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Appena terminate le operazioni militari nella guerra italo-etiopica
del 1935/36 la Marina si impegn a risolvere l'importante problema di
creare nello scacchiere Mar Rosso - Oceano Indiano un'organizzazione
militare tale da fronteggiare le esigenze di questa nuova colonia cos
lontana dalla madre patria e che ponesse le premesse di proteggere le
coste della colonia contro qualunque offesa venisse dal mare e, dati i
tempi di prevedibile espansione coloniale, di contrastare i traffici
marittimi inglesi e francesi nel Golfo di Aden.
In Etiopia furono potenziati i porti di Massaua e di Assab e in
Somalia si migliorarono gli impianti di Mogadiscio e Chisimaio
organizzando le reti di avvistamento, la difesa contraerea, le
stazioni semaforiche. A Massaua furono inviati a rimorchio 2 bacini
galleggianti per la riparazione in loco del naviglio, nonch navi
appoggio di vario genere.
Allo scoppio delle ostilit la Marina aveva in AOI una struttura
difensiva embrionale, che in tutta fretta dovette essere modificata
quando ci si accorse che la colonia sarebbe stata investita da terra.
Vennero modificate, ove possibile le postazioni difensive, utilizzando
anche i cannoni delle navi in disarmo, vennero ripristinati e posti in
batteria cannoni che si trovavano in magazzino perch considerati
vetusti, si utilizzarono perfino vecchi Skoda giacenti in un ricovero
e dimenticati l da tempo, nonch cannoni Krupp destinati
all'Afghanistan rinvenuti nelle stive di un piroscafo tedesco.
Il personale della Marina disponibile era costituito da 4.500 uomini
dei quali 140 ufficiali e 600 sottufficiali, oltre a un reggimento di
fanteria di Marina a Chisimaio.
Dei porti dell'A.O.I. solo il porto di Massaua era dotato di
un'organizzazione militare e logistica pienamente soddisfacente. Molto
pi modesta la struttura di Assab e d Chisimaio, praticamente
inesistenti altri approdi nella costa Somala.
Sin dal tempo della guerra etiopica era stato istituito il Comando
superiore di Marina in A.O.I., sigla Marisupao, retto da un
contrammiraglio con sede in Massaua.
Questo Comando aveva alle proprie dipendenze i seguenti Comandi, Enti
a terra e servizi in A.O.I.:
- Comando superiore navale
- Comando Marina Massaua
- Comando Marina Assab
- Comando Marina Chisimaio
- Direzione servizi r.t. della Marina in A.O. con sede in Addis Abeba.
Questi Comandi avevano a loro volta giurisdizione su altri servizi e
Comandi.
Inoltre erano direttamente dipendenti dal Comando superiore della
Marina, all'inizio delle ostilit, le seguenti unit navali:
- Nave Coloniale: Eritrea;
- 5a squadra C/T: Pantera, Tigre, Leone;
- 3a squadra C/T: C. Battisti, N. Sauro, D. Manin, F. Nullo;
Flottiglia sommergili:
1) somm. oceanici: Archimede, Galilei, Torricelli, Ferraris, Galvani,
Guglielmotti;
2) somm. costieri: Perla, Macall.
Le seguenti unit erano invece alle dipendenze del Comando Marina di
Massaua:
- torpediniere: V.G. Orsini, G. Acerbi;
- MAS: 204, 206, 210, 213, 216;
- Postamine: Ostia;
- Cannoniere: G. Biglieri - Porto Corsini.
Oltre a varie unit ausiliarie suddivise tra i porti di Massaua,
Assab, Mogadiscio, e Chisimaio che comprendevano: 5 cisterne, 8
rimorchiatori, vari dragamine.
Per il personale della Marina in AO non venne estesa la convenzione
del 25 Luglio 1892 che regolava la corrispondenza con e da le navi
militari. Non si conosce la fonte del provvedimento e la data della
sua emanazione, forse di fonte vicereale, ma sta di fatto che ai
militari imbarcati sulle navi e negli enti a terra venne vietato di
consegnare le corrispondenze ai rispettivi comandi per l'inoltro e
agli stessi comandi di raccogliere quelle in partenza per formarne
dispacci.
Ma a questa limitazione dell'art. 1, secondo comma, della "convenzione
postale" a non seguiva una analoga per le corrispondenze ufficiali tra
i comandi delle navi e il Ministero, di cui all'art. 3 di detta
convenzione.
Questa limitazione, che non trova riscontro in nessun altro settore
ove operavano le nostre navi militari, fa s che non si conoscono
lettere provenienti dall'AO del personale militare imbarcato o a terra
e rarissime sono quelle corrispondenze ufficiali che usarono la
franchigia postale della marina.
Debbono altres considerarsi interessanti e inconsuete le lettere
recanti annulli di posta militare o civile che recano timbri di
censura navale. Infatti non essendo autorizzati i servizi di
Commissariato a raccogliere dispacci non potevano controllare la
corrispondenza e di conseguenza non potevano neanche censurarla, cosa
che veniva demandata alla censura che operava presso gli uffici
postali.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5).
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