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C'era una volta
un regno piccolo piccolo
con un re
piccolo piccolo che aveva voluto essere grande grande. Questa la
sua storia (postale, naturalmente) tra problemi
di comunicazioni e diffidenze dei nuovi alleati, nel periodo compreso
tra le due fughe del re da Roma: quella del settembre 1943, quando
and a Bari ma senza lasciare ordini al suo esercito, e quella del
giugno 1944, quando se ne and dall'Italia ma senza lasciare il
trono.
- 1 -
STORIA POSTALE DEL REGNO D'ITALIA DA BRINDISI A
SALERNO
UN REGNO A MEZZ'ARIA
(Settembre 1943
Luglio 1944)
Questo lavoro ha
avuto lo stesso travaglio di un quadro o di una scultura. Ogni
pennellata e ogni colpo di bulino contribuiscono a far nascere e
delineare linsieme. Lopera a buon punto ma manca la precisione dei
particolari; il legno non ben levigato; la tela non ben
raffigurata. Il paesaggio c ma lo sfondo resta opaco; troppe lacune,
troppi interrogativi, troppe supposizioni.
Eppure non
possibile al momento fare di pi. Scavare ancora pone altri
interrogativi, altre congetture.
Una scultura bella
per linsieme dei particolari: il manto che copre un ginocchio che si
immagina al di sotto; la tunica morbida che fa intravedere un corpo
scultoreo.
Un quadro bello
perch si percepisce o simmagina linfinito, o perch attraverso un
sistema di specchi si vedono scene, particolari secondari che soltanto
lartista e la sua fervida fantasia pu rappresentare.
Ci si deve rassegnare
allevidenza. Siamo soltanto amanuensi un po dotati che vogliono
tramandare ai posteri un piccolo particolare della vita delluomo: la
storia della posta, dei servizi postali.
Lo facciamo con gli
elementi che abbiamo a disposizione, pochi e disarmonici, con il tempo
che vi dedichiamo, generalmente ritagli. In questo campo la fantasia
sprecata; meglio un po di raziocinio.
Si poteva chiamarlo
storia postale dei territori liberati cos come continuamente i
funzionari del Regno chiamavano il territorio dello Stato.
Tali Ministri,
funzionari e dirigenti vari arrivarono a denominare il sud territorio
liberato dal nemico entrando in una prospettiva in cui loro medesimi
erano stati il nemico da cui si erano ed erano stati liberati.
Paradossale ma vero.
Chiamare il Regno
territori liberati comporta uno spostamento dinteresse verso il
nuovo corso e una minore attenzione alla continuit. Il Regno del sud
non sarebbe pi la continuazione legale del Regno dItalia ma
derivazione della volont delle Nazioni Unite di mantenere in vita il
vecchio regime.
In effetti questa
situazione era reale. La vera capitale del Regno del sud era Napoli e
non Brindisi e Salerno.
Da Napoli la
Commissione Alleata di controllo dettava i suoi ordini e dava le
autorizzazioni richieste; dava da mangiare a gran parte della
popolazione e pagava .45 al giorno a ogni militare sotto la bandiera
tricolore.
Tuttavia si
preferisce la dizione Regno del Sud a quella di territorio
liberato. La liberazione, il piano Marshall e quantaltro, labbiamo
pagato ampiamente con 40 anni di sovranit limitata, fin quando la
caduta del famoso muro non ha reso superati gli accordi di Yalta e la
divisione del mondo in blocchi.
I conti sono alla
pari, senza nessun ringraziamento o risentimento.
La cobelligeranza
port a una strana commistione. Gli Alleati non occupavano pi un
territorio nemico ma lo amministravano in via provvisoria.
La situazione che si
venne a creare ha sviluppi anche in campo postale. Le decisioni in
questo settore mostrano segni di promiscuit ed arduo risalire al
vero potere decisionale nel caso presente la Commissione Alleata di
Controllo.
A titolo di esempio
la ripresa del servizio postale con lestero del 10 gennaio 1944, che
riguarda solo il territorio del Regno, esclusa la Sicilia e Napoli, fu
pubblicizzata anche nelle zone non attinenti.
Anche la decisione
Alleata di riprendere il servizio postale con Roma viene trasformata
dal governo italiano come propria.
La distribuzione e
luso dei francobolli di occupazione Alleata di Napoli e Sicilia oltre
i confini Puglia, Sardegna, Roma configura questa atipicit.
Inoltre, ci che mi
pare la summa dogni ardito limite luso della posta militare
italiana in territori soggetti agli Alleati. Luso della posta
militare in Sicilia fino al 10 febbraio 1944 e a Napoli fino al luglio
1944 un esempio unico in cui la posta militare del paese occupante e
di quello occupato coesistevano.
Cera una volta un
regno piccolo piccolo, con un re piccolo piccolo.
La nascita del Regno
del sud ha inizio con larrivo a Brindisi del re e del suo seguito.
Del Regno facevano
parte le province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, con laggiunta
della Sardegna e della Calabria, Lucania, Basilicata.
Non tutto il
territorio era disponibile. Per tutto il mese di settembre la zona tra
Altamura e Bari fu al centro di operazioni militari. La stessa citt
di Bari fu evacuata dalle forze tedesche il 13 settembre. In Sardegna
i comandi italiani e tedeschi si guardavano in cagnesco per diversi
giorni. Dopo qualche scaramuccia questi ultimi lasciano lisola il 21
settembre.
L11 febbraio 1944, a
seguito di decisione delle Nazioni Unite, la parte continentale del
Regno a sud delle province di Salerno, Potenza e Bari e la Sicilia
(escluse Pantelleria, Lampedusa e Linosa) sono restituite allItalia.
Lo stesso giorno
unordinanza del Capo del governo maresciallo Badoglio, sancisce il
passaggio di poteri.
Vi un comunicato
prodotto in Sicilia il 10 febbraio, quindi il giorno precedente il
proclama n.16 a firma del Gen. Alexander, che sintomatico di un
diverso indirizzo tra le varie componenti del governo Militare
Alleato. In questa comunicazione, ripresa dal citato lavoro di F.
