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Alla
fine del 1942 l'Italia aveva proprie truppe sparse in mezza Europa:
truppe di occupazione stazionavano in Albania, parte della Francia, in
Grecia, in Jugoslavia, in Russia; in Africa nostre truppe presidiavano
la Libia, occupavano l'Egitto e la Tunisia. Vi erano inoltre
distaccamenti italiani in territori amici quali la Germania, la
Romania, la Spagna, l'Ungheria.
In tutte queste zone vi erano militari
assistiti da uffici di posta militare, mentre in altre parti
dell'emisfero erano presenti forze che agivano senza l'appoggio di un
ufficio postale militare. Da ricordare anche le nostre Delegazioni di
Armistizio con la Francia che operavano in territorio francese
utilizzando timbri di reparto e istradando i dispacci al centro di
raccolta di Torino da dove venivano poi inoltrati a destinazione.
Queste migliaia di italiani in armi a volte erano impegnati per motivi
bellici, e a volte in zone tranquille conducevano una vita di
guarnigione monotona con tanto tempo libero. Che fare? Ingegno e
vocazione spinsero molti di questi a dedicarsi al collezionismo
filatelico.
Tanti Bernardelli, Consoli, Are, ecc., per non citarne che
alcuni tra i pi noti, si diedero a creare belle buste che al momento
sembravano inutili ma che in seguito si sarebbero rivelate autentici
tesori.
Gira e rigira, a furia di costruire belle affrancature, miste
di ogni genere e raccomandate fuori ordinanza, questi nostri amici si
accorsero che potevano unire l'utile al dilettevole creando
affrancature miste con francobolli commemorativi italiani e valori in lepta, dinari, qindar, risparmiando anche sulle tariffe poich al
cambio era pi vantaggioso acquistare i francobolli in valuta locale
che non quelli dell'Imperiale in lire.
Scoperta la cosa, non fu
difficile tramite radio fante trasmetterla agli altri commilitoni
e per tutto il 1941 ed il 1942 ci fu un viavai tra presidi greci,
albanesi, jugoslavi e le tabaccherie all'angolo per spedire a casa un
souvenir del luogo.
Quest'attivit sportivo-culturale dovette assumere
forme vistose se le autorit postali, per motivi di erario o per
motivi di sicurezza, decisero di correre ai ripari. Nacque cos la
serie dell'Imperiale con sovrastampa P.M..
La serie fu decisa con
Decreto del Ministro delle Comunicazioni, cui facevano capo le poste,
in data 11 settembre 1942. I valori sovrastampati furono quelli di
P.O. c. 20, 25, 30, 50, . 1,25, 1,75, 2 e 3; di P.A. c. 50 e . 1, e
l'espresso di . 1,25.
Con successivo decreto del 25 luglio 1943 si
stabil di sovrastampare anche altri valori per abbracciare una pi
ampia fascia di utenza. Furono quindi sovrastampati i valori di P.O.
c. 5, 10, 15, . 1 e . 10; di P.A. . 2, 5, e 10, e l'aeroespresso da
. 2.
Con questi provvedimenti gli uffici postali militari vennero
dotati di francobolli propri: ci avrebbe impedito sia l'uso di
francobolli italiani sia di francobolli dei paesi o territori
occupati.
Non conosco alcun provvedimento in tal senso ma a lume di
naso indubbio che un tale divieto di accettare corrispondenze
affrancate con francobolli diversi dai sovrastampati dovette essere
stato emanato a livello ministeriale.
Intralci di ogni genere
impedirono tuttavia la sollecita emissione di questi francobolli che,
per disposizione ministeriale dell'aprile 1943, avrebbero avuto corso
solo in territori extra metropolitani ove funzionassero uffici postali
militari.
Finalmente giunsero verso la fine dell'aprile 1943 i primi
quantitativi di francobolli di cui al decreto dell'11 settembre 1942.
L'ordine di distribuire i francobolli fu emanato con tele N. 551180
del Ministero delle Comunicazioni il 24 aprile 1943: si deve
considerare questa data come quella di inizio della distribuzione dei
francobolli agli uffici postali militari. E' questa infatti la prima
data conosciuta su raccomandata spedita dall'Ufficio Postale Militare
N. 106 (l'ufficio era aggregato al Comando dell'XI Armata con sede ad
Atene).
Con l'arrivo dei francobolli sovrastampati si sarebbero dovuti
ritirare i quantitativi di altre emissioni giacenti presso i singoli
uffici: questi, trasmessi agli uffici di intendenza, dovevano essere
restituiti al Ministero delle Comunicazioni.
