo
fine il 383 fanteria della 181^ divisione punta su Kolasin.
La 1^
divisione da montagna investe Andrijevica.
Il reggimento Brandenburgo
e il 14 reggimento SS attraverso Brodarevo e la valle del Tara muovono
incontro alla 1^ divisione da montagna e alla 7 divisione SS che da
ovest attraverso le valli della Drina e del Piva puntano sul Durmitor.
I
reggimenti 97 e 98 della 1^ divisione da montagna investono il 13
agosto Tresnjevik.
Il 18 agosto le brigate della "Garibaldi"
attestate fianco a fianco sull'altipiano del Sinjajevina, ricevono
l'ordine di trasferirsi nella zona di Dobri Do sul Dormitor, centro di
raccolta di tutta la divisione.
Anche la 1 divisione proletaria, nelle
cui fila vi sono i battaglioni "Matteotti" e
"Garibaldi" si sgancia passando dalla zona di Pljevlja a
Priboj.
Il 21 agosto le colonne tedesche si congiungono. La sacca
intorno al II korpus va prendendo forma.
Il 22 agosto la linea
difensiva del Durmitor vacilla. I partigiani arretrano combattento con
la minaccia che i tedeschi chiudano da sud la tenaglia entro cui
contenere le forze partigiane.
La notte del 22 agosto giunge l'ordine
di ripiegamento della divisione Garibaldi.
Il 23 agosto giunge
l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.
I partigiani
rompono l'accerchiamento lungo la linea Krnovo-Ceranica Gora tenuta da
un reggimento cetnico e attraverso il varco si dirigono verso Kolasin,
Berane e e Andrijevica. I tedeschi rinunciano all'inseguimento,
L'operazione Ruebezahl viene interrotta il 24 agosto.
Contemporaneamente
la 1^ divisione tedesca, i reggimenti Brandenburgo e la 7 divisione SS
ricevono l'ordine di interrompere l'offensiva in Montenegro e di
portarsi nella Serbia orientale per schierarsi sulla linea difensiva
sul Danubio.
Il 6 settembre 44 l'Armata rossa raggiunge Turnu Severin
al confine con la Jugoslavia.
Nel settore del II korpus i tedeschi
sono sulla difensiva. La 118 divisione schierata lungo la Narenta
tra Ragusa e Trebinje; la 181 divisione dislocata da Ragusa a
Scutari. Assieme a qualche battaglione di camicie nere e di cacciatori
albanesi e da molte formazioni cetniche.
Il 1 settembre viene
liberata Gacko eil 18 settembre Niksic. Reparti del II battaglione
genio "Garibaldi" entrano in citt per primi come
avanguardia della VI brigata montenegrina.
Nel Settembre 44 le forze
della "Garibaldi" si sono paurosamente assottigliate.
Affluiscono ora forze nuove, come ex prigionieri dei tedeschi fuggiti
o liberati dai partigiani, ex garibaldini catturati dai tedeschi etc.
Questo afflusso durer fino al rimpatrio.
Il 14 settembre la 3^
divisione partigiana passa al contrattacco, travolge i cetnici e
riprende Kolasin, Berane, Andrijevic. I tedeschi sono attestati a
Matesevo difesa dal II battaglione del 363 reggimento, da un
battaglione di camicie nere e da due korpus cetnici.
Il 18 ottobre i
tedeschi abbandonano Ragusa. Il 26 viene liberata Metkovic. Il 28
Spalato. Il 31 Zara. Tutta la Dalmazia, meno la fortezza di Knin che
resister fino ai primi di dicembre, in mano partigiana.
La IV
brigata "Garibaldi" posta alle dipendenze del raggruppamento
del litorale, dal 30 agosto al 25 settembre 44 sosta nella zona di
Trepca, dove raggiunge la forza di 550 uomini.
Il 29 settembre 44 il
comando della "Garibaldi" dispone che "il fazzoletto
rosso, simbolo del volontarismo garibaldino, venga adottato da tutti i
reparti," (pagina 547).
Nel dicembre 44 giunge dall'Italia posta
portata dai motovelieri. Il commissario stabilisce che anche la posta
in arrivo sia sottoposta a censura, ma blanda (pag. 562)
Dalla met
dell'ottobre 44 tutto il fronte balcanico in movimento.
Il 20
ottobre Belgrado liberata. Vi concorrono i battaglioni italiani
"Matteotti" e "Garibaldi".
Il 13 Cettigne viene
liberata
Nel novembre 44 il XXI corpo d'armata per facilitare il suo
ripiegamento ordina alla 181 divisione non 369 divisione tedesca
(vedere pag.567) di attaccare puntando su Gacko
La 181 divisione il
14.11 arriva a Danilovgrad e la mantiene. La 297 divisione conquista
Bioce, Pelev, Brijeg, Vjetarnik e apre la strada al XXI C.A.
Il 28
ottobre i partigiani, liberata Dulcigno, raggiungono la frontiera
albanese.
La battaglia di Mostar che viene condotta con tattica di
guerra "regolare". Si conclude con la caduta di Mostar la
sera del 14 febbraio 1945.
Il 21 febbraio il II korpus ordina alla
"Garibaldi" di concentrasi a Ragusa. Il 25 febbraio giunge a
Ragusa il primo scaglione della II brigata. Il 1 marzo la forza della
divisione presente a Ragusa e di 70 ufficiali, 214 sottufficiali e
1.768 militari.
Il primo scaglione della "Garibaldi" parte
da Ragusa l'8 marzo 1945. Sono
in totale 2.124 uomini che giungono a brindisi alle ore 17,10 del 8
marzo 45.
Il secondo scaglione parte da Ragusa l'11 marzo con un
totale di 1.651 uomini. Con questo scaglione rimpatriata tutta la
divisione.