DAlessandro e S. Di Pietro, il Poletti fa scrivere che:
Le comunicazioni, circolari, Gazzette Ufficiali,
ordini, pubblicazioni che il Governo Italiano del Continente ha
inviato nelle scorse settimane agli Uffici e che invier ai funzionari
italiani della Sicilia, alle Province, ai Comuni durante il periodo di
occupazione, devono essere considerati come aventi efficacia
semplicemente informativa e non potranno avere vigore se non previa
autorizzazione e conferma del Comando Alleato.
A mitigare la sparata
si aggiunge: salvo non sia stato disposto
da ordini specifici e da Proclami , bandi, ordini generali ed
istruzioni emessi dal Comando Militare Alleato per i territori
occupati..
Il giorno dopo esce
il Proclama n.16 e il tenente colonnello Poletti si trova spiazzato
e non resiste molto in Sicilia. Il 18 marzo 1944 lo troviamo a Napoli,
firmatario di un comunicato quale commissario Regionale della Regione
2 (Napoli). Diciamo che stato sollevato e promosso.
Le vicende militari
favoriscono lallargamento e il rafforzamento del Regno. Il 22 aprile
si costituisce il 3 governo Badoglio che vede lentrata dei partiti
che fanno parte dei Comitati di Liberazione Nazionale. Adesso il
governo rappresenta qualche cosa e non solo la volont Alleata di
tenere in piedi il vecchio regime.
Il 5 giugno gli
Alleati entrano a Roma. Il re costretto a firmare la nomina di un
Luogotenente generale del regno. Era la condizione essenziale per la
partecipazione dei C.L.N. al governo.
Secondo gli accordi
coi partiti dei C.L.N. anche Badoglio lascia il governo con
lacquisizione di Roma. Gli subentra Bonomi. Ora si pu parlare di
Luogotenenza, di ricostruzione, di Nazione.
Infine unulteriore
allargamento del territorio si produsse il 20 luglio 1944 quando
vennero restituite allItalia la Campania, esclusa Napoli, e altre
citt quali Foggia, Campobasso, Avellino, Benevento
(Fig. 1).
EVOLUZIONE DEL
SERVIZIO POSTALE
Territorio del Regno
Il servizio postale
allinterno delle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto non sub
interruzioni, se non momentanee e locali, nei tre rami del servizio
principale: posta ufficiale, posta civile e posta militare.
Rimasero bloccati, e
per lungo tempo, i servizi telefonici e telegrafici.
Le tariffe postali
rimasero inalterate anche se i servizi accessori (raccomandate,
assicurate e altro) subirono un forte calo dovuto alle difficolt del
momento.
Vi una certa
difficolt di approvvigionare di valori postali gli uffici ma senza
nessun motivo particolare dallarme.
Fino a quando il
Regno rimane zona doperazione non vi possibilit di collegare i
vari centri con mezzi postali. In questo frangente sopperisce la posta
militare con quelli che pu mettere a disposizione.
In seguito sono
riattivati i collegamenti via terra con ferrovia.
Nel dicembre 43,
quando la Lucania e la Calabria sono restituite, i servizi ferroviari
sono gi attivati e i collegamenti regolari.
Qualche problema nei
collegamenti tra Brindisi e Salerno e tra Brindisi e Napoli sono
superati con collegamenti aerei. Questi collegamenti sono poi
integrati o rimpiazzati da quelli terrestri con mezzi militari, o via
ferrovia.
Servizi interregionali
Lordine di
ripristino dei servizi interregionali verso sud (Calabria, Lucania,
Salerno) fu dato dal Comando Militare Alleato tenendo conto
principalmente della possibilit di collegamento.
Il primo documento
disponibile del 18 dicembre 1943 e parla del ripristino della
corrispondenza ordinaria dalla Puglia alla Lucania, Calabria e
Salerno. Sono ammesse lettere fino a gr. 90 e cartoline postali o
dellindustria privata. Nientaltro.
Il 4 aprile fu
annunciata lestensione dei servizi alle raccomandate, assicurate,
posta aerea e stampe.
Lannuncio troppo
frettoloso ed esteso alla Sicilia ancora non disponibile alla
modifica.
Si dovette aspettare
fino al 24 aprile per il ripristino delle raccomandate, ed espressi
nelle relazioni interregionali. Il 19 Aprile 1944 il Ministero delle
Comunicazioni, con circolare diretta al capo del governo e a tutti i
Ministeri, scrive:
Sono lieto di
poter comunicare la riapertura dei sottonotati servizi:
..
POSTA
Dal giorno 24 vengono riaperti al pubblico i seguenti servizi:
Raccomandate;
Raccomandate con
ricevuta di ritorno;
Raccomandate
contro assegno;
Espressi;
Assicurate
(Sardegna servizio completo Sicilia servizio completo Continente
limitato alla corrispondenza ufficiale e alle banche)
Stampe dagli
editori agli abbonati.
Dalla stessa data il
limite di peso della corrispondenza ordinaria portato da grammi 90 a
grammi 210.
In Sicilia la
disposizione ebbe effetto dal 1 maggio. Contemporaneamente i tre
giornali delle principali citt (Sicilia liberata di Palermo; Il
Corriere di Sicilia di Catania; Il Notiziario di Messina), riportano
lampliamento del servizio postale cos come sopra detto, con un
piccolo accorgimento. Non si fa nessun riferimento allAutorit che ha
emanato il provvedimento.
A Napoli il servizio
fu attivato probabilmente il 7 maggio, con gli analoghi servizi sopra
riportati (1).
NOTE
(1) Giornale Il
Risorgimento del 7 maggio 1944.
I FRANCOBOLLI
Il governo, durante
la permanenza a Brindisi e Salerno, emise un solo francobollo e si
diede da fare per mantenere in corso le precedenti emissioni.
Le scorte erano
rappresentate dalle disponibilit presenti nel Regno e non vi era
alcuna possibilit di attingere alle scorte romane.
E vero che la posta
funzionava in situazione di emergenza e con servizi molto ridotti, ma
anche vero che far durare le scorte era una bella impresa.
Per non soccombere
allemergenza fu decisa la stampa di un valore da c. 50, il pi
utilizzato col porto corrispondente a una lettera. Questa emissione
viene comunemente chiamata Lupa di Bari
(Fig.
2).
Le
poste furono in grado comunque di grado di fornire a quasi tutti gli
uffici postali la necessaria fornitura di francobolli, con qualche
limitazione iniziale.
