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1
- L'armistizio breve
Il 3 Settembre 1943, dopo laboriose trattative
veniva segretamente firmato a Cassibile dal Gen. Smith in nome del
generale Eisenhower e dal Gen. Castellano in nome del Maresciallo
Badoglio il cos detto armistizio breve (Short Military Armistice),
che al punto 4 faceva cenno alle condizioni a cui doveva sottostare
la nostra flotta. Il punto 4 enunciava:
"Trasferimento immediato
della flotta italiana e degli aerei italiani in quei luoghi che
potranno essere designati dal Comandante in Capo alleato per supplire
alle necessit del suo programma militare-navale".
A questo armistizio
breve era annesso un promemoria, conosciuto col nome di "documento di
Quebec" con vari suggerimenti circa il modo come l'Italia avrebbe
dovuto affrontare l'armistizio e collaborare alla causa alleata.
Per
quanto riguarda la Marina (e l'Aeronautica) era scritto: "Il Governo
Italiano deve al momento dell'armistizio dare ordini alla flotta
italiana di salpare per porti alleati... ".
In conseguenza il Comando
Supremo il 6 Settembre diram ai Capi di S.M. delle forze armate le
disposizioni che riportiamo:
"d) Unit da guerra italiane: debbono
uscire al pi presto in mare tutte quelle in condizioni di navigare,
per raggiungere i porti della Sardegna, della Corsica, dell'Elba
oppure di Sebenico e Cattaro; tutte le unit non in condizioni di
muovere, oppure che in uno dei porti di rifugio di cui sopra verranno
a trovarsi in condizioni di cadere in mano germanica, dovranno essere
autoaffondate ".
2 - L'Armistizio
Alle ore 18,30 dell'8 Settembre
Radio Algeri annunci l'entrata in vigore immediata dell'armistizio coll'Italia.
L'imprevisto anticipo imped di prendere le
predisposizioni ordinate ed anche di avvertire tutti i comandi
sottordine.
Alle ore 22,30 dell'8 settembre l'ammiraglio Bergamini,
comandante della squadra da battaglia a La Spezia, conferm di non
sapere quali ordini sarebbero stati impartiti dal Ministro della
Marina a quell'ora convocato dal Maresciallo Badoglio, fatto sta che
alle ore 03,00 del mattino del 9 le navi della squadra da battaglia
presenti a La Spezia e Genova erano fuori della rada, dirette per
l'ancoraggio a La Maddalena, evidentemente destinazione provvisoria se
alle ore 06,42 Supermarina invi un cifrato alla 5^ Divisione che era
a Taranto, con l'ordine di partire immediatamente per Malta con le
navi dipendenti, escluso lo Scipione comandato a Pescara a prelevare
il re.
La formazione che dirigeva intanto per Maddalena era composta
da:
9^ Divisione navale: Roma - Vittorio Veneto
7^ Divisione navale:
Eugenio di Savoia - Duca D'Aosta - Montecuccoli
8^ Divisione navale:
Duca degli Abruzzi Garibaldi - Attilio Regolo
12^ squadriglia
cacciatorpediniere: Mitragliere - Fuciliere - Carabiniere - Velite
14^
squadriglia cacciatorpediniere: Legionario - Oriani - Artigliere -
Grecale - Libra.
Ma intanto gli avvenimenti precipitavano. Verso le
ore 13,00 Supermarina, avvertita che forze germaniche avevano occupato
La Maddalena, ordinava alla Forza Navale di dirigere a Bona.
Alle
14,24 il messaggio fu ricevuto sulla Roma e alle 14,45 la Forza Navale
invert la rotta, dirigendo nuovamente verso l'Asinara.
3 -
L'affondamento della Roma
Alle ore 15,10 vi fu un primo allarme aereo,
dopo quelli della mattina. Si trattava di una formazione di Junker
tedeschi che presero a bersaglio particolarmente le corazzate. Le
navi, appena percepirono lo sgancio delle bombe iniziarono il fuoco.
Nessuna nave venne colpita in questo primo attacco.