CRONOLOGIA AZIONI I BRIGATA
|
5.1.44
|
la
I brigata "Garibaldi" diretta a Godocelje viene
attaccata e ripiega su Babino.
|
|
6.1.44
|
il
IV battaglione della I brigata "Garibaldi" viene
attaccata da "bande" cetniche e musulmane a Tucanje
e Radulic. Perdite da entrambe le parti. La battaglia si
protrae fino al giorno 7 gennaio. Vengono fatti prigionieri 80
soldati della brigata da parte dei musulmani e poi consegnati
ai tedeschi.
|
|
11.1.44
|
reparti
della I brigata combattono a Slatina.
|
|
23.1.44
|
La
I brigata, assieme al IV battaglione della IV brigata
proletaria attacca a Godocelje dove si erano concentrate forze
nazionaliste albanesi
|
|
30.3.44
|
il
XL battaglione della I brigata viene trasferito nella zona di
Bioce alle dipendenze dell 3^ divisione.
|
|
4.4.44
|
il
II battaglione ripiega sotto pressione di tedeschi e ustascia
provenienti da Sarajevo.
|
|
|
Il
III battaglione segue la Bircanska e in seguito verr quasi
interamente distrutto o catturato, eccetto una compagnia.
|
|
|
(Il
5 mattina una vasta operazione di reparti tedeschi investe il
IV battaglione il quale si ritira, assieme al II battaglione
su Borja. Il gelo intenso. I fucili mitragliatori si
inceppano molti reparti si disperdono o vengono catturati.)
vedere se si tratta di altra brigata
|
|
|
Alla
fine di marzo la I "Garibaldi" presidia il
territorio ad est del Lim nel distretti di Berane.
|
|
|
Il
Comando brigata e il V battaglione sono a Berane, reduci dalla
Bosnia.
|
|
|
Il
IV battaglione nella zona di Sahovici alle dipendenze del
III/37^ divisione del Sangiaccato. l'11 marzo aveva sostenuto
scontri con formazioni musulmane.
|
|
10.4.44
|
il
XL battaglione della "Garibaldi" e reparti della V
montenegrina tentano di espugnare la linea fortificata di
Doljanska Glavica-Kaznovica. Nella zona vi erano reparti di
Camicie Nere.
|
|
|
Dopo
alterne vicende i partigiani si ritirano senza alcun risultato
utile.
|
|
11.4.44
|
circa
6.000 uomini tra tedeschi, cetnici, nediciani e musulmani
attaccano le posizioni del fronte settentrionale montenegrino
tenute dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi
|
|
|
Il
VI battaglione arretra fino alle alture tra Babajici e
Ljekovina dove difende una importante passerella sul Tara.
|
|
15.4.44
|
la
I brigata si ritira da Berane e si schiera a copertura del
corso del Tara a ridosso della rotabile Mojkovac-Kolain.
Sosta in loco fino al 23 aprile.
|
|
11.5.44
|
la
I brigata "Garibaldi" si trasferisce sulla riva
sinistra del Lim.
|
|
dal
19. al 21.6.44
|
Il
VI battaglione della I Brigata viene impegnato nella zona di
Dubovo.I combattimenti proseguono fino al 2 luglio.
|
|
|
Il
Comando della I "Garibaldi" si insedia a Vlako
Polje. Il V battaglione a Ostrelj, il XL a Fenica Fr, il VI
nei pressi di Stitari.
|
|
|
Situazione
al 3 luglio 44:
|
|
|
I
brigata
Ribarevina-Ostrelj-Priloge-Fenica
Kr-Stitari;
|
|
|
battaglione
Zavattaro
Bijelo
Polje
|
|
20.6
|
Si
ha uno scontro tra il VI battaglione della I
"Garibaldi" con il I battaglione del 14 reggimento
SS nei pressi di Zminjac.
|
|
22.7
|
La
I brigata fa fronte alle provenienze da Rozaj
|
|
13.8.44
|
La
I "Garibaldi" si sgancia durante la notte portandosi
intorno al massiccio della Bjelasica.
|
|
16.8
44
|
La
I^ "Garibaldi" in ripiegamento
|
|
19
8.44
|
La
I brigata si schiera nella zona di Pirni Do per contrastare
l'avanzata del 13 reggimento cacciatori montagna SS.
|
|
23.8.44
|
giunge
l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.
|
|
|
La
I brigata passa alle dipendenze della 3^ divisione.
|
|
|
la
II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste
alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del
litorale.
|
|
|
La
I brigata e il I battaglione genio operano alle dipendenze
della 3^ divisione dal settembre 44.
|
|
|
La
I "Garibaldi" contrasta il tentativo della
Skanderbeg di raggiungere Val Moraca.
|
|
21.10.44
|
la
I brigata si attesta sulla linea Andrijevica-Murina.
|
|
|
Dal
30 Novembre 44 la I "Garibaldi" a Berane.
|
|
|
Dal
1 gennaio 45 tutto il Montenegro libero.
|
|
19.1.45
|
La
I "Garibaldi" rifornita di armi e munizioni
raggiunge Otilovici, iniziando le operazioni in Serbia.
|
|
|
La
I brigata e il battaglione genio giungono a Ragusa il 5 e il 6
marzo.
|
CRONOLOGIA AZIONI II BRIGATA
|
14.12.43
|
la
II brigata si trova a Kovren.
|
|
4.1.44
|
il
III battaglione della II brigata "Garibaldi"
respinge attacchi tedeschi nella zona di Hrta-Brajkovac.
|
|
6.1.44
|
tedeschi
e tecnici attaccano la brigata Sangiaccato e il I battaglione
della II brigata "Garibaldi" sulla linea
Svojcevo-Vlaka.
|
|
11.1.44
|
Il
I battaglione della II brigata "Garibaldi" rastrella
le zone di Bijov Grob.
|
|
16.1.44
|
scontri
tra tedeschi con cetnici e musulmani contro reparti della VII
brigata Montenegrina e la II brigata "Garibaldi"
intorno a Kovren e Ljekovina.
|
|
22.2.44
|
la
II brigata "Garibaldi" assieme al II battaglione
lavoratori si concentra a Barovo e si dirige a Podgraca.