Infatti al sud non si fece un uso eccessivo della riscossione del
porto in denaro e nemmeno alla scritta zona sprovvista di
francobolli, che erano due modi, al nord, di sopperire alla mancanza
di francobolli (Fig.
3).
ffE
nemmeno si fece un uso smodato di francobolli emessi per altri
servizi (per tassazioni, per pacchi postali, per recapito autorizzato)
che avrebbero significato una penuria diffusa di francobolli e anche
un eccessivo ammassamento di utenti-filatelici.
Si riportano due
comunicazioni in tal senso. La prima proviene dalla Direzione Postale
di Taranto in data 30 novembre 1943;
24778/I.
Utilizzazione francobolli speciali pacchi per francatura
corrispondenza.
La sup. Direzione
Generale ha disposto che i francobolli speciali per il servizio pacchi
siano ritenuti validi per affrancare corrispondenza, purch risultano
integri e completi nella prima e seconda parte di ogni francobollo.
Pertanto i detti francobolli dovranno essere ammessi alla libera
vendita al pubblico non appena si verifichi in ciascun dipendente
ufficio lesaurimento degli attuali comuni francobolli.
(2)
La seconda un
dispaccio Ministeriale del 20 gennaio 1944:
Viene segnalata
da varie Direzioni la mancanza di segnatasse. A tale proposito si fa
presente che questa Direzione Generale a causa della deficienza di
carta e lalto costo della produzione, non pu, per ora, addivenire
alla stampa di tali specie di valori. Si dispone pertanto con effetto
immediato perch la tassazione delle corrispondenze insufficientemente
affrancate sia effettuata con francobolli ordinari sui quali dovr
essere apposto il bollo T ed a fianco quello a data dellufficio che
opera la tassazione. Si prega di impartire ordini conformi ai
dipendenti uffici e di dare cenno assicurativo di adempimento a questo
Ministero.
Daltra parte nel
servizio apparso su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 8 gennaio
1944, di chiara matrice postale, a proposito dei francobolli precisa:
Affrancatura: La posta sar soggetta alla
normale affrancatura. Le varie Direzioni sono state dotate dei
francobolli necessari perch da ora innanzi vietato linoltro della
corrispondenza con la scritta ufficio sprovvisto di francobolli
(Fig.
4).
NOTE
(2) Riprodotta da Gesullo
Bonucci Filatelia N.98 pagina 39.
LE
TARIFFE POSTALI
Le tariffe per
linterno del Regno
Le tariffe postali
allinterno dei territori liberati restarono inalterate.
Napoli
Le tariffe postali
allinterno della zona occupata vennero modificate in ununica
tariffa, di c.50 sia per le cartoline postali sia per le fatture e gli
esposti in busta. Questa era lunica posta ammessa dal 10 dicembre
1943 al 19 marzo 1944.
Sicilia
Le tariffe non
vennero modificate.
Le tariffe per
lestero.
Fino
allinterruzione dei servizi postali la tariffa base per lestero era
di cent. 75 per la cartolina postale e di .1,25 per la lettera.
Dal 10 gennaio 1944
la cartolina postale fu portata a .3; le lettere .5 per il primo
porto e a .7 per il secondo porto. Il servizio funzionava solo
dallinterno del Regno verso lestero e non viceversa.
Dal 16 febbraio la
tariffa fu ridotta e portata a: .1,50 per le cartoline; .2,50 per le
lettere di primo porto e a .4 per il secondo porto.
Dalla Sicilia il
servizio per lestero riprese il 21 febbraio e da Napoli forse il 20
marzo 1944, con tariffa uguale a quella del Regno.
Le tariffe di Posta
aerea
Regno
Il servizio di posta
aerea, con pagamento di una tariffa, per la corrispondenza civile e
militare, inizia dallAprile 44.
Il 19 aprile una
circolare precisa che Valendosi dei servizi periodici della
aviazione italiana dal 24 del mese viene riaperto al pubblico il
servizio della posta aerea limitatamente a lettere e cartoline di
grammi 15. (3) La tariffa
di centesimi 50.
Ma anche se non
espressamente richiesta, la sopratassa aerea si nota gi nel 1943
apposta specialmente nella corrispondenza dei militari dislocati in
Sardegna.
Napoli
Il 7 maggio il
governo Militare Alleato di Napoli, richiamando lordinanza regionale
n.25 del 14 marzo 1944 riattiva il servizio di posta aerea Posta
Aerea per le sole corrispondenze per l'interno massimo gr.5 - con
soprattassa di . 0,50, nell'intesa che in mancanza di francobolli di
P.A. possono utilizzarsi quelli normali.
(4)
Sicilia
In Sicilia lavvio
della posta aerea inizi il 1 maggio, cos come per altri servizi
accessori.
La tariffa era di
centesimi 50 con il limite di grammi 5, quindi analoga a quella per
Napoli e differente da quella del Regno, che poneva come limite il
peso di grammi 15
(Fig.
5).
NOTE
(3) Ministero
Comunicazioni, circolare 62 del 19.4.44 da Salerno.
(4)
Giornale Risorgimento di Napoli del 7 maggio 1944.
GLI
UFFICI POSTALI
1 la posta
civile
Nel settembre 43
LAmministrazione delle Poste si ritrov ad affrontare alcuni problemi
basilari per la prosecuzione del servizio.
Vi fu probabilmente
un periodo di stasi, in cui funzionava solo la posta militare, anche
allinterno delle province pugliesi.
Il problema non erano
gli uffici postali, che rimasero aperti e funzionanti, ma dei
collegamenti che difettavano, per le operazioni militari in corso, e
per le limitazioni imposte dagli Alleati per le zone di occupazione.
L11 dicembre 43 vi
la prima notizia sugli uffici postali attivi. Risultano
disponibili gli uffici di Bari, Brindisi, Lecce, Taranto.
Gli uffici postali
della Sardegna sono attivi solo per la corrispondenza ordinaria.
Cagliari, Nuoro, Sassari funzionano, ma con difficolt per farvi
giungere la posta.
Gli Uffici postali di
Avellino, Benevento, Catanzaro, Cosenza, Matera, Potenza, Reggio
Calabria e Salerno sono abilitati a ricevere e trasmettere solo le
corrispondenze ufficiali diretti ad enti civili e militari e, in
alcuni casi, anche i telegrammi ufficiali.
