Art. n.43 - Un Regno a mezz'aria (Pag. 2)
Torna all'indice      

1  2  3

 

- 2 -

LA SARDEGNA

 

La Sardegna non sub occupazione e gli uffici postali dellisola, siano essi civili che militari, continuarono la loro attivit senza alcuna interruzione.

 

Le difficolt delle comunicazioni derivava dalla mancanza dei normali collegamenti navali e aerei, interruzione che avvenne tra il 9 settembre e i primi giorni di ottobre 1943.

 

In questo periodo le eventuali corrispondenze che si possono riscontrare sono state avviate con mezzi di fortuna o occasionali, cio con aerei e navi militari, non sempre riusciti, o con nave mercantile.

 

Naturalmente per linterno della Sardegna i servizi postali continuarono normalmente sia per gli uffici civili che per quelli militari.

 

Una volta autorizzati i voli postali con aerei nazionali, ripresero gradualmente i servizi postali tra la Sardegna e il continente.

 

Il 6 ottobre Superaereo comunica a tutti gli alti comandi militari: per opportuna conoscenza si comunica che stato istituito un servizio aereo postale per la Sardegna...

 

La ripresa interess la seguente corrispondenza diretta nella Puglia o in Sardegna:

 

a) posta ufficiale (comprese raccomandate e assicurate);

 

b) corrispondenza civile (solo ordinaria);

 

c) corrispondenza militare (solo ordinaria);

 

d) vaglia e conti correnti postali.

 

Non funzionarono in questo periodo le corrispondenze con i prigionieri di guerra e i messaggi della croce rossa.

 

Le lettere dalla Sardegna dirette in zona di occupazione Alleata, nel periodo che non era stato ripreso il servizio, cio fino al 19 dicembre per la Lucania e Calabria; fino al 9 gennaio 44 per la Sicilia; fino al 19 marzo 44 con Napoli, attendevano la possibilit dinvio giacendo presso le Direzioni postali di transito, quelle civili, o presso il Concentramento posta militare di Bari per quelle militari.

 

I civili e militari dellisola rimasero completamente sprovvisti di collegamenti con il nord Italia fino allaprile 1944.

 

Dal 10 gennaio 1944 le cose cominciarono a migliorare. La circolazione delle lettere poteva avvenire tra tutto il regno del sud, la Sicilia e la Sardegna, mentre ancora mancava il collegamento con i prigionieri di guerra e i messaggi della croce rossa.

 

In seguito in Sardegna i servizi postali ripresero in maniera analoga alle altri parti del territorio soggetto a sovranit italiana.

 

La posta militare

 

Gli uffici postali militari dellisola si mantennero attivi e funzionanti anche nel periodo di scontri con i tedeschi.

 

Dallottobre 1943 cominciarono ad arrivare gli uffici postali dislocati in Corsica. Il 25 ottobre arriva la PM 64 della Cremona che resta nellisola fino al 31.8.44; il 15 novembre arriva la PM 79 della Friuli e si disloca nella zona di Sassari fino al 14 luglio 44; Il 21 ottobre la PM 112 che resta nella zona di Sassari fino al 30 settembre 44 quando viene chiusa.

 

Dal 28 ottobre arriva la PM 225 dislocandosi nella zona di Sassari fino al 15 settembre 44.

 

Dal 24 ottobre arriva la PM 226 che si disloca nella zona di Sassari fino al 15 settembre 1944.

 

In questo periodo la Sardegna si trova ad avere un eccessivo numero di uffici postali militari. Per far fronte a questa emergenza la posta militare 50 assume, in qualche modo, le funzioni di ufficio postale di concentramento.

 

La presenza in Sardegna di tanti uffici e tante truppe a disposizione motivo di sollecitazione da parte del ministero delle comunicazioni di interventi presso il Governo Militare Alleato affinch almeno quelli dimoranti al sud potessero corrispondere coi familiari.