|
|
|
Nella
terza decade di febbraio la II e la III brigata
"Garibaldi" ricevono l'ordine di spostarsi nella
Bosnia sud orientale. E' un inverno crudissimo. Si marcia con
la neve alta due metri trasportando anche i cannoni e i mortai
a dorso di mulo o spalleggiati.
|
|
1.3.44
|
i
garibaldini della II brigata giungono a Foca. Per razione
hanno avuto un p di farina d'avena mischiata con paglia e
loglio.
|
|
17.3.44
|
il
I battaglione della II brigata viene attaccato e due compagnie
fatte prigioniere.
|
|
19.3.44
|
il
III battaglione si spinge fino a Dobropolje
|
|
26.3.44
|
la
II brigata viene ridotta. Il I battaglione viene sciolto e i
suoi elementi passano in altri battaglioni; Il II battaglione
viene distaccato presso la II Krajika; Il III battaglione si
trasferisce nella zona di Dujmovici presso la XIX brigata
Bircanska; Il IV battaglione rimane di scorta all'ospedale
italiano di Kalinovik.
|
|
|
(Il
5 mattina una vasta operazione di reparti tedeschi investe il
IV battaglione il quale si ritira, assieme al II battaglione
su Borja. Il gelo intenso. I fucili mitragliatori si
inceppano molti reparti si disperdono o vengono catturati.)
vedere se si tratta di altra brigata
|
|
|
Tutta
la II brigata si concentra nella zona di Miljevina.
L'offensiva tedesca intanto si sviluppa anche da Gorazde e da
Nevesinje. La II brigata si ritira su Dukovici, Rataj,
Zakmur. L'8 aprile i mortai da 81 portati a spalla per pi di
50 Km vengono gettati in un burrone. La notte sul 9 la colonna
sempre tallonata da forze tedesche, attraversa il fiume
Sutjeska. I soldati mangiano avena fermentata Alla fine la
consistenza sar di soli 350 uomini. La brigata dopo una
sosta a Zagrade dove non trova viveri a sufficienza, riparte
il 17 aprile. Il 18 aprile a Zabljak i superstiti sono in
tutto 221. La colonna prosegue per Pljevlja.
|
|
26.4.44
|
la
brigata ha una consistenza di 400 uomini dei quali solo 100
circa in grado di combattere entro due mesi. Il resto potr
essere recuperabile in 3 o 4 mesi "ed in parte
costituiscono elementi deperiti al massimo stadio e abbrutiti
dalle sofferenze." (Pag.495).
|
|
10.5.44
|
la
brigata in ricostituzione. Il periodo di riposo durer
fino al 28 luglio nella zona Procenje-Mojkovak.
|
|
|
La
II brigata, sempre l'11.Maggio, passa alle dipendenze della
37^ divisione con compito di interdire le provenienze da
Pljevlja.
|
|
|
Situazione
al 3 luglio 44:
|
|
|
II
brigata: Mojkovac, Procenje
|
|
|
battaglione
genio: Rakita
|
|
22.7
44
|
La
II brigata "Garibaldi" presidia Ivanje, Brezovac e
Stitari.
|
|
10.8.44
|
nei
pressi di Godijevo il I batt della II "Garibaldi"
respinge un attacco tedesco.
|
|
13.8.44
|
La
II "Garibaldi" ancora attestata sulla riva destra
del Lim per poi ripiegare sulla su riva sinistra
|
|
16.8
44
|
La
II "Garibaldi" nella zona di Dobrilovina, tra
Savansko Polje, Gomila e Studenci.
|
|
|
Intanto
affluiscono dalla Bosnia i reparti del XII Korpus tallonati
dal 13 reggimento della 7^ divisione SS
|
|
19.8.44
|
La
II brigata dopo aver raggiunto Dobri Do ridiscente la montagna
per fronteggiare i reparti del 14 reggimento SS
|
|
23.8.44
|
giunge
l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.
|
|
|
la
II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste
alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del
litorale.
|
|
|
La
II "Garibaldi" il 30 agosto passa alle dipendenze
tattiche della 29^ divisione erzegovese.
|
|
|
Dopo
essersi concentrata nella zona di Dubocke la II
"Garibaldi" entra in linea il 2 settembre e
dislocata nella zona di Gacko, abitata da musulmani filo
ustascia e quindi ostili.
|
|
|
A
fine settembre il IV battaglione della II
"Garibaldi" si sposta a Nevesinje, a 41 Km da
Mostar.
|
|
|
Nella
notte del 26 settembre Bileca circondata dalle forze
partigiane. Il II battaglione della II "Garibaldi"
conquista la posizione di Modropac.
|
|
|
Mentre
il I battaglione della II "Garibaldi" presidia Gacko
il II battaglione viene impeigato per il ripristino delle
linee telefoniche della zona di Bileca.
|
|
9.10.44
|
il
IV battaglione combatte presso Nevesinje. Il 15 otobre la
brigata si concentra a Bileca. Il sottosegretario alla guerra
Mario Palermo la passa in rivista.
|
|
|
Nel
novembre 44 il XXI corpo d'armata per facilitare il suo
ripiegaamento ordina
alla 181 divisione ( non 369 divisione tedesca (vedere
pag.567) di attaccare puntando su Gacko scontrandosi con la II
brigata Garibaldi.
|
|
28.10.44
|
i
partigiani, liberata Dulcigno, raggiungono la frontiera
albanese.
|
|
|
La
II "Garibaldi" intanto sul fronte di Nevesinje
si scontra con forze tedesche.
|
|
2.12.44
|
lo
schieramento della II brigata si presenta:
|
|
|
I
battaglione: Glacko
|
|
|
II
battaglione: riva della Zalomska Rjeka
|
|
|
IV
battaglione: Postoljani
|
|
|
Il
25 febbraio giunge a Ragusa il primo scaglione della II
brigata. Il 1 marzo la forza della divisione presente a Ragusa
e di 70 ufficiali, 214 sottufficiaali e 1.768 militari.