Gli uffici postali di
Napoli e della Sicilia non sono attivi per la corrispondenza civile
dal continente. (5)
Nel Marzo 44 si
comunica la normalizzazione degli uffici postali del sud. Sono
aperti con tutti i servizi, (6)
escluse le assicurate e i pacchi, gli uffici di: AGRIGENTO, BARI,
BRINDISI, CAGLIARI, CALTANISSETTA, CATANIA, CATANZARO, COSENZA, ENNA,
LECCE, MATERA, MESSINA, NUORO, PALERMO, POTENZA, RAGUSA, REGGIO
CALABRIA, SALERNO, SASSARI, SIRACUSA, TARANTO, TRAPANI.
2 Il ripristino
dei collegamenti
Non si ha notizia
della ripresa del servizio postale con la Sardegna. Una
comunicazione del comando dellIncrociatore G. Garibaldi, in data 15
Novembre 1943 osserva: Il personale sardo
imbarcato sulle navi da me dipendenti non pu inviare denaro alle
famiglie residenti in Sardegna da oltre tre mesi, pur avendo
cominciato a funzionare il servizio postale per la corrispondenza in
cartoline.
La risposta del
Ministero Comunicazioni del 28 replica: Il
servizio delle rimesse per la Sardegna, a mezzo vaglia ordinari,
funziona senza restrizioni nelle provincie di Bari, Brindisi, Lecce e
Taranto. Non per ora possibile luso di vaglia telegrafici.
Il 20 dicembre 43 un
comunicato annuncia la ripresa dellattivit degli uffici postali di
Catanzaro, Cosenza, Matera, Potenza, Reggio Calabria e Salerno solo
per la corrispondenza ordinaria, mentre Benevento accetta solo la
corrispondenza ufficiale diretta a enti civili e militari.
(7)
Dal 10 gennaio 44 si
aprono le comunicazioni postali con la Sicilia e conseguentemente si
attivano gli uffici postali di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna,
Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani, ma sempre solo per la
corrispondenza ordinaria.
Rimanevano ancora
fuori della giurisdizione del governo italiano gli Uffici di: AVELLINO,
BENEVENTO, CAMPOBASSO, FOGGIA, NAPOLI.
Il bollettino n.5 del
Marzo 1944 del Ministero delle Comunicazioni riporta operante
lufficio postale di Napoli per le
corrispondenze ufficiali dirette a Enti Civili e Militari.
Da parte Alleata le
comunicazioni tra il Regno del sud e Napoli furono normalizzate il 20
marzo 1944.
Un comunicato del
4.4.44 da Salerno precisa i limiti: Lo scambio della
corrispondenza pu aver luogo in tutto il territorio sotto la
giurisdizione del Governo italiano e, tra questo e la provincia di
Avellino, la citt di Napoli e la parte meridionale di questa,
limitatamente ai comuni elencati nelle disposizioni emanate al
riguardo. Tra breve sar esteso anche alla provincia di Benevento.
(8)
In aprile non sono
ancora collegate le citt di: BENEVENTO, CAMPOBASSO, FOGGIA (Fig.
6).
Riconsegna
territorio e inizio collegamenti postali.
| Regione o
localit |
Data riconsegna |
Ripristino
servizio postale |
|
Puglia |
= (1) |
Nessuna interruzione |
|
Sardegna |
= (1) |
Ottobre 1943 |
|
Matera |
|
20 dicembre 1943 |
|
Lucania |
11 febbraio 44 |
20 dicembre 1943 |
|
Calabria |
11 febbraio 44 |
20 dicembre 1943 |
|
Salerno |
= (2) |
20 dicembre 1943 |
|
Sicilia |
|
10 gennaio 1944 |
|
Campania |
|
19 giugno 1944 |
|
Campobasso |
|
= |
|
Benevento |
|
19 giugno 1944 |
|
Avellino |
|
20 marzo 1944 |
|
Napoli citt |
|
20 marzo 1944 |
|
Napoli (parte provincia) |
|
20 marzo 1944 |
|
Napoli provincia |
|
19 giugno 1944 |
|
Foggia |
|
= |
|
Roma |
|
17 Giugno 1944 |
|
Littoria |
15 Agosto 44 |
= |
|
Frosinone |
15 Agosto 44 |
= |
|
(1) Non mi risulta che
queste zone siano state occupate.
(2) Il decreto non le
riporta tra le localit consegnate l11 febbraio 1944.
|
Evoluzione
dei collegamenti postali tra il Regno e
|
Data |
Localit |
|
Ottobre 1943 |
Sardegna |
|
20.12.43 |
Matera, Lucania, Calabria |
|
10.01.44 |
Sicilia |
|
20.03.44 |
Avellino, Napoli e parte della provincia |
|
15.06.44 |
Roma
citt |
|
19.06.44 |
Rimanente provincia di Napoli |
Ripristino
servizi
|
Zona |
Data attivazione |
Servizio |
|
Lucania |
20.12.43 |
Lettere e cartoline postali |
|
Calabria |
20.12.43 |
Lettere e cartoline postali |
|
Salerno |
20.12.43 |
Lettere e cartoline postali |
|
Sicilia |
10.01.44 |
Lettere fino a 90 grammi e cartoline postali |
| Regno |
19.04.44 |
In
vendita i moduli della CRI |
|
Sardegna |
24.04.44 |
Raccomandate, Raccomandate R.R. Raccomandate contro assegno,
espressi, Assicurate, stampe spedite dagli editori |
|
Continente |
24.04.44 |
Raccomandate, Raccomandate R.R. Raccomandate contro assegno,
espressi, Assicurate (limitato alla corrispondenza ufficiale e
alle banche), stampe spedite dagli editori. |
|
Sicilia |
01.05.44 |
Raccomandate, Raccomandate R.R. Raccomandate contro assegno,
espressi, Assicurate, stampe spedite dagli editori |
|
Sicilia |
21.03.44 |
Servizio telegrafico civile |
|
Sicilia |
01.04.44 |
Servizio buoni postali fruttiferi |
|
Sicilia |
01.05.44 |
Sopratassa c.50 per gr.5 posta aerea |
| Roma |
12.06.44 |
Cartoline postali 25 parole |
|
Napoli |
|
Cartoline postali 25 parole |
| Roma |
08.07 |
Lettere per Roma |
NOTE
(5)
Ministero delle Comunicazioni, bollettino n. 2 dell11.12.43 Servizi
postali nelle Province liberate.