 

Non si ha notizia di accordi specifici in tal senso, ma dallottobre 43 si notano le prime corrispondenze dirette e trasmesse in Sicilia.

 

Si ritiene che anche le corrispondenze dirette in altre zone di occupazione abbiano avuto la possibilit di giungere a destino per periodo di interruzione dei normali servizi postali.

 

Anche gli uffici postali stanziali in Sardegna avevano lo stesso trattamento.

 

In questo periodo si conoscono altres alcune lettere dirette a comandi militari in Sardegna.

 

Dal luglio del 1944, definiti gli accordi con i cobelligeranti cominciarono a defluire alcuni reparti e uffici postali militari dalla Sardegna. Alcuni vennero impiegati al seguito delle truppe; altri vennero chiusi temporaneamente o definitivamente (Fig. 12), (Fig. 13), (Fig. 14).

 

 

- 3 -

I servizi postali di Napoli

 

E difficile non provare ammirazione per i napoletani per ci che successe a Napoli dal 27 al 30 settembre 1943.

 

Il fatto, chiamato poi le quattro giornate di Napoli, si presenta ben poche volte nella storia dellumanit.

 

Linsorgere collettivo di una nazione Napoli mi piace considerarla espressione dellItalia verso una potenza occupante, un despota, un tiranno, un regime odiato, succede ben pi raramente che una morte di papa.

 

Alla fine di quelle memorabili giornate la citt si presentava cos agli occhi di un dirigente del Governo Militare Alleato:

 

Al momento del nostro arrivo la citt era al buio, mancava del tutto lilluminazione artificiale, perfino le candele; non cera nessuna energia elettrica, o gas, nessun mezzo per la rimozione dei rifiuti, o per la sepoltura dei morti. Non cerano le sirene antiaeree, telefoni, servizi di ambulanze, protezione contro incendi, o servizi  telegrafici o postali. Non cerano tram, autobus, taxi o funivie cos necessari in questa citt situata sul fianco di una montagna. La Polizia era allo sbando e dopo giorni di terrore cera quasi un Stato di anarchia. Cera una tale penuria dacqua che nessuna persona pot avere pi di un litro dacqua al giorno che era portata manualmente, perch il sistema principale per la distribuzione dacqua era stato distrutto. Molte persone effettivamente soffrivano la sete. Gli ospedali erano stati spogliati della loro attrezzatura e provviste. La Biblioteca le altre parti della antica Universit di Napoli il millenario Archivio Nazionale erano soltanto rovine fumanti. Non cera nemmeno una scuola aperta. I Tribunali non funzionavano.

 

Il grande porto, il secondo in grandezza in Italia, era stato quasi completamente distrutto. Tutte le banche erano chiuse e il sistema finanziario della Citt era fermo. Cera della sporcizia nelle strade e tutti i negozi erano stati saccheggiati. Era quasi impossibile ottenere del cibo e la gente soffriva la fame. La distruzione inutile delle riserve di carbone, legno, e carbonella rendeva quasi impossibile alle famiglie di cucinare perfino quel poco di cibo che gli rimaneva. Non si permisero di seppellire i corpi dei partigiani civili che erano stati fucilati per aver lottato contro i tedeschi e i fascisti, e perci essi giacevano nelle strade sotto il sole caldo. Tanti si erano dati ai saccheggi. I tedeschi avevano aperto le porte di tutti i dodici carceri di Napoli e i criminali erano stati liberati per depredare la popolazione. I casi di febbre tifoidea erano in aumento e anche la probabilit di una epidemia di enorme proporzione aumentava. Tutte queste cose andavano aggiungendosi alla vasta distruzione degli edifici pubblici e privati. La disperazione era dovunque. Il Sindaco fascista era fuggito e il Prefetto aveva tradito il suo popolo. Cos era Napoli, lasciata dai tedeschi in ritirata.

