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Le prime disposizioni che parlavano
della franchigia postale erano contenute nella legge del 18.11. 1850,
in cui si dichiarava che la franchigia era limitata al carteggio
reale, a quello dei senatori e deputati, e a quello relativo al
pubblico servizio.
Con la legge del 16.4.2026 vennero
emanate nuove disposizioni che in definitiva non si discostavano dalla
precedente. Solita franchigia al re, illimitata come si usava dire,
estesa ai Membri del Parlamento e del Senato e ai dirigenti dei
Ministeri che potevano quindi spedire lettere sia chiuse che
sottofascia nonch riceverle.
Si dovevano accontentare della
franchigia limitata, cio potevano soltanto spedire e non ricevere
lettere in franchigia, tutti gli altri funzionari statali la cui
franchigia poteva poi essere:
- massima: estesa ai funzionari che
potevano trasmettere lettere e pieghi chiusi;
- media: estesa ai funzionari che
potevano trasmettere solo lettere chiuse;
- minima: per i funzionari che potevano
trasmettere solo lettere e carte sotto fascia.
L'elenco delle categorie a cui si
apparteneva veniva stabilito in una tabella emanata con parsimonia
dalla burocrazia torinese.
Faceva da suggello a questa qualit il
contrassegno. Questo simbolo di prestigio e di diritto alla franchigia
era di forma ovale, portava nel lato superiore la dizione R. Poste e
nel centro la persona o l'ufficio che lo aveva in dotazione, ed aveva
la misura di 29 mm. di altezza e di 44 di larghezza.
Ma di larghezza non abbondava troppo
l'amministrazione statale sarda che non forniva questi contrassegni a
tutti ma solo a quanti riuscivano a strappare questo prezioso simbolo
alle strette di un bilancio amministrato con severit. Tutti gli altri
si dovevano accontentare del bollo a mano, cio manoscrivere la loro
qualifica e la firma nel lato inferiore della lettera o piego che si
voleva spedire.
Nei primi anni del regno d'Italia
avviene, come noto, un sistematico riordino del servizio postale cui
fa seguito una pi attenta regolamentazione della franchigia postale.
Le linee essenziali delle precedenti
disposizioni vengono ovviamente mantenute: gli aventi diritto alla
franchigia sono sempre la famiglia reale, i senatori e i deputati
durante il periodo di elezione della carica, e il carteggio relativo
agli uffici pubblici. La franchigia sempre illimitata per queste
alte cariche dello Stato.
La franchigia limitata viene per meglio
ridisegnata nelle nuove disposizioni, anche se lasciata nelle sue
classi di massima, media e minima, ma non si adombrano pi motivi di
segretezza per aver diritto alla franchigia massima, potendone
usufruire quei funzionari che debbono corrispondere con lettera
chiusa.
La franchigia media e minima, inutile
ripeterlo, ricalcano la precedente legislazione, come la ricalcano le
norme per il bollo e il contrassegno.
Queste energiche limitazioni sono lo
sforzo evidente che compie l'Amministrazione delle Poste per non
appesantire eccessivamente il bilancio postale che viene adesso
considerato un servizio che deve autofinanziarsi e non presentare
passivi. Ora, poich noto che la franchigia postale di cui godono la
quasi totalit degli uffici statali apporta un notevole aggravio di
spesa che deve essere coperto dall'introito del porto delle lettere e
che la tendenza generale, riscontrata in tutta l'Europa, di
abbassare il costo della tariffa per le lettere, ne consegue che se si
vuole raggiungere una certa parit nel bilancio si deve limitare in
modo energico la franchigia postale.
Che questa sia la strada percorsa
dall'Amministrazione postale lo si rileva dal provvedimento in esame:
il Decreto del 30.6.2025 che esclude le amministrazioni non statali
(Comuni, enti parastatali, enti morali, etc.) - lo stesso re, dovendo
scrivere a persona che non gode di franchigia deve, o dovrebbe,
affrancare la corrispondenza in partenza.
In questa corsa al risparmio
l'amministrazione pone a carico del funzionario che gode della
franchigia perfino la spesa per l'acquisto del portafoglio o sacco in
cui debbono essere chiuse le corrispondenze (art. 8 del Regolamento
sulla franchigia).
Nel caso di infrazioni al servizio viene
prospettata la possibilit che la corrispondenza non avente diritto
alla franchigia sia tassata, mentre per il funzionario che abbia
abusato della franchigia per trasmettere corrispondenza privata
viene stabilito che gli atti relativi vengano trasmessi al Ministero
da cui dipende che provocher contro il mittente quelle misure
disciplinari; che saranno ravvisate opportune (art. 31).