(6)
La dizione con tutti i servizi va presa con beneficio dinventario.
Forse sintendeva dire con i servizi di posta, telegrafo e telefono,
anche se lesclusione delle assicurate e dei pacchi fa intendere che
erano ammesse anche le raccomandate. In effetti probabile che il
servizio di raccomandazione fosse attivo nei rapporti con linterno
del regno e della Sicilia.
(7)
Ministero delle Comunicazioni, P.M. 151 del 18.12.43, oggetto:
Riattivazione del Servizio postale.
(8)
Ministero delle Comunicazioni, Salerno 4.4.1944, oggetto: Servizi
postelegrafonici in atto.
La posta ufficiale
ottobre 43 9
gennaio 44
a) allinterno del
Regno
La struttura della
posta militare permise al governo del sud di superare la prima fase di
assestamento e di organizzare i trasporti via aerea e terrestre.
I diversi Ministeri
utilizzarono la posta militare 67 107 e 151 fino al 2 febbraio
quando inizi il trasferimento dei Ministeri verso Salerno.
Il bollettino n.2
delle poste, datato 11 dicembre 1943, non precisa la data, ma elenca
gli uffici coi quali ammesso linvio della corrispondenza ufficiale:
Avellino, Benevento, Catanzaro, Cosenza, Matera, Potenza, Reggio
Calabria e Salerno.
Oltre questi uffici
erano disponibili quelli della Puglia e della Sardegna. Indisponibili
a qualsiasi corrispondenza quelli Siciliani.
Questo stato di cose
termina il 20 dicembre quando si riaprono i collegamenti con lItalia
peninsulare.
Il 23 dicembre
(bollettino n.3) sono ancora chiusi, per la posta ufficiale, gli
uffici postali di: Avellino, Campobasso, Foggia, e quelli della
Sicilia
(Fig.
7).
b) con le zone
doccupazione (Sicilia e Napoli)
Nel 1943 il governo,
nellurgente necessit di corrispondere con gli uffici periferici
richiese di poter inviare e ricevere corrispondenza ufficiale con gli
Uffici postali ancora in mano Alleata. Tale attivazione fu concessa
dagli Alleati probabilmente nel novembre 1943.
Lindisponibilit
degli uffici postali a ricevere e inviare la posta e la mancanza di
collegamenti tra la Puglia e la Sicilia fu superata con due
accorgimenti:
- appoggio dei plichi
presso le Prefetture;
- istituzione di un
servizio giornaliero di corriere sulla linea aerea alleata Napoli,
Bari, Taranto, Catania, Palermo.
Il 24 dicembre 43
Superaereo comunica, dintesa con la Missione Militare Alleata,
Sezione Aeronautica, la modifica del percorso aereo in:
Napoli, Foggia, Bari,
Grottaglie, Lecce, Catania.
Non si ha notizia
sullinizio dello scambio della posta ufficiale con Napoli, ivi
comprese le comunicazioni dirette e provenienti dalla Commissione
Alleata di Controllo, che, data limportanza, dovettero essere
attivate molto presto.
Dal 10 gennaio 44 in
poi
a) allinterno del
Regno
Lappoggio della
posta militare per gli organi di Governo nelle citt di Bari, Lecce,
Brindisi e Taranto prosegue fino al trasferimento dei Ministeri a
Salerno.
In vista
dellimminente trasferimento la Segreteria particolare del Capo del
governo, il 4 febbraio, avvert tutti i Ministeri che per evitare
eventuali errori dinterpretazione, si rammenta che nella nuova sede
la posta dovr essere indirizzata nella citt ove avranno sede i
Ministeri, perch per questi non funzioner pi la posta militare.
(9)
Ma per i Ministeri
che rimasero nella zona di Brindisi (Comando Supremo), Bari (Ministero
Aeronautica e altri), Lecce (Ministero della Guerra), Taranto
(Ministero della Marina) si dettero disposizioni affinch i
collegamenti con Salerno (e Napoli) fossero gestiti dalla posta
militare e trasportata dal Ministero dellAeronautica con i mezzi
di detto Ministero allAeroporto di Lecce, per utilizzarvi il servizio
aereo trisettimanale che fa scalo allAeroporto stesso. Il Ministero
dellAeronautica, come da accordi telefonici, continuer le pratiche
gi iniziate, per sistemare lo scalo a Salerno.
(10)
A trasferimento
effettuato il Ministero della Guerra dispone:
Si comunica che la posta diretta agli organi del
Governo dislocati nella zona di Salerno dagli Enti della
circoscrizione di Lecce Brindisi.. dovr essere recapitata a cura
degli Enti mittenti allUfficio Spedizioni del Ministero della Guerra
nelle ore antimeridiane dei giorni dispari /1, 3, 5 ecc.).
Gli organi del
Governo cui la corrispondenza diretta provvedano al ritiro della
corrispondenza stessa presso lUfficio di Collegamento di questo
Ministero in Salerno.
(11)
b) con le zone
doccupazione (Sicilia e Napoli)
Nel gennaio 1944 il
bollettino n.4 senza data ma della 2^ quindicina, riporta la
riapertura degli uffici siciliani alla posta ufficiale e normale
mentre non ancora possibile la comunicazione con gli uffici di
Avellino, Campobasso, Napoli e Foggia.
La presenza di Napoli
in questo bollettino probabile si tratti di un errore di
compilazione. Infatti il bollettino n. 3 riporta per la capitale
partenopea servizi: nessuno eccetto le corrispondenze ufficiali
dirette a enti civili e militari.
Nel bollettino n.5
del marzo 1944 solo le citt di Campobasso e Foggia non sono ancora
collegate.
Nello stesso si
comunica che la rete telegrafica ufficiale attiva in tutta lItalia
liberata compresa Napoli.
Il servizio
telefonico ufficiale limitato alla sola Puglia.