 

Loccupazione Alleata non fu indolore. I bisogni e le speranze dei napoletani non trovarono subito rimedio. Fu un lento lavorio che mal si conciliava con urgenti necessit.

 

Ci che avveniva in basso, tra civili che lottavano per la sopravvivenza, e militari che non sapevano, in massima parte, cosera la fame, si pu delineare cos. Tra popolazione affamata e militari detentori dingenti quantit di cibarie ed altro, sinstaur un rapporto di complicit. Gli americani si lasciarono depredare di tutto a patto che ci avvenisse con estro e fantasia. In Sicilia il fenomeno non fu appariscente, ma a Napoli..

 

Certo qualche segnorina lasci sul campo una attribuzione di nessun valore venale; certo qualcuno volle strafare creando centrali di malaffare con conseguente arricchimento illecito; certo qualche pargoletto nacque niro niro com ch, ma quante sofferenze e quante vite risparmiate!

 

La citt di Napoli

 

Napoli aveva un porto indispensabile per la continuazione delle operazioni militari. A Napoli sbarcarono le Divisioni e il materiale da impiegare sul fronte di Cassino, di Anzio, della linea Gotica. Fin quando non divenne disponibile il porto di Livorno per gli Alleati Napoli era di rilevante importanza.

 

Per tale motivo gli Alleati mantennero la citt sotto la loro giurisdizione, fecero funzionare una loro posta cittadina, ridotta allosso nelle funzioni e nei servizi, e la dotarono di speciali francobolli, soprastampando tre valori dellimperiale.

 

Modificarono anche le tariffe esistenti portando a c.50 il porto, uguale per le cartoline e le lettere.

 

Dal 10 dicembre 43 al 20 marzo 44 i napoletani non poterono corrispondere n col resto dellItalia n con lestero. Unico spiraglio, dal 13 dicembre, la corrispondenza da e per Salerno ma per le sole cartoline e lettere aperte di carattere commerciale. Insomma quasi niente.

 

Questa citt isolata dal resto dellItalia fu, nel periodo fino al 21 febbraio 1944, la vera capitale del Regno. Fin tanto che gli Alleati non la restituirono da qui partivano gli ordini allItalia.

 

Da Napoli partivano gli ordini e le autorizzazioni per la ripresa del servizio postale. Da Napoli le varie sottocommissioni del Governo Militare Alleato dirigevano lItalia.

 

I valori postali

 

Per sopperire i bisogni di questo striminzito servizio postale si soprastamparono dei valori da c.20, c.35 e c.50 della serie imperiale con le parole "GOVERNO MILITARE ALLEATO", traduzione di "Allied Military Government".

 

I francobolli furono approntati soltanto per l'uso nella citt e nella periferia di Napoli, dove non aveva corso limperiale.

 

Dal 20 marzo 1944 si ha un uso misto di questi valori con quelli dellimperiale e, cosa ancora pi strana, la migrazione dei valori soprastampati nell'Italia meridionale, specialmente in Puglia, anche qui spesso in affrancatura mista con francobolli del regno e della luogotenenza.

Lestrema tolleranza delle Autorit postali Alleate e del Regno nellaccettare questo ibrido fa pensare che il 20 marzo vi sia stata una situazione di collaborazione tra le due Autorit da far sembrare ininfluente lo scambio delle carte valori da unAmministrazione allaltra.

 

La posta

 

I servizi postali di Napoli erano stati interrotti dall'insurrezione il 28 settembre 1943.

 

Dopo occupazione della citt da parte degli alleati, i servizi postali furono ripresi in maniera limitata il 10 Dicembre 1943, sotto il controllo del Governo Militare Alleato. Il quotidiano "Risorgimento" annuncia cos la ripresa del servizio postale:

 

"Un servizio postale limitato alla sola citt di Napoli inizier a funzionare il 10 dicembre 1943. Saranno permesse due classi di posta; cartoline, con non pi di venti parole di corrispondenza, e fatture ed esposti in buste aperte che non devono contenere corrispondenza. La tariffa sar di 50 centesimi e il nome e l'indirizzo del mittente devono essere scritti chiaramente su ciascuna cartolina o busta" (Fig. 15).