|
CRONOLOGIA AZIONI III BRIGATA
|
18.12.43
|
i
reparti della III brigata operano in azioni di disturbo a
Pljevlja e Bolianici. Qualche successo la brigata la ottiene
nei pressi di Stozer
|
|
21.12.43
|
Fino
al 21 dicembre il Comando della "Garibaldi" non ha
notizie della III brigata.
|
|
10.1.44
|
In
considerazione delle perdite subite dalla III brigata il
Comando della "Garibaldi" ne ratifica lo
scioglimento, richiesto dal comando II Korpus. La IV Brigata
cambia la propria numerazione in quella di III Brigata.
|
|
11.1.44
|
si
registra in giornata l'unica disfatta della III brigata. Nel
villaggio di Lesnica, dove pernottavano i reparti del I
battaglione vengono circondati da forze tedesche e cetniche e
costrette alla resa.
|
|
17.2.44
|
la
III brigata Garibaldi, assieme assieme al I battaglione
lavoratori lasciano la zona di Andrijevica
|
|
|
Nella
terza decade di febbraio la II e la III brigata
"Garibaldi" ricevono l'ordine di spostarsi nella
Bosnia sud orientale.
|
|
10.3.44
|
La
III brigata nella zona Mrezice-Sahbasici. Il 14 riceve
l'ordine di raggiungere, entro il 15 marzo, la zona di Kuesi-Reetnica,
da dove effettuer il passaggio del fiume Praca e della linea
ferroviaria Viegrad-Sarajevo.
|
|
|
La
marcia della brigata ostacolata da combattimenti con varie
forze cetniche, dai tedeschi, dai musulmani, dalle centurie
ustascia, da bande di predoni. La meta era il territorio del
III Korpus. Nel corso della marcia il IV battaglione,
attaccato di sorpresa, fu messo in rotta. Rientrarono ai
reparti 40 uomini.
|
|
|
Nella
notte tra il 19 e il 20 marzo dopo aver cercato invano un
rifugio, la brigata sosta all'aperto. Fu permesso accendere i
fuochi, "tenendoli piuttosto bassi". Per tale motivo
vi furono morti per assideramento sia nella brigata sia nel
battaglione lavoratori che ci seguiva. E' questa la notte
maledetta della brigata, notte "porca, boia e
maledetta" a detta del Commissario della brigata.
|
|
|
Il
giorno dopo la colonna divisa in due tronconi viene attaccata
da forze ustascia. Il III battaglione impegnato di
retroguardia venne sopraffatto.
|
|
27.3.44
|
a
sera si giunse a Vlasenica, sostandovi per due giorni. Intanto
si sviluppo una epidemia di tifo. Lasciati gli ammalati in
ospedale la brigata si trasferisce a Srebrenica. In pochi
giorni il 50% degli effettivi si ammala. La III brigata venne
denominata "brigata infetta"
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I
resti della III brigata saranno inquadrati nel V battaglione
della VI brigata bosniaco-orientale e in altri reparti
partigiani.
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CRONOLOGIA AZIONI IV BRIGATA
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22.7.44
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La
IV "Garibaldi" controlla le provenienze dal passo
Cakor e da Murina.
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19.8.44
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La
IV brigata marcia per utto il giorno 18 e 19 per uscire dalla
sacca in cui si trovava.
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Anche
la 1 divisione proletaria, nelle cui fila vi sono i
battaglioni Matteotti e "Garibaldi" si sgancia
passando dalla zona di Pljevlja a Priboj.
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23.8.44
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la
II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste
alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del
litorale.
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La
IV brigata "Garibaldi" posta alle dipendenze del
raggruppamento del litorale, dal 30 agosto al 25 settembre 44
sosta nella zona di Trepca, dove raggiunge la forza di 550
uomini.
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26.9.44
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la
IV "Garibaldi" con altri reparti partigiani inizia
le operazioni nel settore Grahovo-Risano contro formazioni
cetniche-tedesche.
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11.10.44
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la
IV brigata concentrata a Spila dove verr visitata dal
sottosegretario alla guerra Mario Palermo.
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Il
I battaglione della IV "Garibaldi" partecipa alla
presa di Grahovo il 21 ottobre e di Dragalj il 22 ottobre; poi
si sposta sul fronte di Cettigne. La battaglia si protrae dal
28 ottobre al 13 novembre
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1311.44
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Cettigne
viene liberata dal I battaglione della IV
"Garibaldi" e da un battaglione della X
montenegrina.
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Intanto
il III battaglione della IV "Garibaldi" si schiera
nella zona tra Cattaro, Castelnuovo e Budua in continua
aazione contro i presidi tedeschi e fascisti occupati ancora
dai battaglione "M".
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Dal
27 gennaio la IV "Garibaldi" presidia la zona di
Trubjela a Viluse e Petrovici ai confini tra Montenegro e
Erzegovina.
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Tutto
sommato la divisione italiana partigiana "Garibaldi" scrisse
una bella pagina di storia. Il fatto che questa pagina non venga
appieno reclamata e celebrata deriva da una pregiudiziale susseguente
i fatti narrati e che hanno origine nelle successive fasi della guerra
e della contesa tra i due Stati per Trieste e l'Istria, contesa che si
determin quando terminata la guerra l'Italia e la Jugoslavia
reclamavano i diritti una di cobelligerante e l'altra di potenza
vincitrice su un medesimo territorio.
BRIGATA
ITALIA
Il
28 ottobre 1944 con ordine della 1^ divisione proletaria i battaglioni
"Garibaldi" e Matteotti cessano di far parte della I e
della III brigata proletaria e vengono riuniti, sempre nell'ambito
della 1^ divisione, nella "brigata italiana dell'Esercito
popolare di Liberazione della Jugoslavia"
Il
29 ottobre la brigata viene denominata Italia nella formazione:
il
1 battaglione Garibaldi
il
2 battaglione Matteotti
il
3 battaglione Mameli
Dopo
qualche settimana, verr formato il battaglione "Fratelli
Bandiera". La forza complessiva dellunit di 3.000 uomini.