Alle 15,50 fu
avvistato un nuovo gruppo di bombardieri contro i quali fu subito
aperto il fuoco. In questo secondo attacco due bombe caddero sulla
Roma a intervallo di pochi minuti una dall'altra, nonostante che la
nave avesse gi accostato nel corso della contromanovra difensiva che
stava eseguendo.
Alle ore 15, 52 scoppia la grossa bomba a razzo, e
poi si odono forti esplosioni in successione. Si sviluppa un'enorme
nuvola di fumo nero mista ad altissime fiamme.
Alle 16,12 la Roma, che
appare fortemente sbandata sulla dritta, percorsa da un vasto
incendio in corrispondenza delle torri prodiere. Si spezza la chiglia:
in pochi istanti i due tronconi si mettono verticali e affondano. Su
1.948 persone imbarcate sulla nave si ebbero 1.352 morti, dei quali
1.326 all'atto dell'affondamento e 26 tra i 622 naufraghi recuperati.
4 - Malta
Le prime navi ad arrivare a Malta, la sera del 10, furono
quelle della 5^ Divisione partite da Taranto (Duilio, Doria, Cadorna,
Pompeo Magno, C/t Da Recco). Il mattino del giorno dell'11 arrivarono
le navi della 7^, 8^, 9^ Divisione e la 14^ squadriglia ct. eccetto le
unit che erano rimaste sul luogo della tragedia della Roma per
raccogliere i superstiti. Il 12 giunsero a Malta la Cesare e la Miraglia.
5 - Il gruppo Mitragliere
Facevano parte del gruppo, che si
era prodigato per raccogliere i superstiti della Roma le unit:
Mitragliere, Regolo, Fuciliere, Carabiniere. Rimasti tagliati fuori
dal grosso delle forze navali e non conoscendo le clausole
d'armistizio, dopo una rapida consultazione, i Comandanti delle navi
ritennero opportuno precedere verso le Baleari.
Alle ore 8 del 10
Settembre le quattro navi entrarono a Port Mahon. Queste unit, pi
altre 5 che vi giunsero in seguito, rimasero internate in Spagna per
16 mesi e 5 giorni, cio fino al 15 gennaio 1945, quando poterono
lasciare i porti dell'internamento.
6 - Il gruppo Pegaso
Il gruppo
Pegaso (Pegaso, Impetuoso, Orsa) ultimato il salvataggio del personale
della Roma si diressero per raggiungere le altre unit della forza
navale. Lungo quella rotta le tre torpediniere furono ripetutamente
attaccate da aerei tedeschi. Perso ogni contatto con le altre navi
anche questo gruppo decise di dirigersi verso un porto neutrale.
L'Orsa dette fondo alle ore 10,23 del 10 Settembre a Maiorca ove
chiese di sbarcare i numerosi feriti e di ottenere il rifornimento nel
caso fosse stato possibile riprendere il mare. L'11 Settembre
giunsero anche il Pegaso e l'impetuoso.
Per evitare l'internamento
queste due navi, dopo sbarcati i feriti ripartirono alle 3 del mattino
del 12 e giunte in fondali superiori ai 100 metri si autoaffondarono.
L'Orsa rimase invece a Pollensa, fu internata e poi pass alle
dipendenze del gruppo Mitragliere seguendo le sue sorti.
Nel periodo
di internamento in Spagna le navi italiane utilizzarono gli uffici
postali di bordo, ma la corrispondenza dei marinai con le famiglie era
difficoltosa o impossibile a motivo dei collegamenti postali
internazionali e della limitazione della corrispondenza.
Infatti la
Spagna aveva simpatie politiche con l'Italia fascista e tramite
l'ambasciata d'Italia a Madrid la posta veniva istradata nelle
localit del Nord.
Per le localit del Sud la corrispondenza entro il
1943 non poteva essere recapitata.
Ne esempio la busta riprodotta
alla figura 1. La lettera parte di Palma di Majorca il 6.12.43 e porta
le annotazioni manoscritte "via Gibilterra" e "posta per internati di
guerra". Il mittente un marinaio della R.Nave Orsa.