 

Il 13 dicembre 43 vi un sottilissimo filo che lega Napoli a Salerno. Il servizio postale interno a Napoli esteso a Salerno, con le stesse limitazioni di cartoline e buste contenenti conti e fatture ESCLUSE le lettere.

 

Dal 20 marzo 1944 il Governo Militare Alleato ripristina il servizio postale con lItalia del re. Il testo del comunicato secco e laconico: ...... ordino la riattivazione dei servizi di comunicazione nel Territorio Liberato. A decorrere dal 20 marzo 1944 ammesso il normale svolgimento dei servizi postali di cui appresso. (14)

 

Le tariffe postali rispettano quelle in vigore in Italia durante il 1943 (Fig. 16).

 

affDalla stessa data Napoli pu finalmente corrispondere con lestero con tariffa analoga nelle altre zone dellItalia.

 

Il 7 maggio sono ripristinati le raccomandate e i servizi accessori delle ricevute di ritorno e del contrassegno; le assicurate, gli espressi e le stampe spedite dagli editori.

 

Infine il 16 giugno 1944 ripristinato il servizio postale tra Napoli e la citt di Roma. Corrispondenza solo in lingua italiana o inglese. Il comunicato del giornale Risorgimento riporta le norme: Non sono validi i francobolli del defunto partito fascista repubblicano di Roma. Devono essere usati francobolli del legittimo Governo Italiano (Fig. 17).

 

 

POSTA MILITARE

 

La posta militare in uso a Napoli sotto occupazione Alleata serv per motivi contingenti e non certo per lo scopo principale di organizzare la posta per i servizi dipendenti.

 

Il Concentramento di Napoli riprese la sua attivit limitata nel dicembre 43 con lo scopo:

 

  • istradare le corrispondenze ufficiali dirette a Enti civili e militari entro la zona occupata;

  • concentramento per lo smistamento della corrispondenza militare da continente e Sardegna che transita per la Sicilia;

  • concentramento e smistamento corrispondenza diretta in zona di operazione e zone avanzate;

  • concentramento posta diretta e proveniente da Roma

  • concentramento e istradamento corrispondenza diretta allestero;

  • censura corrispondenza interna (civile e militare) dei reparti dislocati al fronte e in zona di operazione;

  • censura corrispondenza civile e militare in entrata e uscita da Napoli (Fig. 18).

 

Laltro ufficio postale operante a Napoli la posta militare 120, riaperta il 15.12.43 e chiusa il 15.11.44.

 

Una sezione A viene aperta il 12.1.44 a Santa Maria Capua Vetere e poi il 16.6.44 trasferita a Aversa per il servizio postale del Centro Riorganizzazione Militari settore Tirrenico (CORSETI). Chiusa il 7.8.44.

 

La sezione non venne dotata di bolli propri. Si conosce un lineare.

 

La corrispondenza militare proveniente da Napoli, anche dopo la riapertura dei normali servizi postali molto limitata.

 

Nella citt non vi erano evidentemente molti militari italiani e quei pochi adoperavano la posta civile (Fig. 19), (Fig. 20).