Questa prassi fu forse
adottata in alcuni uffici postali, ma in altri si ritenne pi
sbrigativo distribuire le giacenze assieme alla nuova fornitura: si
ebbe cos la possibilit di creare affrancature miste e di usare i
valori dell'Imperiale in territori occupati dopo il maggio 1943.
L'invio dei sovrastampati di cui al secondo decreto, quello del 25
luglio 1943, avvenne prima del decreto di emissione, ma allo stato
attuale mancano gli elementi per indicare una data approssimativa di
emissione o di distribuzione dei valori.
Per diversi decenni si
ritenne che questi francobolli non fossero mai stati adoperati dagli
uffici postali militari e solo di recente alcuni fortunati
ritrovamenti hanno permesso di accertare che c' stato un effettivo
uso postale ma eccezionalmente ridotto sia perch i valori in
questione avevano avuto uno scarso uso postale date le insolite
tariffe da soddisfare, sia per il limitato periodo di tempo in cui
furono usati e che una stima prudente fa pensare non oltre i mesi di
luglio-agosto ed i primi otto giorni di settembre del 1943.
Personalmente conosco un uso del valore da 5 c. in data 7 luglio 1943
su lettera dalla P.M. 28 con sede a Tebe, aggregata al III Corpo
d'Armata (Coll. B.S.).
Ritengo che questi valori non siano stati tutti
distribuiti agli uffici postali militari, e con ci confermo quanto
precisato nel mio catalogo La Posta Militare Italiana 194043 a
pag. 185, ma allo stesso tempo devo modificare ampiamente le
valutazioni che davo di alcuni valori perch alla luce di una pi
approfondita ricerca i valori della seconda emissione si sono
dimostrati pi rari di quanto ritenuto in un primo tempo.
Quindi le
quotazioni della tabella B devono intendersi come aggiornamento a
quelle delle pagg. 186-189 del catalogo sopra citato.
L'uso dei
sovrastampati, come si sa, termin con l'8 settembre 1943, data
fatidica dell'annuncio dell'armistizio e del conseguente crollo della
organizzazione postale militare. I francobolli sovrastampati P.M.
furono in seguito adoperati in Italia per usi civili continuando
ancora a far parlare di s.
Tentiamo ora di dare una qualche traccia
per un'ipotetica collezione e di indicare delle valutazioni medie,
anche se non precise, per rendersi conto delle difficolt derivanti da
una collezione di sovrastampati P.M. usati dalla Posta Militare.
Uffici Postali Militari che usarono i sovrastampati.
Fino ad ora l'argomento
stato trattato in maniera frammentaria e discontinua. L'affermazione
secondo cui questi francobolli furono usati in territori extra
metropolitani troppo vaga e generica per soddisfare chiunque
desideri avere una conoscenza pi approfondita. Certo questi
francobolli vennero adoperati dagli uffici di posta militare operanti
nel Peloponneso e nelle isole, in Albania. Per la Jugoslavia bisogna
fare un discorso a parte.
Possiamo tranquillamente escludere la Russia
e la Tunisia dato che nell'aprile del 1943 eravamo in netta ritirata
su quei fronti e quindi molto improbabile l'uso dei sovr.
Possiamo
includere la Germania, l'Austria, la Polonia, la Romania, l'Ungheria,
poich si conoscono usi, anche se rari, in questi paesi; ma escludere
la Francia, la Corsica e la Spagna. Non conosco alcun uso in questi
paesi e spero, con l'aiuto dei lettori, di poter giungere ad una maggiore
conoscenza degli uffici postali che usarono i sovr.
Per la Jugoslavia
bisogna fare le seguenti distinzioni:
a) Lubiana e territori dalmati.
Dato che avevano corso solo i francobolli italiani (i Co.Ci. e
altri similari erano gi scomparsi da tempo) non vennero distribuiti i
sovrastampati P.M. anche perch la Slovenia e la Dalmazia facevano
parte integrante del Regno d'Italia. Qui sorgono i primi dubbi.
L'Intendenza e la II Armata avevano giurisdizione oltre che nella
Slovenia-Dalmazia anche nel territorio croato. Ora, essendo accertato
che i sovr. P.M. furono distribuiti in Croazia, possono sorgere
delle stranezze e cio un ufficio distaccato a Fiume che adopera i
sovrastampati, francobolli che una sezione distaccata in Croazia pu
aver avuto in dotazione. Pare logico che l'Intendenza della II Armata
distribuisse i sovr. P.M. a questi uffici dislocati in Croazia e
che possa essersi verificato un qualche uso improprio. Inoltre, alcune
Divisioni, come la Zara, avevano reparti distaccati in territorio
croato. In questi casi l'ufficio postale della Divisione riceveva in
dotazione i francobolli solo per i reparti operanti nel territorio
croato?
b) Zona di Cattaro. Sembra che i sovr. siano stati
regolarmente usati.
c) Montenegro. I sovr. ebbero corso in tutti gli
uffici di posta militare.