Con questo
stratagemma il militare sperava di far giungere proprie notizie alla
famiglia dimorante a Sapri.
Le annotazioni della Amministrazione
postale spagnola poste sulla busta "devuelta al remitente" e "sin comunication postal" sono chiare in proposito: il collegamento postale
tramite Gibilterra non era funzionante.
Solo in un secondo tempo le
lettera venne inoltrata, probabilmente per la stessa via, per come
attestano la fascetta di censura inglese e il bollo A.C.S. di duplice
foggia. La lettera arriva a Sapri il 20 maggio 1944.
7 - Il gruppo
Aliseo
Il gruppo Aliseo era composto da 10 torpediniere, 8 corvette, 2
sommergibili, 1 motosilurante, 4 VAS e 2 cacciasommergibili.
Le navi
giunsero a Palermo il giorno 12. La sosta a Palermo fu di una
settimana e nel frattempo affluirono in quella localit, che era sotto
controllo americano, altre unit sottili. La partenza per Malta
avvenne il 19 settembre con 39 unit divise in tre gruppi.
8 -
Alessandria d'Egitto
Allo scopo di decongestionare il porto di Malta
gli inglesi decisero di spostare una parte della nostra flotta ad
Alessandria d'Egitto. Alle ore 8,30 del 14 Settembre lasciarono Malta
le seguenti navi:
7^ Divisione: Eugenio di Savoia Duca D'Aosta Montecuccoli Cadorna
9^ Divisione: Vittorio Veneto e Italia
ct.: Da
Recco Velite Artigliere Grecale.
Le navi arrivarono ad Alessandria il
mattino del 16 Settembre per restarvi fino al 16 Ottobre.
La sosta ad
Alessandria non fu delle migliori tanto che i nostri equipaggi ebbero
un trattamento peggiore di normali "internati". Gli Inglesi imposero
il divieto di scendere a terra; una stretta sorveglianza e una
disciplina troppo rigida. A ci si aggiunga che la sosta in rada
permetteva raramente di prendere il bagno intorno ai bastimenti a
ristoro di un clima umido e caldo e la difficolt di ottenere
rifornimenti, specie l'acqua.
Ma anche questa esasperante prova fin.
In seguito all'accordo Cunnigham De Courten del 23 Settembre, che
stabiliva le modalit per l'utilizzazione delle navi italiane nella
lotta contro la Germania, il 4 Ottobre le nostre navi lasciarono Malta
per Taranto, mentre le navi di Alessandria d'Egitto iniziarono il
rimpatrio il 16 Ottobre 1943.
L'Armistizio comport per l'Italia il
dissolvimento del suo esercito, e della sua marina. Come si vedr
meglio nei quadri in appresso le navi di battaglia che si rifugiarono
a Malta non vennero restituite all'Italia "cobelligerante"oppure lo
furono in epoca molto tarda.
3 navi da battaglia (Cesare, Duilio e
Andrea Doria) lasciarono Malta nel Giugno 44 e altre 2 (l'Italia e
Vittorio Veneto) rimasero nel grande lago Amaro fin oltre la fine
della guerra.
Gli incrociatori furono utilizzati o in Atlantico (Duca Abruzzi e Duca D'Aosta) o in scorta convogli alleati nel mediterraneo.
La potenza militare navale dell'Italia viene ridimensionata
dall'armistizio. Alla fine della guerra questo indirizzo verr
confermato col divieto di costruire navi superiori alle 10.000 tonn. e
alla forte riduzione della sua flotta ceduta ad altri paesi in conto
riparazioni di guerra.
Ogni guerra non indolore anche quella in cui
si perso a met; anche quella in cui si vinto a met.
Infine a
chiusura di queste note, una considerazione sul servizio postale
delle navi internate.