 

 

Data attivazione Servizio
6.11.43 Ripresa servizio prigionieri di guerra in mano alleata
10.12.43 Inizio servizio postale cittadino
13.12.43 Estensione servizio cittadino alla citt di Salerno
20.3.44 Ripresa dei servizi postali con lItalia e lEstero. Ripristino delle tariffe del Regno. Ritornano in uso i francobolli italiani.
23.4.44 Ripristinato il servizio telegrafico con lItalia.
7.5.44 Ripreso il servizio delle raccomandate, espressi e servizi accessori.
18.5.44 Riattivato il servizio postale per i prigionieri di guerra in Turchia.
16.6.44 Ripreso il servizio postale con le citt di Roma (esclusa la provincia)

 

NOTE

(14) Il Governo Militare Alleato annuncia che i servizi postali generali nell'Italia liberata saranno ufficialmente inaugurati luned 20 marzo. Il servizio comprender Sicilia, Sardegna, Isole Eolie, Egadi, Lampedusa, Linosa, Pantelleria e Ustica; le undici provincie della terraferma: Bari, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Matera, Avellino, Potenza, Reggio Calabria, Salerno e Taranto, la citt di Napoli e la parte meridionale della Provincia di Napoli. I necessari francobolli  saranno in vendita in tutti gli uffici postali. Sono ammessi solo cartoline e lettere recanti il nome del mittente e suo indirizzo scritto per esteso.

 

Le comunicazioni con i civili nell'Italia occupata dai nazisti, devono essere inoltrate attraverso la C. R. Internazionale i cui uffici entreranno in funzione in tutta l'Italia Liberata.

 

Modalit: sono ammesse solo cartoline e lettere del peso non superiore a 90 gr. Non sono ammessi servizi accessori. Sono ammesse comunicazioni  con il nemico e con i paesi da essi occupati. Non sono ammessi cifrari,simboli, ecc.

 

Tariffe: cartoline postali nel distretto cent.15, fuori distretto c.30; lettere nel distretto c.25; fuori distretto cent.50.

 

Per l'estero: solo con Stati Alleati e neutrali : cartoline 1,50; lettere. 2,50 fino a 20 gr. . 4 fino a 40 gr.

 

Le comunicazioni con il territorio italiano occupato dal nemico, a mezzo C. R. Internazionale.

 

F/to: Charles Poletti Tenente Colonnello Commissario Regionale.

 

 

- 4 -

I servizi postali in Sicilia

 

Prologo

 

Nel luglio 43 avevo tre anni e qualche mese, ma ho il ricordo vivido e netto di qualcuno che disse arrivano gli americani, andiamo a vederli. Anchio mi riversai sulla strada provinciale che da Trapani portava a San Vito e vidi quegli enormi camion con tanti elmetti sopra che salutavano contenti.

 

Anche la gente assiepata sulla strada salutava festosa. A pensarci bene chiss perch tutti salutavano contenti. Forse salutavano la fine della guerra e degli stenti; forse in quegli uomini paludati da elmetti reticolati salutavano il parente emigrato e che aveva fatto fortuna negli States, magari operaio alla Ford; forse..

 

Ci che innegabile che in quegli uomini armati e conquistatori nessuno aveva un sentimento di paura o di recriminazione. Arrivavano i liberatori e lunica spiegazione che trovo che la propaganda fascista non era penetrata in quel piccolo mondo di contadini, che affidavano la loro sopravvivenza al lavoro delle proprie braccia; non leggevano i giornali e sconoscevano uno strano arnese chiamato radio.

 

Questa strana simbiosi tra conquistati e conquistatori matur nel tempo a tal punto che alla fine della guerra vi fu in Sicilia un ampio movimento indipendentista che aspirava di aggiungere una stella dal nome Sicilia alla bandiera degli Stati Uniti.

 

La Sicilia

 

Vi sono due date importanti inerenti la Sicilia. La prima il 10 gennaio quando si riaprono i servizi postali con il continente. La seconda l11 febbraio 1944 quando lisola, formalmente, ritorna sotto sovranit italiana.

 

Sulla prima si dette ampia pubblicit e gli effetti politici e postali sono noti.

 

Sulla seconda si prefer mettere la sordina. Il giornale Il Risorgimento di Napoli pubblica, lo stesso giorno, il trafiletto LItalia ritorna sotto la giurisdizione del Governo italiano. Tutti i territori a sud dei confini settentrionali delle province di Salerno, Potenza e Bari + Sicilia e Sardegna sono compresi nel provvedimento del gen. Wilson.

