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L'isola
di Creta era presidiata dalla Divisione "Siena" e dalla Brigata
"Lecce" con una forza complessiva di 21.700 uomini. Di questi circa
20.000 vennero disarmati e si dichiararono disposti a continuare a
combattere con i tedeschi.
Gli altri vennero considerati fuggiaschi.
Per uno strano fenomeno, ma non si deve dimenticare che le forze
armate a Creta dipendevano direttamente dai tedeschi, la quasi
totalit dei militari italiani si accordarono con i tedeschi, tanto
che venne costituita la "Legione italiana Kreta", articolata su
quattro battaglioni.
I militari che non aderirono si stimano non
arrivassero a 2.000 unit.
Nel dicembre 1943 i militari internati
presenti nell'isola erano circa 1.000.
A Creta ci si accorse subito
che era necessario evacuare l'isola a causa della scarsezza di viveri
e quindi vennero trasferiti in Grecia non solo tutti i militari
internati, ma anche una notevole aliquota di militari cooperatori.
Il
fatto che da Creta risultano imbarcati circa 20.000 internati militari
diretti al Pireo, significa che tali prigionieri provenivano da Rodi e Scarpanto e poi da Creta inviati in Grecia.
Le corrispondenze dei
militari prigionieri a Creta sono estremamente infrequenti a
testimonianza che nell'isola rimasero pochi prigionieri e per un
breve periodo di tempo.
(1) cifra desunta dal fatto che il 23 e 24
settembre 43 risultano sgomberati 8.000 prigionieri. Nel solo mese di
settembre vennero imbarcati e sbarcati nel porto di Creta 10.543
internati, mentre nelle altre isole risultano imbarcati e sbarcati
18.065 internati militari italiani con destinazione probabile
all'interno delle isole.
(2) Secondo dati della marina tedesca
risultano sbarcati al Pireo, in ottobre, 2.398 uomini provenienti da
Creta.
(3) cifra desunta da dati dell'ufficio trasporti marittimi del
Pireo
(4) i superstiti del Petrella, 527 uomini, furono trasportati a
Suda.
(5) Non risultano pi prigionieri italiani nell'isola.
(6)
segnalato l'arrivo di due navi con "prigionieri di Creta" senza
precisarne il numero.
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