E' innegabile che il periodo considerato (10
settembre/4 ottobre per Malta; 16 settembre 16 ottobre per
Alessandria; settembre 43 aprile 45 per la Spagna) breve, ma anche
vero che in questo periodo vi fu una forte concentrazione di navi in
quei porti e quindi le corrispondenze non dovrebbero essere rare in
periodo normale. Poich per lettere di questo periodo risultano
scarse o inesistenti, ne consegue che vi dovette essere una qualche
disposizione inglese che limit, se non addirittura viet, l'invio di
corrispondenza alle famiglie del personale di bordo.
Le due navi
internate sul grande lago Amaro avevano un equipaggio ridotto ma erano
pur delle corazzate. Evidentemente la scarsissima disponibilit di
lettere provenienti da queste navi deriva dalla situazione interna
dell'Italia e della difficolt dei collegamenti interni piuttosto che
di quelli esterni.
Anche per le navi rifugiate nei porti spagnoli si
incontra difficolt a reperire lettere da militari imbarcate sulle
navi internate ma per questo scacchiere le difficolt sono derivate da
difficili collegamenti internazionali e interni.
Le nostre conoscenze
del servizio postale per gli internati di guerra su navi militari sono
piuttosto scarse.
Si sa che era funzionante l'ufficio postale e la
censura di bordo.
Non si conosce se vi era una limitazione all'inoltro
della corrispondenza cos come avveniva per i prigionieri di guerra.
Pare che non esistesse un canale privilegiato, come nel caso della
croce rossa, per l'inoltro della corrispondenza.
Non si conosce se a
bordo delle navi internate l'equipaggio era stato ridotto allo stretto
indispensabile.
Vedi (Fig.
1), (Fig.
2).
I SOMMERGIBILI C.B. NEL MAR NERO
Nel maggio 1942
iniziarono a operare nel Mar Nero i sommergibili CB 1, 2, 3, 4, 5 e 6.
A causa della ridotta attivit navale avversaria dopo la caduta di Sebastopoli e per l'impossibilit di operare nei mesi invernali nelle
acque del Mar Nero, nel Dicembre 1942 i CB 1, 2, 3, 4 e 6 vengono
trasferiti a Costanza. Il CB 5 era andato perduto il 13.6.42.
All'inizio del 1943 erano stati presi accordi per la cessione dei CB
alla flotta tedesca. Successivamente i tedeschi rinunciarono e la
Marina italiana ne dispose il riarmo dal Giugno 43.
Alla data
dell'armistizio i cinque "CB" si trovavano a Sebastopoli, con i
seguenti comandi.
-Comando Gruppo C.B. Costanza
-Base avanzata gruppo C.B. Sebastopoli
Quello che successe dopo l'8.9.43 non del tutto
chiaro, e le fonti consultate divergono notevolmente una dall'altra.
Secondo fonti navali "risulterebbe che fino al novembre 43 essi
abbiano continuato l'attivit al fianco dei tedeschi effettuando
alcune missioni di agguato e trasferendosi quindi a Costanza".
Qui,
prosegue lo scritto di Elio And e Emilio Bagnasco, il 30 novembre le
unit furono catturate dai romeni. Nel gennaio successivo, in seguito
all'accordo Mussolini-Romanescu i battelli furono ceduti dalla Romania
alla marina della RSI che provvide ad armarli con proprio
personale..."(1)
L'Ufficio storico della Marina militare invece sostiene
che i smg CB1, 2, 3, 4 e 6 vengono dismessi "nei primi giorni del
settembre 43, ceduti alla Marina romena". La stessa fonte afferma
"Risulterebbe che, quando nell'agosto 44, fu stipulato l'armistizio
tra gli Alleati e la Romania, queste unit siano state autodistrutte o
affondate".(2)
Gli equipaggi della squadriglia si
servivano normalmente della
Feldpost 23493.(3)
Un documento della Wehrmacht del 2 dicembre 1943
afferma: "la flottiglia di sommergibili italiani si era impegnata per
iscritto tanto da parte del comandante come da parte degli equipaggi a
mettersi a disposizione della Wehrmacht dopo il tradimento di Badoglio
ed era d'accordo di entrare in azione sotto il comando
dell'Ammiragliato del Mar Nero.