 

A parte il fatto che la Sardegna non era compresa nel provvedimento, e il proclama numero 16 era a firma del gen. Alexander, le altre notizie collimano.

 

Lordinanza dello stesso giorno a firma di Badoglio, tra laltro, dice: tutti i poteri statali e giurisdizionali nei territori restituiti, e sopra gli abitanti di essi, nonch la suprema responsabilit amministrativa vengono riassunti dal Governo Italiano, salvo i diritti riservati alle Nazioni Unite.

 

Dalla visuale dello storico postale leffetto pi appariscente il mantenimento in Sicilia dei francobolli di occupazione alleata.

 

Su questo fenomeno si sono espressi alcuni Autori.

 

Vi una scuola di pensiero, che afferma che il mantenimento in Sicilia dei francobolli doccupazione sia stato dettato da impossibilit di inviare una scorta sufficiente.

 

Altri ritengono che il Governo Militare Alleato ricorse allimposizione per mantenere i francobolli doccupazione.

 

E possibile che le ragioni siano altre.

 

Il Governo italiano sicuramente ci teneva ad evidenziare il recupero della Sicilia alimentata da insofferenza contro il potere centrale, e animata da sentimenti di separatismo.

 

Se non lo fece certo che vi sono stati degli ostacoli. Se questi ostacoli siano stati di ordine politico resistenza delle Nazioni Unite o amministrativo mancanza di francobolli non dato sapere.

 

Ma vi unaltra ragione possibile, dordine politico-postale.

 

Loccupazione Alleata dellisola comportava un insieme di regole molto vaste. E possibile che non si sia voluto alterare questo equilibrio.

 

Per fare un esempio dalla Sicilia era possibile corrispondere, tramite la Croce Rossa internazionale, col Nord e viceversa.

 

Se si notificava alla Croce Rossa internazionale il cambiamento ci non sarebbe stato pi possibile, poich il collegamento non era stato ripristinato nel Regno dItalia.

 

Affidarsi a congetture sempre un po spiacevole, ma alle volte necessario.

 

La successiva conduzione del ramo postale in Sicilia non permette di stabilire a quale amministrazione facevano capo.

 

Dopo il febbraio le Direzioni postali siciliane adottarono tutte le decisioni dellAmministrazione italiana, seppure con qualche giorno di ritardo.

 

E il caso del ripristino dei collegamenti con lestero, ripreso nel continente il 16 e in Sicilia il 22 febbraio.

 

Il 24 aprile 44 da Salerno si decide di estendere i servizi a espressi e raccomandate, oltre ad altri servizi. In Sicilia questi servizi sono immessi il 1 maggio.

 

Sia come sia in Sicilia i francobolli continuarono ad essere usati fino al 30 settembre 44 (Fig. 21).

 

In questa analisi del servizio postale del Regno dItalia durante la permanenza del governo a Brindisi e Salerno, non inseribile la storia postale della Sicilia sotto occupazione Alleata.

 

Anche perch largomento stato ampiamente trattato da Giannetto, Gabbini, Di Pietro & DAlessandro, che vi hanno dedicato volumi specifici.

 

Lesame del periodo fino al 10 febbraio 1944 si concentra quindi solo sui collegamenti con il continente, mentre non si sofferma nel ciclo successivo.

 

La Posta ufficiale

 

Il Governo italiano era intento a recuperare il proprio territorio e non aveva nessuna intenzione di allentare i legami con la Sicilia, anche se il blocco postale gli impediva collegamenti diretti con i poteri locali.