Dal
1 al 20 dicembre 44 sostiene scontri nel settore di Pistinac e
Tovarnik. Il 17 gennaio 45 subisce un rovescio, e rimane in riserva
fino al 17 marzo quando ritorna in linea nel settore Sarengrad, sul
Danubio. Nel mese di aprile, con lintero fronte in movimento, la
brigata sempre in prima schiera, raggiungendo Zagabria il 10 Maggio
45.
Nell'aprile
45 la brigata italiana assume il nome di brigata Italia e a met
maggio diventa divisione Italia su 4 brigate:
1^
brigata dassalto garibaldina Italia
2^
brigata dassalto garibaldi Matteotti
3^
brigata dassalto garibaldi Mameli
4^
brigata dassalto garibaldi Fratelli Bandiera.
La
divisione Italia il 27 Giugno riceve lordine di rientro in Italia.
Il 2 luglio, attraversata la linea di demarcazione, i primi reparti
giungono a Torre di Zuino, in provincia di Udine. Siamo gi in
periodo di guerra fredda.
BATTAGLIONI
LAVORATORI
Nel
Novembre 43 nella zona montenegrina si ebbe un esubero di personale
"affidabile" rispetto alle risorse e armi esistenti.
Molti
soldati italiani vennero incoraggiati a passare da militari armati a
lavoratori disarmati. Si formarono diversi Battaglioni lavoratori che
si resero utilissimi nella riattivazione di manufatti distrutti da
eventi bellici, nella sistemazione degli aeroporti di fortuna di
Berane, Negobudja, Brezna ed altri, integrando con il loro lavoro di
manovalanza, anche sotto il fuoco nemico, quello dei reparti del
Genio; nei duri e penosi trasferimenti dei barellati, in condizioni
disagiatissime, dormendo all'aperto durante le tappe, scalzi sulla
neve.
L'offensiva
di dicembre caus molte perdite ai battaglioni lavoratori, che
vennero rimpiazzate da militari sbandati.
Nel
gennaio 44 la dislocazione era la seguente:
I
battaglione Kolain
II
battaglione Matesevo
III
battaglione Lijeva Rijeka
IV
battaglione Andrijevica
V
battaglione
VI
battaglione
VII
battaglione
VIII
battaglione
IX
battaglione
X
battaglione Mojkovac
Nel
gennaio 44 cominciano a manifestarsi casi di tifo esantematico.
A
Met febbraio 44 la forza dei battaglioni lavoratori di circa
6.553.
La
situazione dei lavoratori molto pi critica dei reparti
combattenti. Innanzi tutto vengono riforniti di meno di cibo e
vestiario. Nel febbraio 44 la fame e il tifo petecchiale mietono
numerose vittime tra i lavoratori i quali chiedono di passare ai
reparti combattenti nella speranza di migliorare le loro condizioni di
vita.
Il
comando del II korpus decide si assegnare a vari reparti partigiani i
lavoratori italiani, i quali vengono ripartiti:
Alla
V brigata montenegrina 100 uomini
Alla
VI brigata montenegrina 100 uomini
Alla
II brigata dalmata d'assalto 50 uomini
Alla
III brigata dalmata d'assalto 90 uomini
Alla
IV brigata del Sangiaccato 50 uomini
alla
29^ divisione erzegovese 200 uomini
Oltre
ai primi 650 uomini il 21 febbraio altri 90 soldati, riforniti di
vestiario e calzature, vennero avviati alla III brigata del
Sangiaccato.
Tra
il 9 e il 23 marzo altri 450 soldati vennero destinate alle varie
brigate partigiane.
In
aprile il V battaglione abbandona Berane.
Il
7 aprile a Foca si scioglie il II battaglione lavoratori, che era
stato al seguito della II brigata Garibaldi
In
Aprile nel IV battaglione lavoratori vi sono 200 casi di tifo. Non vi
sono ne medici ne medicine e non vi neanche cibo per nutrire i
malati.
In
aprile arrivano prima i medici e poi le medicine. Il tifo viene
circoscritto.
La
situazione delle formazioni italiane tra luglio e settembre 1944 la
seguente:
III
battaglione nella zona di Bijelo Polje
IV
battaglione lav. Mojkovace poi nella zona di Sahovici-Mojkovac
V
battaglione nella zona di Berane
VI
battaglione lav. Mojkovace poi nella zona di Andrijevica
l'8
Luglio 44 viene sciolto il IV battaglione
NOTIZIE
VARIE
Natale 1943. Viene confermato da testimonianze
che gli italiani "da 4 mesi non ricevono notizie da casa".
A Vares alcuni militari italiani, rimasti
staccati dal reparto, vengono alloggiati presso una famiglia.Ad essa
vengono consegnate delle lettere indirizzate ai familiari dei
componenti il nucleo. Le spedir con la posta normale (pagina 402)
Nel primo trimestre 1944 l'attivit operativa
dei tedeschi contro il II Korpus ridotta.
Ai Cetnici stata prospettata l'unione del
Montenegro alla Serbia, nel caso di vittoria tedesca, ci spinge i
cetnici, e anche i musulmani e i nazionalisti albanesi, nell'orbita
tedesca.
I tedeschi inquadrano i volontari in due
reggimenti di polizia: Polizei-Freiwillingen Regiment Montenegro e
Selbschutz Regiment Sandschak.
Nel febbraio 1944 in Montenegro le forme
anticomuniste cetniche e nazionaliste - tedeschi e italiani esclusi -
e quelle del II Korpus, compresa la "Garibaldi" sono
equivalenti.
Nel febbraio 1944 scoppia l'epidemia di tifo
petecchiale. Nel primo mese circa 100 casi. A marzo vi sono 21 morti e
175 colpiti.
In Aprile nel IV battaglione lavoratori vi sono
200 casi. Non vi sono ne medici ne medicine e non vi neanche cibo
per nutrire i malati.
In aprile arrivano prima i medici e poi le
medicine il tifo viene circoscritto.