Senza accordarsi con i comandi
tedeschi, ma previ accordi con le autorit rumene, si ora
consegnata alla Marina rumena. Come scusa viene detto che gli
equipaggi sono fedeli al re. 5 dei 6 sommergibili sono ora in possesso
dei rumeni. Il generale comandante delle truppe tedesche e
l'ambasciatore tedesco hanno gi protestato presso il Presidente del
Consiglio ed hanno chiesto la restituzione dei sommergibili e il
trattamento riservato ai disertori per gli italiani."(4)
Una fonte
tedesca, attendibile, afferma che il personale a terra della base di
Costanza l'8 settembre 43 confermava la sua fedelt al re e chiedeva
la protezione del Governo rumeno, mentre gli equipaggi si dissero
disposti a "continuare la guerra a fianco dei tedeschi".
Nel mese di
novembre il capo flottiglia e i suoi uomini decidono di rivedere la
loro adesione e il 30 settembre quando i tedeschi preoccupati delle
"voci" si recano a Costanza, "gli alloggi degli italiani erano gi
occupati dai rumeni, e sui sommergibili sventolava la bandiera
rumena".(5)
Il personale addetto, dichiarando la propria fedelt al re,
venne internato dalle autorit rumene.
Nell'aprile 1944 - afferma la
stessa fonte - vennero inviati a Costanza specialisti e nuovi
equipaggi per i sommergibili CB, ma la marina rumena ritard con ogni
possibile sotterfugio la consegna delle unit.
Il 16 luglio 1944,
pressati dalle insistenze tedesche, i rumeni restituirono 4 dei 5
sommergibili all'Italia fascista.
Vennero subito ripresi i lavori di
riparazione delle unit. Quando per il 29 agosto la Romania usc dal
conflitto i sommergibili vennero perduti. Il personale italiano riusc
a rientrare in Italia.
Sulla base di tali notizie storiche si evince
che la squadriglia dei sommergibili nel Mar Nero fece uso del proprio
bollo con la dizione "Squadriglia sommergibili C.B" adoperato prima
dell'8.9.43.
Dopo questa data possibile l'uso del medesimo bollo e
della Feldpost tedesca per il periodo che va dal 9.9.43 fino alla fine
del novembre del 1943, e dall'Aprile al 29 agosto 1944.
Il numero di
Feldpost adoperato dai militari italiani nel Mar Nero il 23493 per
il periodo settembrenovembre 43, mentre per il periodo aprile-agosto
44 si sconosce il numero adoperato.
Dopo questa data le sole
corrispondenze possibili riguarderebbero i militari internati in
Romania.
Vedi (Fig.
3), (Fig.
4).
LA BASE DI BORDEAUX
La base atlantica di Bordeaux ader per
intero alla Repubblica Sociale Italiana.
Il 19 settembre tutti i 105
ufficiali e i 1.900 sottufficiali e marinai si impegnarono a
combattere a fianco dei tedeschi. In seguito altri marinai dislocati
in Francia presso vari comandi seguirono il loro esempio. 70 ufficiali
e 450 marinai si dichiararono disposti a collaborare come
ausiliari, mentre 20 ufficiali e 480 sottufficiali e marinai
rifiutarono la collaborazione.
In seguito questi elementi formarono la
"1^ divisione di fanteria di marina" che dopo varie vicissitudini in
quanto i tedeschi non intendevano utilizzarli, vennero avviati in
Germania aggregati alla Divisione fanteria di marina "San Marco".
All'8.9.43 dipendevano dall'XI Grupsom (Bordeaux e Danzica) i seguenti
battelli:
| Cagni |
in missione
nell'Oceano Indiano; |
| Finzi |
in missione a
Bordeaux; |
| Torelli |
in missione a
Singapore; |
| Bagnolini |
in missione a
Bordeaux; |
| Cappellini |
in missione a
Sabang; |
| Giuliani |
in missione a
Singapore; |
| S.1-9 |
a Danzica. |
Il Torelli,
Cappellini e Giuliani furono catturati dai giapponesi.
