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In questo articolo vengono brevemente descritte le azioni cui
parteciparono i Bersaglieri del Po nella guerra d'indipendenza
italiana del 1848.
Questo corpo chiamato anche Compagnia Ferrarese di Bersaglieri o
anche Cacciatori del Po faceva parte dell'insieme di forze che Papa
Pio IX invier a sostegno della causa italiana, poich era noto
l'attrito tra Chiesa e Austria a riguardo l'occupazione del Ferrarese
da parte delle truppe austriache, territorio che era rivendicato dalla
Chiesa come facente parte dello Stato Pontificio.
I Pontifici avevano costituito una divisione agli ordini del Gen.
Giovanni Durando composta da 10 a 11.000 uomini, su 10 battaglioni, 5
squadroni di cavalleria, 2 di Dragoni, 1 Compagnia Carabinieri e altri
reparti minori.
A fianco di queste truppe regolari viene costituita una divisione di
volontari composta da 14 battaglioni, un piccolo squadrone di
cavalleria e servizi. In tutto circa 7.000 uomini.
Sono noti molti bolli di franchigia delle truppe che parteciparono
alla campagna del 1848, specialmente dei reparti volontari e dei corpi
franchi o battaglioni che dir si voglia. Molto noti e abbastanza
comuni i bolli dei cacciatori del basso e dell'alto Reno.
Il bollo di franchigia della nostra compagnia non noto n al
Pozzolini Gobbi n al Gaggero mentre viene citato da Mario Gallenga
nel suo volume I bolli delle Romane come impiegato a Bologna dai
volontari bolognesi guerra 1848-49.
Ma veniamo alle vicende di guerra del nostro battaglione. I
bersaglieri del Po l'8 maggio 1848 sono a Montebelluna e nello stesso
giorno partecipano allo scontro di Cornuda tra 6.000 austriaci e
2.000-2.500 Pontifici. Nel pomeriggio dopo accanite e ripetute
scaramucce gli austriaci riescono ad avere il sopravvento. Alle 17 i
bersaglieri, assieme alle altre forze pontificie si disimpegnano
ritirandosi.
Il 5 giugno il battaglione, assieme ad altri volontari cadorini e
napoletani presidia i Monti Berici, a Sud di Vicenza, uno dei
principali capisaldi per la difesa della citt.
E proprio da questa direzione il Radetzki minaccia la citt forte di
30.000 fanti che esercitano una decisa e continua pressione sui
difensori che sono costretti a ripiegare man mano in direzione della
citt.
La lotta si protrae violenta anche quando tutti i punti nevralgici di
difesa sono caduti e la difesa di Vicenza resta un puro atto di
coraggio dei cittadini e dei pontifici.
La sera del 10 giugno il Gen. Durando ritiene la partita ormai perduta
e in un suo brevissimo proclama dichiara salvo l'onore delle armi.
L'11 giugno, alle ore 11,30, 9.317 Pontifici atti a marciare lasciano
Vicenza con l'onore delle armi. Le perdite dei reparti sono
elevatissime, all'incirca del 20%, e cio 293 morti e 1.665 feriti.
Gli austriaci concedono alle truppe di ritirarsi dietro il Po a patto
di non combattere pi per tre mesi.
E dietro questo fiume, a Cento, tra Ferrara e Bologna, ritroviamo
questa Compagnia Ferrarese di Bersaglieri che il 17 ottobre usa ancora
il timbro di reparto combattente e nella missiva preme per ottenere l'accasermamento
dei soldati tutt'ora feriti. |