Nel giugno del 1874 vengono emanate
nuove norme per disciplinare la franchigia postale, in vigore dal 1
gennaio 1875.
Innanzi tutto viene enunciato per la
prima volta che la franchigia postale concessa esclusivamente al
carteggio del Re, e che questa franchigia illimitata,
sia per le corrispondenze in arrivo che
in partenza. Questa norma avr una continuit fino alle disposizioni
del 1945.
A questa franchigia totale si affianca
quella relativa al Sommo Pontefice e alla Santa Sede, gi concessa con
legge del 13 maggio 1871.
Per il carteggio governativo e degli
uffici statali in generale vengono emanate delle norme rivoluzionarie
che consistono nell'assoggettare la franchigia postale alle stesse
tariffe postali previste per le lettere private e di richiedere
l'obbligo dell'affrancatura con l'applicazione di speciali
francobolli di Stato (art. 3 Legge sulla franchigia postale del 14
giugno 1874).
Questa norma pare avere lo scopo di:
a) trasferire ad altro capitolo del
bilancio dello Stato le spese occorrenti per l'utilizzo del mezzo
posta le, cos da non fare gravare questa spesa sul passivo del
bilancio postale del Ministero delle Finanze;
b) limitare al massimo gli uffici
autorizzati all'uso della franchigia postale, cos da annullare
completa mente la possibilit di abusi da parte di uffici non aventi
diritto, e tra questi, in primis, i Comuni.
Di contro questa norma comporta per lo
Stato uno stanziamento di bilancio non indifferente - Lire
18.329.526,50 per l'anno 1876 - necessario per l'acquisto dei
francobolli e delle cartoline postali di Stato da parte
dell'amministrazione statale, oltre ad altre somme che non possibile
accertare e che consistono nella preparazione e fabbricazione delle
carte valori, nella loro distribuzione e nelle lunghe e costose contabilizzazioni a catena che questo carico comporta.
Con l'art. 11 la Legge del 14 giugno
1874 determina la riduzione delle tasse del 50% per le lettere spedite
dai Sindaci e dirette a Prefetti, Sotto-Prefetti, Uffici di P.S.,
Tribunali, Intendenze di Finanza, Distretti Militari e Carabinieri,
nonch per le corrispondenze sotto-fascia di tutti i Sindaci del
Regno fra loro e coi Comandanti di Corpo e coll'Uffizio centrale di
statistica, limitatamente agli affari dello stato civile, della leva e
della statistica.
Di seguito riportato il testo del R.D.
N.1822 "col quale viene regolata la franchigia postale" del 30 giugno
1864:
VITTORIO EMANUELE II
Per grazia di Dio e per volont della
Nazione
RE D'ITALIA
Visto l'articolo 32 della legge 5
maggio 1862; Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro dei
Lavori pubblici; Abbiamo decretato e decretiamo quanto segue:
Art. 1.
Si chiama franchigia postale
l'esenzione dal pagamento delle tasse stabilite dalle leggi pel
trasporto delle corrispondenze nell'interno dei Regno.
Art. 2.
La franchigia postale ristretta
alle corrispondenze dirette alla Famiglia Reale, ai Senatori e
Deputati durante l'intiera legislatura, ed al carteggio relativo al
pubblico servizio (articolo 32 della legge 5 maggio 1862).
Art. 3.
La franchigia del carteggio relativo
al pubblico servizio accordata non alla persona, ma alla carica; e
perch abbia il suo effetto necessario il concorso della qualit del mittente
unita a quella del destinatario.
La prima resulta da un'indicazione
che chiamasi contrassegno, l'altra apparisce dall'indirizzo della
corrispondenza.
Art. 4.
La franchigia illimitata, o
limitata.
La franchigia illimitata quella che
comprende il carteggio, i giornali e le stampe di qualsiasi
provenienza dell'interno, e sotto qualsiasi forma spediti alle persone
ammesse a goderne.
La franchigia limitata quella che
ristretta alle corrispondenze cambiate fra determinate persone nelle
forme, e nei limiti stabiliti.
Art. 5.
La franchigia limitata distinta in
tre specie, secondo la forma dell'involto delle lettere e dei pieghi,
cio: Massima per le lettere, e pieghi chiusi;
Media per le lettere chiuse, e pei
pieghi fasciati ;
Minima per lettere, e pei pieghi
fasciati.
Art. 6.
Le lettere, e pieghi diretti a
persone, che godono franchigia limitata, non debbono contenere carte ,
n altri oggetti estranei al servizio, ma esclusivamente la
corrispondenza d'ufficio, comprese per le carte manoscritte, e le
stampe, quando esse si riferiscono al pubblico servizio.