La base
atlantica continu a usare i propri francobolli e i propri bolli e
anzi l'11 ottobre 43, per sottolineare la loro scelta vennero
soprastampati vari valori dell'imperiale con la dicitura
"Italia/Repubblicana/Fascista/Base/Atlantica".
Nello stesso tempo il
comando tedesco e la decima Mas tentarono di costituire una divisione
di marina raccogliendo personale militare sbandato.
Tali militari
usufruirono del servizio postale tedesco, la Feldpost, e alla loro
formazione, che per inciso fu di breve durata, venne attribuito il
numero di Feldpost 02660 dal 12.10.43 al 9.3.44.
In seguito alle poche
forze rimaste a Bordeaux venne assegnato il numero Feldpost 85071 dal
9.3.44 al 4.7.44.
LA SEZIONE TATTICA SOMMERGIBILI A DANZICA
A
completamento della interessante relazione presentata dal Dr.Sottotetti,
si segnala che la sezione venne sciolta nel settembre 43 e parte dei
sommergibilisti aggregati ai reparti nebbiogeni.
Prima dell'8.9.43 i
reparti della marina utilizzarono la posta militare 145 sez. A; in
seguito la Feldpost 08204 e 86402.
Vedi (Fig.
5), (Fig.
6).
COMANDO SUPERIORE NAVALE DEL
LEVANTE (Maricosulev Haifa)
Il Comando Superiore Navale del Levante
venne costituito a Haifa il 16 ottobre 1943 con equipaggi e battelli
sfuggiti alla cattura in Egeo o riparati dopo l'armistizio a Malta.
Ebbe alle proprie dipendenze le seguenti forze:
- Gruppo sommergibili
del Levante
Smg Atropo, Zoea, Menotti, Bragadin, Corridoni, Alagi e
Galatea.
I sette sommergibili arrivarono nella seconda decade di
ottobre 43 direttamente da Malta dove erano rimaste internate per un
breve periodo di tempo.
Nella seconda met di novembre 4 sommergibili
rientrarono in Italia. Altri due rientrarono nell'autunno del 1944.
- Gruppo navi del Levante
M/veliero Postiglione, rim.Gaeta, p/fo
Aguglia, M/pesca Garibaldi, Sant'Antonio e Navigatore.
Sempre alle
dipendenze del Gruppo Navi del Levante vennero poste le due
motozattere 722 3 729 giunte a Porto Said dall'Egeo.
Sulla
corrispondenza veniva apposto un bollo di franchigia di due fogge con
la scritta "Comando Superiore Navale del Levante."(4) Vedi (Fig.
7).
(1) E.And-E.Bagnasco Navi e marinai d'Italia, pag. 378. Ermanno
Albertelli editore Parma
1981.
(2) Ufficio storico della Marina
militare. La Marina italiana nella 2^ guerra mondiale, navi militari
perdute, pag. 107 Roma 1975.
(3) C.Balestra-A.Cecchi I servizi postali
della marina italiana nella 2^ guerra mondiale, pag. 135 G. Orlandini
Editore Firenze 1974.
(4) (Notizie riprese dall'articolo di Roberto
Colla dal titolo "Comando Superiore Navale del Levante" apparso sul
numero 188, alle pagine 8 e 9 dell'aprile 1992 della Tribuna del
Collezionista).
(5)
G.Schreiber - I militari italiani internati nei campi di
concentramento del terzo reich 1943-1945, pagg.280/1.
1943-1945
COBELLIGERANZA CON GLI ALLEATI. Vedi (Fig.
8).
QUADRO DELLE UNITA'
PERDUTE O DISARMATE DALL'8.9.43 AL 31.12.43. Vedi (Fig.
9), (Fig.
10), (Fig.
11).
QUADRO DELLE NAVI
INTERNATE DOPO L'8 SETTEMBRE 1973. Vedi (Fig.
12), (Fig.
13).
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