Oltre ai nemici naturali rappresentati dalle
forze nemiche sul territorio, interne ed esterne, altre difficolt si
frapponevano alle forze, italiane e non, partigiane.
La prima era la difficolt di
approvvigionamento. Il Montenegro era una terra inospitale teatro di
guerriglia gi da due anni. Soddisfare le esigenze di almeno 15.000
uomini in pi fu una impresa disperata per i comandi partigiani. Si
arriv all'assurdo di interi battaglioni spostati dal fronte
montenegrino a quello serbo solo per l'impossibilit di trovare
provviste per tutti. Si arriv al limite di far mangiare foraggio
(avena e paglia) a centinaia di persone per diversi giorni, mentre gli
stessi eseguivano spostamenti e in condizioni atmosferiche proibitive.
La seconda era la difficolt di curare i feriti
adeguatamente. Tra il 1943 e il 1944 gli italiani combatterono una
particolare guerra contro il tifo che mise fuori combattimento tanti
uomini altrimenti validi.
La terza difficolt stava nel non poter
rifornire di vestiario sia i combattenti che i lavoratori.
I continui spostamenti, connessi all'attivit
partigiana effettuati sotto la neve imponevano una dotazione
essenziale di scarpe. Senza di esse non era possibile camminare.
Il fante italiano dovette anche affrontare una
situazione ambientale diversa da quella in cui era abituato. Non il
comodo rancio, non la comoda camerata, non le normali incombenze
militari.
Ma, di punto in bianco, marce forzate e insidie
da tutte le parti, notti in ricoveri di fortuna , spostamenti
estenuanti e attacchi improvvisi. La pur minima sicurezza di una forza
di occupazione acquartierata traformata in corsari della guerra con
ordini improvvisi e ancor pi rapide esecuzioni.
LE
PRINCIPALI AZIONI TEDESCHE IN MONTENEGRO
(le
notizie si riferiscono alla Divisione Garibaldi e per ragioni di
uniformit vengono inseriti in ordine cronologico senza spezzare il
filo della narrazione in vari periodi)
Il 1 Dicembre 1943
iniziano le operazioni da parte del Comando V Corpo d'Armata SS
diretto ad "attaccare le forze nemiche del settore bosniaco
sudorientale e montenegrino settentrionale e di annientarle".
Il 3 Dicembre 43
scatta "l'operazione Kugelblitz" e alle prime ore del giorno
4 iniziano i giorni difficili del II Korpus jugoslavo e della
Garibaldi.
Il
23.12.43 il 14 reggimento SS sul fiume Krivaja e il 24 raggiunge
Borovicke Njive. Il 13 reggimento SS a Semizova Ponikva. La
divisione Krajika e il battaglione italiano "Taurinense"
attaccano le forze tedesche e cetniche per permettere il ripiegamento
di due divisioni e di reparti ausiliari verso Ravna Planina.
L'11
aprile 44 circa 6.000 tra tedeschi, cetnici, nediciani e musulmani
attaccano le posizioni del fronte settentrionale montenegrino tenute
dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi
Il
25 maggio 44 inizia la 7^ offensiva tedesca. Avr la durata di 46
giorni.
Lo
scopo della offensiva quella di sbaragliare le forze rosse e
occupare le sede del comando rosso(5) Tra i compiti pi specifici
vi quello di catturare le missioni sovietica e inglese e il
maresciallo Tito e il suo quartiere generale.
Il
18 luglio 44 i tedeschi avviano l'operazione Draufgaenger.
Nell'agosto
44 i tedeschi preparano l'offensiva "operazione Ruebezahl"
che ha lo scopo di tagliare le basi di rifornimento ai partigiani
avanzanti in Serbia.
L'operazione
Ruebezahl viene interrotta il 24 agosto.
Nel novembre 44 il
XXI corpo d'armata tedesco per facilitare il suo ripiegamento ordina
alla 181^ divisione ( non 369^ divisione tedesca(6) di attaccare
puntando su Gacko.
Le forze tedesche,
croate e italiane che dovevano condurre queste operazioni furono le
seguenti:
FORZE
CONTRAPPOSTE
Alla fine di novembre le localit del Montenegro
e dell'Erzegovina erano presidiate:
181^ divisione di
fanteria;
7^ divisione SS "Prinz Eugen"
A cui si aggiunsero nel corso della 6^
offensiva:
V Corpo d'armata delle SS*369 divisione "Teufel"
1^ divisione da montagna proveniente dalla
Grecia;
187 divisione fanteria (un gruppo di
combattimento)
901 reggimento granatieri
corazzati;
2 reggimento Brandenburgo
Nel 1944 vengono formati, con elementi jugoslavi
due reggimenti:
Polizei-Freiwillingen
Regiment Montenegro e Selbschutz Regiment Sandschak.
25 maggio 1944. Nel corso della 7^ offensiva
vengono impiegati:
XV C.A.Alpino;
7^ divisione
SS
500 battaglione cacciatori paracadutisti
SS
La 21^ divisione SS Skenderberg con il 14 regg.
(meno il III battaglione) viene localizzata in Montenegro nel Giugno
44 per l'operazione "Draufgaenger".
I battaglione del 14 regg. 19.9.44 parte da Ugao
per costituire una testa di ponte oltre il Lim nei pressi di Bijelo
Polje
Il 20.6 comando battaglione Dubovo. Si ha uno
scontro con il VI battaglione della I "Garibaldi" nei pressi
di Zminjac.
1^ divisione da montagna dal
10.8.44
363 reggimento fanteria dal
10.8.44
gruppi di combattimento "Strippel",
Bendel, Krempler con circa 2.000 uomini
il reggimento Brandenburgo
14 reggimento SS*7^ divisione
SS
13 reggimento SS il 19
agosto
Il CXLIV battaglione camicie nere difende il
fronte di Cettigne nell'ottobre 44.
Il I battaglione del 359 reggimento partecipa
alla battaglia di Cettigne dal 28 ottobre al 13 novembre 44.
