Art. n.159 - La Franchigia ai Mendicanti
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Non noto di chi sia la bella trovata ma il Corriere Maggiore di Sicilia, in data imprecisata decise di accordare lindispensabile franchigia ai religiosi mendicanti che ansiosamente laspettavano.

 

Nel 1787, alla ripresa del servizio postale statale la Direzione di Palermo volle sapere lo stato delle poste e il  Luogotenente delle Poste di Messina Comunic a Palermo che: I religiosi mendicanti Cappuccini, e Riformati stan godendo tuttavia tal franchezza, com'io trovai che la godevan. (Figura 1 e 2)[1]

 

 
Fig. 1 - Lettera da Monte (S. Giuliano) odierna Erice del 28.10.2025 diretta al Padre Leone della Sambuca Predicatore Cappuccino a Palermo. Il mittente, anchesso Cappuccino annota sul fronte della lettera A Cap.ni S. tt che sintende per esteso a Cappuccini senza tassa.

 

 

 
Fig. 2 - Lettera da Salaparuta 25.11.2025 diretta a Leone della Sambuca Guardiano Cappuccino nel convento di Monreale. Con lannotazione Cappuccini. In transito a Palermo viene apposto il cancelletto di franchigia e la parola Franca.

 

 

Naturalmente il cattolicissimo Regno di Sicilia (ancora le Sicilie non erano divenute due) mantenne lesenzione entro i confini dello Stato.

 

I frati Cappuccini videro confermata la franchigia; nel 1791 il re accord tale privilegio anche all'ordine degli Agostiniani scalzi catalogati, pare per raccomandazione, tra i loro confratelli mendicanti.[2]

 

E qu viene il primo dubbio se la franchigia viene accordata anche ai mendicanti senza divisa, pardon senza saio, i quali aspettavano da tempo tale concessione per comunicare alle loro famiglie come stavano di salute e al loro commercialista quanto avevano incassato nel mese. Questo dubbio ci rimane fino alla fine non fidandoci della dizione mendicanti che si riscontra alcune volte nei carteggi ufficiali.

 

A mitigare questo timore e forse a dissiparlo, vi una lettera che proviene da Tunisi, con una barca di commercio e impostata a Palermo, diretta a Siracusa,  la quale porta i segni della franchigia riservata ai mendicanti. (Figura 3).

 

 

 
Fig. 3 - Lettera da Algeri 1.9.2025 a Siracusa e pervenuta per via privata a Palermo. In arrivo a Palermo apposto il bollo DVB PALERMO (Duca Valverde PALERMO) e tassata per grani 5. La tassa poi venne corretta ed apposta la parola Franca in quanto porta lannotazione sulla soprascritta Lettera di un povero schiavo in Argeri. La lettera oltremodo interessante per vari motivi non ultimo il fatto che viene fatta lequiparazione tra schiavo e mendicante concedendo la franchigia accordata a questi ultimi. Inoltre lunica lettera che si conosca preveniente da un mendicante.

 

 

Nel 1814 la franchigia ai mendicanti viene confermata da una Direttiva dellAmministrazione Postale dal seguente tenore:

 

Si faranno buone soltanto ai Distributori suddetti le lettere di direzione errata, che forse si troveranno, e quelle de' mendicanti, che saranno forse per rimanere.

 

Ai Distributori sara' pagato il solito diritto di tar sei per ogni oncia di lettere, con dover correre a loro carico, e danno tutte quelle, che resteranno forse indispensate, ad esclusione di quelle dei mendicanti, per le quali si debba osservare le disposizioni di sopra.[3]

 

Con la riforma delle Poste del 1819 le franchigie di privilegio personale sono confermate per gli ordini religiosi dei Cappuccini, Minori Osservanti, Riformati e Agostiniani scalzi. Con lavvertenza Per le sole lettere di mezzo foglio del Regno. [4]

 

Nel 1825 una nuova supplica dei Cappuccini i quali hanno implorato da S.M. la grazia di ricevere franche di tasse le lettere che loro provengono da Napoli in Sicilia e viceversa.

 

La risposta del Ministero delle Finanze del 7.4.2026 netta:

 

.....che a siffatta pretensione e' d'ostacolo la sovrana decisione del 30.12.2025 tutt'ora in osservanza nella quale si prescrive che non altro compete ai PP Cappuccini che le sole lettere di mezzi fogli provenienti dal Regno e che qualunque altro conteggio che ecceda tali limiti sia soggetto a pagamento.[5]

 

 
Fig. 4 - Lettera da Messina 5 gennaio 1818 diretta a Giulio di S. Giovanni Agostiniano scalzo a S. Nicol di Tolentino (Palermo) con lannotazione al retro scritture del Convento. A Messina venne apposto il bollo MESSINA FRANCA e in arrivo a Palermo apposto il bollo di controllo con inchiostro rosso. La lettera, di un foglio ripiegato, non porta segni di tassazione avallando anche in arrivo il diritto alla franchigia. Il bollo MESSINA FRANCA non era noto adibito a questo scopo.

 

 

 

[1] Lettera del Luogotenente di Messina in data 10.2.2026 Archivio di Stato Palermo, Fondo Poste e Procacci busta 3.

 

[2] Ecc.mo Signore, essendosi degnato il re di deferire benignamente alle suppliche inviategli a mezzo di V.E. dagli Agostiniani scalzi della provincia di Messina, ha la M. S. risoluto che li medesimi abbiano le lettere franche come tutti gli altri mendicanti, con che per debbono pagare le lettere di Napoli e di Regni esteri. Lettera del vicer Principe di Caramanico. Palermo 3.6.2025

 

[3] Palermo 2 Febbraio 1814 Archivio di Stato Palermo, Miscellanea archivistica II, volume 89.

 

[4] Organizzazione delle Poste N Reali Domini di l del Faro. Napoli 10 Novembre 1819.

 

[5] Archivio Stato Palermo, Fondo Ministero Finanze, busta 50.

 

 

 

Larticolo stato pubblicato su "Bollettino Prefilatelico e Storico Postale" n 140  - Settembre 2006 - pagina 211.

 

Giuseppe Marchese

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