Lentamente ci si
avvia verso la normalizzazione dei servizi postali.
c) con lestero
Per quanto riguarda
la corrispondenza ufficiale per le missioni diplomatiche allestero,
servizio attivato probabilmente il 29 gennaio, la posta viene
recapitata al Sottosegretariato Poste e Telegrafi che la inoltra ai
comandi alleati. Dal 4 maggio 44 il Ministero degli Affari Esteri
che si occupa della trasmissione, probabilmente facendo uso della
bolgetta diplomatica.
Altri mezzi di
comunicazione
La mancanza di
comunicazioni tra civili nellItalia divisa in due impose il ricorso a
misure alternative. Dal Nord al Sud si fece uso di un recapito presso
una casella postale a Lisbona.
La necessit di
corrispondere coi propri familiari spinse a audaci imprese. Si ricorse
persino a militari e civili che passavano la linee e recapitavano le
lettere al Nord. Il Ministero della guerra con lettera del 10 maggio
ammon: Mi viene segnalato che alcuni ufficiali hanno affidato
lettere dirette alle proprie famiglie in territorio occupato dal
nemico a un militare incaricato di passare le linee e rientrare poi
nel territorio liberato dopo di averle recapitate.. sia fatto obbligo
ad ogni militare di fermare e consegnare ai CC. RR. qualunque persona
si presenti e si offra di assumersi incarichi del genere (Fig.
8).
Anche la radio
divenne un mezzo per trasmettere messaggi privati. E cera limbarazzo
della scelta.
Radio Bari E.I.A.R.
trasmetteva sulla frequenza onde medie m.283,3. Un notiziario ogni
ora. Alle ore 23,10 la rubrica Italia combatte con notizie di
militari dirette alle famiglie al sud e al nord.
Radio Londra
trasmetteva otto notiziari al giorno e diramava notizie di persone che
erano rimaste divise dal fronte interno.
La voce dellAmerica
(New York) era la pi ricca di contenuti. 19 ore di trasmissioni con
notiziario in italiano ogni ora circa. Tra le altre cose anche una
lezione dinglese e un notiziario dallAlbania. I notiziari
trasmettevano messaggi di militari del fronte interno.
Anche la radio
Vaticana trasmetteva messaggi di persone lontane che non potevano
comunicare altrimenti, con una marcia in pi.
Le diocesi, i singoli
preti e anche persone vicine al mondo cattolico avevano cura di
captare i messaggi e di comunicarle ai familiari che si presumeva non
potessero ascoltarle
(Fig.
9), (Fig.
10).
NOTE
(9)
Segreteria particolare del capo del Governo (Brindisi) 4 febbraio
1944.
(10)
Segreteria particolare del capo del Governo (Brindisi) 2 febbraio
1944.
(11)
Ministero della Guerra, P.M. 107, 16 febbraio 1944.
Lo strano caso
delle cartoline illustrate
Un mistero aleggia
intorno alluso delle cartoline illustrate. Ebbero o non ebbero corso
durante il periodo del Regno del sud a Napoli e in Sicilia?
La domanda potrebbe
sembrare pleonastica, dato che si conoscono cartoline postali
utilizzate nel periodo, ma sono state spedite regolarmente o no?
Partiamo da lontano.
Con circolare del 9 aprile e con foglio ordini del 18.9.41 il
Ministero Comunicazioni sospende linvio
allestero, per tutta la durata della guerra, delle cartoline
illustrate comunque affrancate
Con circolare del 21
marzo 1942, e con decorrenza 26 marzo, si sospese linoltro delle
cartoline illustrate da c. 10 (data e firma) e c. 20 (cinque parole
convenevoli) nel mentre invece stabilisce che
seguiranno avere corso cartoline illustrate affrancate
centesimi trenta anche se recanti sole frasi convenevoli e cartoline
illustrate affrancate c. 15 e dirette nel distretto postale.
Con labolizione
delle tariffe preferenziali si vuol eliminare, senza esplicitamente
vietarle, le cartoline illustrate.
Il primo documento
disponibile del 18 dicembre 1943 e parla del ripristino della
corrispondenza ordinaria dalla Puglia alla Lucania, Calabria e
Salerno. Sono ammessi lettere fino a grammi 90 e cartoline postali o
dellindustria privata. Nientaltro.
La circolare del
Ministero delle Comunicazioni del 3 gennaio che annuncia il
collegamento con la Sicilia, la Sardegna e lEstero riporta, come tipo
di corrispondenza, la corrispondenze epistolari, leggi buste, e le
cartoline postali.
Sulla corrispondenza
con lestero le norme sono pi vaghe sono
per ora ammesse solo cartoline e lettere del peso non superiore a 40
grammi. Valgono per lestero le stesse limitazioni stabilite per
linterno.
Chiss se lestensore
si sia ricordato del divieto per lestero del 18.9.41 e quindi abbia
ritenuto superfluo ripetere la proibizione, oppure abbia scritto
seduta stante e senza unadeguata preparazione cognitiva.
Questo comunicato
inviato alle Direzione pu essere interpretato che per lestero erano
ammesse le cartoline (illustrate) e la seconda parte intesa come
dordine generale e non specifica del tipo di corrispondenza
consentita.
Arriviamo al 4 Aprile
1944. LAmministrazione postale comunica che
a decorrere da luned c.m. il servizio di corrispondenza che era
precedentemente limitato alle sole cartoline (postali) e lettere non
eccedenti il peso di 90 grammi sar esteso ai servizi seguenti:
a) lettere (fino
al peso di grammi 210) e cartoline (postali);
La stessa
comunicazione del 19 aprile che amplia il servizio alle raccomandate
ecc., fino alle stampe per editori, non fa cenno di cartoline
illustrate.
Il 12 giugno si
riaprono le comunicazioni postali con Roma. Sono ammesse solo
cartoline postali fino a 25 parole.
Si giunge al 15
giugno 1944. Per la corrispondenza per linterno. Si ripropone
Sono ammesse le corrispondenze epistolari e le
cartoline postali. Aggiungendo E proibito accludere cartoline
illustrate.
A Napoli, come
sappiamo, fino al 19 marzo non sono ammesse le cartoline illustrate.