Nel novembre 44 il XXI Corpo d'Armata
composto:
297^ divisione
fanteria
181^ divisione
fanteria
21^ divisione
SS
LXXXI battaglione camicie
nere
LXXXII battaglione camicie
nere
LXXXIV battaglione camicie
nere
CXI battaglione camicie
nere
CXIV battaglione camicie
nere.
Nel febbraio 45 parte l'offensiva partigiana
contro la linea Gruen, che corre da Nevesinje-Mostar-Siroki Brijeg
difesa da:
369^ divisione
legionaria;
9^ divisione alpina
croata
XLIX battaglione camicie nere San
Marco
La "Legione nera" ustascia
il 369 reggimento viene sciolto nel febbraio 45
e i suoi resti incorporati nel 370 reggimento.
LA
POSTA DEI PARTIGIANI ITALIANI DAL GENNAIO 1944 IN POI.
Dalle
informazioni in mio possesso risulta che solo la Divisione partigiana
Garibaldi venne dotata di un ufficio postale di
concentramento. La posta militare 151, per il periodo di tempo che
rimane al sud, aveva il compito di avviare e ricevere la posta dei
partigiani. Quando vnne traferita a Roma, nel luglio 44, costitu
una sezione staccata B che serviva i reparti della Garibaldi,
ma, forse, anche di altri reparti operanti in Jugoslavia.
Dal
1 marzo 1945 la sezione venne chiusa. La posta in partenza (spedita
da militari italiani in Jugoslavia) veniva appoggiata presso la Chief
Censor Transadriatic Mail section c/o ACCO APO 540 che provvedeva
allinoltro.
Quella
in arrivo (dallItalia per la Jugoslavia) veniva avviata a cura dei
concentramenti 3400 di Napoli e 3800 di Roma che provvedeva al suo
inoltro.(7)
a)
collegamenti aerei.
Il
primo collegamento aereo con le divisioni Venezia e Taurinense avvenne
il 16 ottobre 43 quando un CR. 42 riusc ad atterrare all'aeroporto
di Berane portando un nuovo codice cifrato indispensabile per
riprendere i contatti con lo Stato Maggiore in Italia. L'aereo riparte
con un dispaccio aereo.
Il
18 ottobre un S.75 riusc ad atterrare ma venne mitragliato e
distrutto prima che potesse ripartire.
Il
29 novembre 43 un S.81 atterra a Pljevlja scaricando materiali e
posta.
Dal
12 al 31 gennaio 16 aerei da trasporto riescono a raggiungere Kolain
e Berane con 300 quintali di rifornimenti per la Garibaldi.
Il
16.3.44 aerei alleati effettuano aviolanci di materiali per le unit
italiane. Due aerei inglesi atterrano all'aeroporto di Berane.
Ripartono riportano in Italia feriti vari e il generale Oxilia che
finora comandava la divisione Garibaldi.
Il
29.3.44 due aerei italiani atterrano all'Aeroporto di Berane
scaricando armi e equipaggiamenti per la Garibaldi. Ripartono portando
in Italia feriti e 13 uomini della missione inglese in Jugoslavia.
NellAprile
1944. Riprendono gli aviolanci effettuati da aerei da trasporto
italiani con lanci di munizioni, armi e vestiario.
Ai
primi di Giugno l'A.C.C. permetter aviorifornimenti alla
"Garibaldi" con aerei italiani separatamente dai
rifornimenti diretti ai partigiani jugoslavi.
Il
Sottosegretario alla Guerra Mario Palermo scrive che (Gli
alleati)....mentre parlavamo di sforzi in comune per distruggere il
fascismo e il nazismo cercavano invece, con tutti i mezzi a loro
disposizione (che non erano pochi) di escludere dalla lotta le forze
democratiche che si
battevano non solo per l'indipendenza del Paese ma anche per il suo
profondo rinnovamento sociale.... e cos con i pochi mezzi a nostra
disposizione, e con i nostri vecchi aerei, iniziammo i
rifornimenti.... Io continuai a "rubare" secondo la
concezione degli Alleati e di ci mi onoro e mi vanto, mentre essi
non ebbero il coraggio di arrestarmi.
il giorno 22 agosto 36 aerei da trasporto alleati atterrano a
Donja Brezna e ripartono carichi di feriti. Ne verranno evacuati
1.059, ma solo 19 della Garibaldi.
Nel
settembre 44 i materiale aviolanciati alla "Garibaldi" da
aerei italiani superano i 260 quintali, ma sempre insufficienti alle
esigenze dell'unit.
L'attivit
aerea continu fino al febbraio 45 quando si ebbe la possibilit di
rifornire con continuit i reparti in Jugoslavia per via di mare.
b)
collegamenti marittimi.
Il
primo collegamento marittimo avviene il 15.9.43 con l'arrivo a Cattaro
dei piroscafi Annabella e Diocleziano e altri natanti minori scortati
dalla torpediniera Abba. Le navi riportano in patria alcune migliaia
di militari italiani e si presume anche corrispondenza diretta nel sud
Italia.
Collegamenti
tra l'Italia e la Jugoslavia.
I
collegamenti tra i familiari e i militari in Jugoslavia sono stati
completamente interrotti dal settembre 43 al 29 novembre 43, anche se
si pu considerare impresa impossibile recuperare posta trasportata
dall'S.M.81 che atterra a Pljevlja scaricando materiali e posta.
Natale
1943. Viene confermato da testimonianze che gli italiani "da 4
mesi non ricevono notizie da casa".
Anche
gli atterraggi del gennaio difficilmente porteranno posta privata per
i combattenti poich le famiglie non hanno avuto ancora modo di
conoscere la destinazione dei congiunti.
Dal
Febbraio 1945 la corrispondenza diretta in Jugoslavia comincio ad
affluire: Ma fu con l'istituzione della "base" italiana di
Ragusa che i collegamenti con le famiglie in Italia potettero
riprendere.
La
corrispondenza diretta ai militari della "Garibaldi" veniva
diretta al Comando Base Divisione Garibaldi presso la P.M.151 sez. B
la quale provvedeva a inoltrarla in Jugoslavia.