Sono assolutamente esclusi da tale
franchigia i giornali e le gazzette, le opere periodiche, i libri, le
stampe, i registri, e qualsiasi altro oggetto di simil genere.
Art. 7.
Le persone, che godono della
franchigia sia illimitata, che limitata, sono descritte in una
tabella, approvata d'ordine Nostro dal Ministro dei Lavori pubblici.
Art. 8.
Il contrassegno di due sorta, cio
a bollo, ed a mano. Il primo riservato alle Autorit supreme, ed a
quegli altri Impiegati dei diversi rami della pubblica amministrazione
che per necessit dei loro ufficio debbono mantenere la pi estesa
corrispondenza.
Del contrassegno a mano si servono
tutte le altre persone che godono franchigia.
Le condizioni relative alla forma, ed
all'uso dell'una, e dell'altra specie di contrassegno, come pure le
persone, che potranno servirsene, sono determinate dal Regolamento.
Art. 9.
E' approvato il Regolamento sulla
franchigia postale annesso al presente, e firmato, d'ordine Nostro,
dal Ministro dei Lavori pubblici.
Ordiniamo che il presente Decreto,
munito del Sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale
delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Torino add 30 giugno 1864.
VITTORIO EMANUELE
Abolita del tutto la franchigia postale, gli uffici
statali debbono affrancare le lettere con gli speciali francobolli di
Stato e apporre sulle corrispondenze il contrassegno che ne indichi la
provenienza.
Viene ammessa la raccomandazione della corrispondenza con
le tariffe e le modalit che regolano il trattamento delle
corrispondenze private (art. 4), ma utilizzando sempre i francobolli
del servizio di Stato.
A complemento vengono emesse delle speciali cartoline
di Stato che possono essere utilizzate dagli uffici governativi.
Per quanto riguarda l'applicazione pratica delle
norme che regolano le nuove disposizioni stabilito che l'indirizzo
sulle missive sia senza indicazione personale ; in caso contrario
le missive saranno trattate come corrispondenza privata .
La legge sulle nuove norme della franchigia postale
non stabilisce nuove tariffe per il carteggio ufficiale governativo;
queste vengono modificate con il Decreto Legge del 26.3. 75 come
appresso:
- fino a gr. 50 L. 0,20
- da gr. 51 a gr. 100 L. 0,30
- da gr. 101 a gr. 500 L. 1,00
- da gr. 501 a gr. 1000 L. 2,00
- da gr. 1000 a gr. 3000 L. 5,00
-
da gr. 3001 a gr. 5000 L. 10,00
proseguendo poi con L. 2 per ogni
maggior peso di 1000 gr. o frazione di 1000 gr.
Rispetto alle precedenti tariffe che restano in vigore fino al 31
marzo 1875, e che qui si riportano, viene elevato il peso delle
lettere che passa da gr. 15 a gr. 50 e cos via per i porti
successivi.
Eccole in dettaglio:
- fino a gr. 15 L. 0,20
- fino a gr. 30 L. 0,40
- fino a gr. 45 L. 0,60
- da gr. 50 a 100 L. 0,80
- da gr.
100 a gr. 150 L. 1,00
proseguendo poi con tariffe di L. 0,20 ogni 50
grammi fino a 500 grammi.
Come i lettori sanno i francobolli per il servizio di stato furono
emessi nei seguenti tagli: c. 2, 5, 20, 30, L. 1, 2, 5, 10; quindi
indubbio che vennero concepiti per le nuove tariffe postali che, come
abbiamo detto, entrarono in vigore il 01.04.1875.
E' interessante notare che per i primi
tre mesi di attuazione delle nuove normative con le vecchie tariffe vi
furono delle affrancature anomale, o quanto meno interessanti che
varrebbe la pena di esaminare approfonditamente.
Ecco le destinazioni principali, secondo
le tariffe postali in vigore dal 1.4.1875, di ogni singolo
taglio di francobolli:
c. 2:
carte manoscritte, stampe, fino a gr.40
campioni merci fino a gr.40
giornali spediti isolatamente fino a gr.40
c. 5:
lettere o pieghi fino a gr.50 dirette
nel distretto
c. 20:
lettere e pieghi fino a gr.50
c. 30:
lettere e pieghi fino a gr.100
L. 1: lettere e pieghi fino a gr.500
L. 2: lettere e pieghi fino a gr.1000
L. 5: lettere e pieghi fino a gr.3000
L.10: lettere e pieghi fino a gr.5000
La variet delle tariffe base molto
limitata dai pochi servizi accessori effettuati dal servizio di Stato.