E in Sicilia ? La
prima comunicazione del 20.8.43 dispone: saranno accettate
soltanto cartoline postali ed illustrate; la seconda del 22.9.43,
riportata sempre dal giornale Sicilia liberata di Palermo, precisa:
Lettere e cartoline postali possono essere impostate per il
recapito in ogni luogo della Sicilia. Lavviso del 4 ottobre 43
parla di cartoline senza altra distinzione, ribadendo che pagano c.
15 per il distretto e c. 30 per lisola. Parrebbe ci si riferisca a
Cartolina postale, ma ogni ipotesi possibile in presenza di
contrastanti comunicati.
Un manifesto della
censura di Enna ammonisce, pi di comunicare, che dal 13 dicembre 43
proibito di includere nella corrispondenza privata: cartoline
illustrate. E ancora lindirizzo del mittente (nome, cognome,
via e citt) deve essere indicato sulla busta o cartolina altrimenti
non sar inoltrata. Le due norme congiunte escludono il ricorso
alle cartoline illustrate se si pensa che allora non si spedivano le
cartoline per evidenziare la bellezza del paesaggio, ma per comunicare
notizie utili, importanti, alle volte vitali.
Nel Regno del sud e
in Sicilia non vi comunque un divieto specifico e univoco alla
spedizione di cartoline. Al massimo si pu parlare di forte
limitazione alluso delle cartoline illustrate
(Fig.
11).
Infine lultimo
anello della catena.
Sul bollettino poste
n. 7 del 1944 al 143 appare il seguente
Divieto di spedizione delle cartoline illustrate con o senza
corrispondenza epistolare. Come fu confermato nel 72 della parte
seconda e nel 51 della parte terza del bollettino n. 3 e come si
desume dal manifesto in data 1 ottobre che riepiloga i servizi
ammessi, le cartoline illustrate con o senza corrispondenza epistolare
non debbono avere corso. Si invitano perci gli uffici ad attenersi
alle disposizioni citate restituendo possibilmente ai mittenti o
comprendendo nei rifiuti le cartoline illustrate eventualmente
impostate o pervenute in transito. Si rammenta la disposizione del
82 parte seconda e 57 parte terza del bollettino, di esporre al
pubblico il manifesto predetto.
Si poteva parlare
chiaro prima. La burocrazia ministeriale ha dato ampia prova dei
propri limiti e della faciloneria con cui trattava, e tratta, gli
utenti. La massima, norme giuste e chiare per tutti, non la digerisce
proprio. Dopo aver detto e non detto per mesi, allimprovviso un
rigido giro di vite.
Per colmo dellironia
tale disposizione, del 7 ottobre 1944, perde efficacia perch dal 1
ottobre erano gi entrate in vigore le nuove tariffe che riammettono
alluso le cartoline illustrate!
I soprastampati
P.M.
Parlando dei
soprastampati P.M. si parla di unassenza e non di una presenza.
I francobolli
soprastampati P.M. dopo l8.9.43, rimasero al chiuso presso il
Magazzino Centrale Carte Valori Postali di Roma. Non ne fece uso la
Repubblica Sociale che si preoccupava di rendere neutra limmagine del
re. Non se ne potette fare uso nel Regno del sud isolato da Roma.
Il 4 luglio 1944 il
Quartiere Generale Alleato di Napoli, sottocommissione comunicazioni,
rende noto al Ministero Comunicazioni a Salerno, che nei magazzini di
Roma Vi sono consistenti provviste disponibili di francobolli non
soprastampati tranne che, tra i tagli di maggior consumo, dei valori
da 25, 30, 50 cent. e 1 lira. Forse anche possibile stampare un
conveniente quantitativo di tali valori. (E disponibile una gran
quantit di francobolli da 50 cent. soprastampati P.M. 32.000 e
in alternativa alla stampa di nuove provviste di questo taglio
potreste decidere di mettere in uso questi soprastampati invece di
lasciarli inutilizzati). (12)
Oltre a questo
valore, tra i tagli di maggior consumo, vi erano 9.759.000 pezzi del
25 cent.
Purtroppo la
relazione non elenca i quantitativi degli altri tagli.
Appena avuto accesso
ai Magazzini, e dopo aver predisposto il necessario inventario, si
decise di mettere in circolazione la scorta dei soprastampati.
La natura della serie
- che era stata autorizzata nel 1942 per il solo uso degli uffici
postali militari nei territori extrametropolitani impose un atto
formale per renderla valida ai fini civili.
Il 13 luglio 1944 le
poste comunicano: Si dispone che, con effetto immediato, abbiano
validit nel Regno, per laffrancatura delle corrispondenze a chiunque
dirette, i francobolli sovrastampati con la sigla P.M. gi adoperati
dagli Uffici di Posta Militare dislocati oltre confine o oltre mare.
Le Direzioni
Provinciali provvedano a rifornirsene nei modi consueti presso il
Magazzino Centrale Carte Valori Postali Roma, ad integrazione di
quelli attualmente in uso, tenendo presente che sono fuori corso tutti
i francobolli sovrastampati dalla repubblica neofascista.
(13)
Tuttavia le scorte
locali di francobolli dellimperiale non dovevano essere al lumicino.
La serie soprastampata P.M. si vide poco nei cieli del sud per tutto
il 1944.
Nel periodo che
trattiamo totalmente assente.
I
COLLEGAMENTI TERRESTRI
Collegamenti stradali e ferroviari
La guerra aveva
ridotto le vie di comunicazioni terrestri a monconi di strade con
ponti e gallerie interrotti. Inoltre la congestione del traffico
causato dai mezzi militari impediva che si potessero utilizzare le
strade.
Inoltre la condizione
di zona di operazione dellItalia peninsulare non consente il libero
transito agli automezzi civili. Solo il 29 dicembre termina questo
stato.
Solo la Posta
Militare riusc in qualche modo a funzionare impiegando propri mezzi
(motociclisti, autovetture, camion).
Nellottobre 1943 i
servizi civili funzionavano certamente per la stessa citt, mentre tra
le citt della Puglia vi fu qualche intoppo.
Il 22 ottobre 43 il
Comando Supremo fa presente allUfficio Affari Esteri: Il servizio
postale tra i capoluoghi della Puglia e Matera e viceversa, a mezzo
della ferrovia secondaria non stato ancora riattivato perch il
comando alleato non ha ancora accordato la relativa autorizzazione.