Dal
1 marzo 1945 la posta veniva accentrata all'Ufficio Postale di Lecce
ferrovia per lo smistamento.
Collegamenti
tra la Jugoslavia e l'Italia.
Come
abbiamo visto i collegamenti tra la Jugoslavia e l'Italia sono stati
soltanto due per il 1943, il 16 ottobre e il 25 novembre, con
irrisorio trasporto di posta. Per comunicare a casa si ricorre a tutti
i mezzi.
Per
il 1944 si pu considerare che rimasero saltuari per tutto il primo
semestre e precari per il secondo semestre 44.
Nell'ottobre
44 liberato il cattarino possibile il collegamento via mare. Le
notizie di un trasporto postale si ha solo nel dicembre 44 (8)
Nei
mesi di gennaio e febbraio 1945 i collegamenti diventano buoni sia per
via aerea che per via marittima e le corrispondenze cominciano a
pervenire con maggiore assiduit.
Dal
1 marzo 1945 la corrispondenza spedita dai militari della Garibaldi e
degli altri militari presenti in Jugoslavia viene convogliata presso
la "Chief Censor Transadriatic Mail Section" presso l'APO
540 dell'esercito U.S.A. allogato a Bari.
La
corrispondenza ufficiale diretta al Ministero della Guerra, allo
S.M.G. e allo S.M.R.E. non passano attraverso questa censura.
LE
CENSURE
a)
censura italiana
b)
censura jugoslava
c)
censura alleata.
a)
La censura italiana.
La
corrispondenza proveniente dai reparti partigiani in Montenegro veniva
regolarmente censurata dallAutorit Militare. Solo in alcuni casi
vi una doppia censura; il bollo A.C.S. e la censura italiana.
Dal gennaio 1945 le corrispondenze riportano la sola censura
americana, salvo qualche raro caso di corrispondenza diretta a Enti
militari.
b)
la censura jugoslava.
Tutti
i documenti esaminati provenienti dalla Garibaldi e dalle altre
formazioni autonome italiane non riportano bolli di censura in
partenza, anche se si ha notizia che le lettere in arrivo erano
sottoposte a una blanda censura.
c)
la censura alleata.
La
censura alleata non si occupa delle corrispondenze provenienti dalla
Jugoslavia fino al Dicembre 1944, salvo il normale controllo per
campione rappresentato con la sigla A.C.S.
Dal
gennaio 1945 tutte le corrispondenze provenienti dalla Jugoslavia,
siano esse di reparti italiani che di militari italiani aggregati a
reparti jugoslavi, vengono censurate dalla censura U.S.A. con la
speciale fascetta Examined by Allied Transadriatic Censorship.
Lindirizzo della Transadriatica il seguente: Chief
Censor Transadriatic Mail Section c/o ACCO - APO 540 - U.S.Army.
E
interessante notare che solo le lettere provenienti dalla Jugoslavia
passavano attraverso questa sezione, mentre le lettere dirette ai
partigiani venivano inoltrate direttamente dalle autorit italiane.
E evidente che gli americani avevano interesse a conoscere gli
stati danimo dei militari italiani in Jugoslavia.
Le
fascette di censura della Transadriatica che si conoscono sono
di vario tipo ma tutte con la medesima dizione.
I
BOLLI DI REPARTO
a)
divisione Garibaldi
b)
altre forze
Si
conoscono pochissime impronte di bolli di reparto adoperate dalle
forze italiane in Jugoslavia.
Delle
Divisioni Venezia e Taurinense non si conosce luso di bolli di
franchigia.
Della
Divisione Garibaldi si conoscono i seguenti bolli:
Della
Brigata Matteotti si conosce il bollo COMANDO BTG. MATTEOTTI con
stella al centro.
Si
conosce il bollo della base italiana di Ragusa.
AVVIO
DELLA CORRISPONDENZA.
Tutta
la poca corrispondenza esaminata proveniente da reparti italiani
autonomi in Jugoslavia non mostra bolli civili o militari di
partenza.
Se
ne pu dedurre, in attesa di ulteriori conferme, che la posta diretta
in Italia non transitava attraverso gli uffici o i comandi militari
jugoslavi, ma era consegnata direttamente agli aerei o alle navi
italiani o alleate che toccavano le basi jugoslave.
E
opportuno tenere presente che i militari italiani attivi nellarmata
popolare di liberazione jugoslava avevano un diverso trattamento. Le
loro lettere erano censurate, e transitavano dagli uffici postali
jugoslavi che apponevano il loro normale bollo dufficio.
BIGLIOGRAFIA
S.
Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi Mursia Milano 1981
L'Esercito
e i suoi Corpi. Volume III tomo I Stato Maggiore Esercito Roma 1979
G.
Marchese La posta Militare Italiana 1939/45 edizioni Studio Filatelico
Nico Trapani febbraio 2000
B.
Cadioli - A. Cecchi La Posta Militare italiana nella seconda guerra
mondiale. Stato Maggiore Esercito Roma 1991
Col. A.
Ricchezza. La resistenza dietro le quinte. De Vecchi editore Milano
1967.
NOTE:
(1)
S. Gestro. La Divisione italiana partigiana Garibaldi, pag. 168
(2)
S. Gestro. La Divisione
Italiana Partigiana Garibaldi pag.76.xx
(3)
Vedi larticolo di Emanuele
M. Gabbini Storia postale della occupazione tedesca di Zara La
Posta Militare N.74 Dicembre 1996.
(4)
S. Gestro. La Divisione italiana partigiana Garibaldi, pag. 168.
(5)
S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, pag.
502. Edizioni Mursia Milano 1981.
(6)
S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, pag.
567. Edizioni Mursia Milano 1981.
(7)
Stato Maggiore Esercito. Circolare 9/2532-111 del 14.2.1945.
Ufficio Storico Stato Maggiore, cartella B 4227.
(8)
Nel dicembre 44 giunge posta portata da motovelieri. S. Gestro. La
Divisione Italiana Partigiana Garibaldi pag.562.