Nella tabella A un trattino al posto della
quotazione indica ufficio di cui non si conosce l'uso dei P.M..
Le
quotazioni sono le seguenti:
| p. |
1 |
. |
1.000 |
| p. |
2 |
|
2.000 |
| p. |
3 |
|
3.000 |
| p. |
4 |
|
5.000 |
| p. |
5 |
|
10.000 |
| p. |
6 |
|
15.000 |
| p. |
7 |
|
20.000 |
| o. |
8 |
|
30.000 |
| p. |
9 |
|
40.000 |
| n. |
10 |
|
50.000 |
| p. |
11 |
|
75.000 |
| p. |
12 |
|
100.000 |
| p. |
13 |
|
150.000 |
| R. |
|
|
oltre |
N.B. Alle
quotazioni dell'Ufficio di Posta Militare si deve aggiungere il valore
dei francobolli.
Le date di inizio.
In una nota rivista di storia
postale, oggi cessata, fu per parecchio tempo tenuta una rubrica in
cui si notificavano le prime date degli uffici di posta militare.
Questa aveva il difetto di svolgere il giuoco della prima data in
assoluto senza tener conto della dislocazione per paese o degli usi
nei vari uffici postali per cui alla fine le segnalazioni si
esaurirono essendo improponibile una seconda data dopo la scoperta di
una data pi antica anche se appartenente ad ufficio postale di
un'altra area.
Mi pare si debba riportare il discorso su un filo pi
logico, e cio scoprire le prime date per area, e, per chi vuole fare
una ricerca approfondita, trovare le date di ogni singolo ufficio di
posta militare.
Per quanto riguarda i francobolli della seconda
emissione, e cio i valori da c. 5, 10, 15, . 1, 2, 5 e 10, la caccia
alle date pi antiche aperta e riguarda tutti i valori a partire dal
luglio 1943.
Le affrancature.
La maggior parte delle corrispondenze
affrancate con i sovr. P.M. in tariffa da 50 centesimi o di 50 +
50, cio lettera ordinaria o lettera via aerea; seguono i biglietti e
le cartoline per via aerea, affrancati con 50 centesimi. Rarissimi gli
espressi e gli aeroespressi - servizio praticamente sconosciuto alla
massa degli utenti. Rare le raccomandate, poco comuni le tariffe per
le cartoline postali, le cartoline illustrate. Poco comuni anche
affrancature di c. 50 o . 1 realizzate con tagli diversi dai soliti
c. 50. Rarissimi gli alti e bassi valori; buone le affrancature miste
con valori dell'Imperiale. Ancora da scoprire le rarit per
accoppiamenti con altri francobolli.
Per correggere le eventuali
incongruenze presentate da una valutazione generica delle affrancature
si aggiunge una tabella di valutazione delle rarit delle
principali tariffe. Le valutazioni di questa tabella C sono per
affrancature costituite da francobolli della prima emissione. Per gli
altri valori le valutazioni devono formarsi considerando la maggior
rarit dell'affrancatura rispetto alla tariffa.
Infine, a conclusione
di questo discorso, un cenno a quelli che potrebbero essere i
documenti diversi. Una busta affrancata con i sovrastampati e
annullata con un timbro di censura, e di un Comando militare, ovvero
della Marina o dell'Aviazione, un qualcosa che sfugge ad una
catalogazione ma che indubbiamente interessante e costituisce il
pregio di una collezione di storia postale.
BIBLIOGRAFIA
Bruno Ciceri,
I francobolli soprastampati P.M., in Il Collezionista - Italia
Filatelica, Torino, anno XXXI, N. 17, 20 settembre 1975, pp. 5-8.
Salvatore Di Pietro, I soprastampati P.M., in Il Filatelico,
Catania, N. 10, ottobre 1977, p. 10.
Marco Lazzerini, Uso del
francobollo da c. 15 serie Imperiale sopr. P.M. da parte di un
ufficio postale militare, in Notiziario AICPM, N. 28, marzo 1981,
pp. 13-15.
Giuseppe Marchese, La Posta Militare Italiana 1940-1943,
Trapani, Ediz. Studio Fil. Nico, 1981.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6), (Fig.
7), (Fig.
8), (Fig.
9).
Vedi (Tab.
A), (Tab.
B), (Tab.
C).
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