Del pari manca la autorizzazione per il ripristino del servizio
postale sulla linea Bari Foggia, linea che in corso di attuazione.
La Segreteria della
Presidenza del Consiglio, in data 25 ottobre invia un promemoria alla
Missione Militare Alleata chiedendo lautorizzazione al ripristino
delle linee:
Bari Matera
Montalbano Ionico;
Bari Foggia.
Il 18 Dicembre,
lautorizzazione arriva, si presume, e il Ministero delle
Comunicazioni pu comunicare che Dal giorno 20 p.v. ripristinato
il servizio della corrispondenza ordinaria da e per le provincie delle
Puglie (Foggia esclusa), Lucania, Calabria e la provincia di Salerno.
La comunicazione
diretta anche al Sottosegretariato per le Ferrovie, segno che i
trasporti postali saranno effettuati per ferrovia.
L8 febbraio 44 la
sede del Capo del governo si sposta da Brindisi a Salerno. Il
trasporto della posta, dai Ministeri della Puglia e Salerno, avviene
con mezzi della posta militare fino alla fine di febbraio. Il 27.2.44
il Ministero delle Comunicazioni scrive alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri:
Dal capo del
Servizio Ferroviario Militare Alleato pervenuto a questo
Sottosegretariato il seguente epistolare:
1 Ci
pervenuta la richiesta affinch sia data lautorizzazione a un
corriere italiano di viaggiare ogni giorno col treno merci civili che
si effettua tra Salerno e Brindisi, per portare a mano la posta
ufficiale del governo dalluna allaltra di queste due localit.
2 Non abbiamo
obiezioni al rilascio di questa autorizzazione e vi preghiamo di dare
direttamente disposizioni alle ferrovie affinch questi corrieri,
debitamente identificabili, siano fatti viaggiare tra Salerno e
Brindisi. Comunque, per evitare degli abusi, non vediamo la necessit
di far viaggiare pi di un corriere al giorno e per treno; e le vostre
istruzioni alle ferrovie dovrebbero essere redatte in modo da evitare
che siano agevolati i viaggi troppo frequenti.
Unannotazione a
matita datata 8.3.44 riporta: telefonato a M. La Presidenza non ne sa
nulla. Chiedere notizie a Fano.
Unulteriore
difficolt nel trasporto via camion e ferrovia derivava dai ripetuti
furti durante il percorso. Perfino la posta dei militari alleati
sovente si dileguava, cos come riportato in una relazione delle
poste inglesi:
Gli uffici
postali militari nel tacco d'Italia, e nel nord fino a Foggia, pi
quelle dimoranti a Napoli e dintorni, erano servite dagli uffici
postali delle basi durante tutta la campagna per mezzo del trasporto
stradale. La posta via superficie che arrivava in Italia nella costa
orientale era scaricata spesso a Brindisi e Taranto e anche a Bari e
questa posta doveva essere portata via ferrovia alla base APO. Un
aspetto insoddisfacente dei servizi ferroviari era il numero eccessivo
di furti della posta che accaddero durante i mesi invernali dal 1943 /
44. I furti si ridussero dopo che le spedizioni postali furono fornite
di guardie di scorta.
Si decise di
mandare la posta (soprattutto quotidiani e pacchi) via ferrovia da
Bari alla stazione ferroviaria terminale dell'8^ Armata nel tardo
autunno del 1943 per non intasare il trasporto stradale. Tuttavia, il
ritardo nel transito era cos grande e le perdite per furto cos
frequenti che si dovette sostituirlo con il trasporto stradale. A
novembre si adoper di nuovo la ferrovia per il trasporto della posta
natalizia e per fare fronte agli arrivi di una gran quantit di posta
via superficie.
Tutto ci si rese
necessario dal prolungamento graduale delle linee di comunicazione tra
Bari e le truppe avanzate. Questi treni erano muniti di pesanti scorte
e il numero dei furti sub una notevole diminuzione.
Fin quando il fronte
di Cassino rest statico laffluenza di mezzi e personale dai porti di
Taranto, Bari, Brindisi rendeva il percorso stradale impercorribile da
camion civili. Solo la posta militare si poteva avventurare a ridosso
delle interminabili colonne alleate.
Daltra parte il
percorso via ferrovia, con un solo uomo e una sola volta al giorno era
un incentivo ai furti.
La situazione era
disastrosa al punto tale che il governo italiano fu costretto ad
attuare un ponte aereo tra Brindisi e Salerno.
Dal 12 giugno anche
la posta diretta a Roma verr avviata a Napoli concentramento da dove,
per mezzo della Sottocommissione Alleata, trasportata a Roma. Il
trasporto della posta dalla Puglia e da Salerno veniva effettuata una
volta al giorno da automezzi militari.
Nel luglio 1944 sono
in funzione le seguenti linee ferroviarie:
Napoli - Potenza -
Brindisi
Benevento - Avellino
Nocera - Napoli
S. Severino - Rota -
Salerno
Sicignano
- Lagonegro
Napoli - Gragnano
Villa Literno -
Napoli
Bari - Taranto
Barletta - Spinazzola
Boccetta - Gioia del
Colle
Napoli - Foggia
Foggia - Lucera
Foggia - Manfredonia
Foggia - Potenza
Napoli - Reggio di
Calabria centrale
Reggio di Calabria -
Messina
Metaponto - Reggio di
Calabria marittima
Paola - Cosenza
Sibari
- Cosenza
S. Eufemia -
Catanzaro marittima
Messina - Palermo
Messina - Siracusa
Siracusa - Canicatt
Catania - Palermo
Burgio
- Castelvetrano
Dittaino
- Caltagirone
Palermo - Trapani
Roccapalumba
- Agrigento
Palermo - Burgio
Noto - Pachino
Catania - Caltagirone
Alcamo - Trapani
Caltanissetta
Xirbi - Agrigento
Catania - Schettino
Agrigento Bassa -
Porto Empedocle
Dittaino
- Leonforte
Olbia - Cagliari
Iglesias - Cagliari
Porto Torres -
Sassari - Chilivani
Golfo Aranci - Olbia.
NOTE
(12) Notizie da Roma Luglio
1944. Cronaca Filatelica, storie di posta n.6, pag. 72.
(13) Circolare del Servizio IV
n. 828370 del 13 luglio 1944.
Segue a pag. 2
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