In pratica estesa alla sola raccomandazione, con esclusione
dell'assicurazione, delle ricevute di ritorno, e degli altri servizi
accessori che l'amministrazione delle poste effettua per il servizio
postale privato .
da notare che per aver diritto al
trasporto con i francobolli del servizio di stato occorre che le
missive non solo partano da un ufficio statale, ma che siano dirette:
- alle Presidenze delle Camere
legislative;
- ad altri uffici governativi o alla
Real Casa;
- a Ufficiali del Governo isolati o in
missione;
- ai Sindaci dei Comuni, ai Corpi
morali, e agli Istituti o Uffici ai quali siano affidati per Legge
pubblici servizi.
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Stampato recante "l'elenco delle
autorit giudiziarie ammesse a corrispondere in esenzione delle
tasse postali", affrancato con un c. 2 "Francobollo di Stato" e
spedito da Soave il 31.12.2025 ultimo giorno di validit (Coll.
B.E.). |
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Dal Commissario Distrettuale di
Cittadella (Padova) il 24.06.2025 al Sindaco di Grantorto
Padovano. Si noti la striscia di cinque del c. 2 angolo e bordo
di foglio (Coll. B.E.). |
Rispetto agli obiettivi che si era
posto, probabile che la nuova legge sulla franchigia postale abbia
raggiunto i suoi scopi; ma certo che questi scopi erano surrettizi e
limitati. Infatti lo scopo di bilancio appare come un problema
burocratico e tale da non risolvere il vero problema
dell'amministrazione statale che era quello di limitare e ridurre il
deficit causato dall'onere della corrispondenza inoltrata in
franchigia postale; mentre per l'altro problema, cio quello di
limitare la franchigia alle sole amministrazioni statali escludendo i
comuni e gli enti parastatali, si pone come obiettivo molto limitato e
condotto con mezzi inefficaci. Per evitare l'illegale inoltro per
posta della corrispondenza comunale e parastatale pi proficua appare
la via delle riduzioni tariffarie cos da eliminare il gravose carico
fiscale ai comuni o quante meno a ridurlo in termini accettabili.
L'altra via quella di una maggiore
vigilanza postale affinch le lettere trasmesse dai comuni siano
regolarmente affrancate senza ricorrere al mastodontico artificio di
unilegislazione speciale per le franchigie postali.
E di questa limitazione
l'amministrazione delle poste se ne accorge di l a poco, quando con
la Legge che approva il bilancio di previsione dell'anno 1876,
del 30.6.1876, si determina che con il 1 gennaio 1877
sono aboliti i francobolli e le cartoline postali di Stato (art. 4).
Nel novembre del 1876 viene
emesso un nuovo decreto che disciplina la materia.
In primo luogo il riconoscimento che la
franchigia postale spetta al Re, non chiaramente enunciata, ma in nuce;
in secondo luogo l'estensione dell'esenzione delle tasse postali al
carteggio ufficiale governativo, purch sia munito del contrassegno
dell'Ufficio speditore.
Si nota in questo decreto un
ammorbidimento della linea fino ad allora usata della rigida
esclusione degli uffici non governativi, anche se solo destinatari.
Questa volta viene ammesso che Societ, Uffici ed Istituti non a
carico del bilancio dello Stato e che per contratto svolgono
particolare attivit (vedasi ad esempio le societ che costruiscono o
gestiscono le strade ferrate o ferrovie) possano godere della
franchigia, nei limiti del loro servizio. Nello stesso tempo le
lettere dirette a comuni sono ammesse alla franchigia se provenienti
da un ufficio amministrativo.
Le altre disposizioni inerenti il piego
e la lettera, l'uso del contrassegno, il divieto dell'indirizzo
nominativo, la raccomandazione del carteggio o lettera, il divieto di
assicurare il carteggio, seguono le norme precedenti senza particolari
variazioni se non di forma.
Una novit la possibilit per i
sindaci di spedire in esenzione di tassa fogli aperti, diretti agli
uffici statali e agli stessi sindaci indicati nella precedente
legislazione.
La primitiva distinzione tra tipo di
franchigia, massima, minima, ecc. viene abbandonata e in sua vece
viene precisato se l'ufficio pu spedire lettere o pieghi chiusi o
fasciati.
Avviene che tutti gli uffici possono
spedire lettere chiuse, molti anche i pieghi, mentre per altri i
pieghi possono essere spediti solo aperti o fasciati che dir si
voglia.
Con questo decreto siamo praticamente
agli inizi della moderna legislazione sulla franchigia postale.
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