 

A questo proposito si riporta una circolare riservata del 6 ottobre 1943, inviata ai prefetti della penisola e della Sardegna, dal tenore: Richiamo nuovamente lattenzione delle LL. EE. sulla necessit che il Governo faccia sentire la sua presenza in tutto il territorio attraverso unefficace azione capillare

 

Soprattutto vedranno le LL. EE. se non possa farsi sicuro affidamento sullazione del Clero facendo opportunamente capo alle pi alte dignit ecclesiastiche. (15)

 

Il 13 ottobre lItalia dichiara guerra alla Germania, e il 13 novembre gli viene riconosciuto lo status di nazione cobelligerante.

 

Nei giorni successivi lItalia ottiene lAutorizzazione a trasmettere e ricevere la posta ufficiale da e per la Sicilia.

 

La prima notizia certa che abbiamo tuttavia della fine di novembre.

 

Una comunicazione del 27 novembre informa che dal 29 novembre si istituisce un servizio giornaliero di Corriere sulla linea Napoli Puglia Sicilia. In questo modo la posta ufficiale non passa pi da Napoli ed era spedita direttamente dagli aeroporti del Regno.

 

La nota del Ministero delle Comunicazioni del 27.11.43 differisce con quanto affermato nel Bollettino delle Poste n.2 dell11.12.43, nel quale si afferma che solo con Napoli e Catania vi un servizio aereo per posta ufficiale, escludendo quindi il collegamento con Palermo.

 

Lincertezza se il collegamento fosse possibile solo con Catania, e non anche con Palermo, comunque secondaria. La posta era raccolta presso le Prefetture e quindi una volta arrivata a Catania poteva essere trasmessa, per altre vie, a Palermo.

 

La Posta civile

 

Il blocco postale tra la Sicilia e il continente fu mantenuto totalmente fino al 9 gennaio.

 

La sola posta che riusciva a passare, in questo periodo, solo quella affidata a mezzi di fortuna come gli equipaggi degli aerei postali o qualche militare di passaggio.

 

Gli Alleati vigilavano per stroncare questillecito commercio anche e forse soprattutto, per ragioni di censura (Fig. 22), (Fig. 23), (Fig. 24).

 

La posta dei prigionieri di guerra

 

Probabilmente la ripresa dei servizi postali con lestero del 10.1.44 avallata dalla Commissione di Controllo Alleata ebbe una sua giustificazione nel senso che dal 10 gennaio era possibile ricevere e trasmettere corrispondenza ai prigionieri di guerra italiani allestero. Ci doveva riguardare i prigionieri in mano tedesca e neutrale.

 

Conosco una busta proveniente da prigioniero di guerra italiano in Turchia del novembre 43 recapitata in Sicilia il 19 gennaio 1944. (collezione A. Buzzetti)

 

La posta militare

 

Dal continente

 

Per quella in arrivo si verific un discreto movimento, non generalizzato ma cospicuo, di trasmissione della posta tramite i normali canali.

 

Probabilmente ci fu una trattativa, e un accordo tacito tra Governo Militare Alleato e Regno, di cui ignoriamo i termini, per il passaggio e la consegna della corrispondenza di militari italiani.

 

La soluzione pi semplice e ovvia potrebbe essere stata che tale corrispondenza venisse considerata posta prigionieri di guerra e in quanto tale non soggetta alle restrizioni. Ma solo una ipotesi.

 

Dalle corrispondenze che ci sono pervenute si desume che questo collegamento venne deciso nei primi giorni dellottobre 43 e interessava i militari di stanza in Puglia e Sardegna.

 

Esistono anche rari documenti provenienti da altre localit estere (Corsica, Corf, Samo, Lero ecc.) trasmesse in questo periodo.

 

La sede dove si decideva cosa avviare doveva essere il concentramento postale di Napoli, se ci era attuato, come probabile, sotto controllo Alleato; mentre poteva anche essere quello di Bari, se gli Alleati avevano dato il loro generico benestare alle trasmissioni.

 

Personalmente propendo per la prima ipotesi.

 

Questa posta era avviata sia con i collegamenti aerei sia con quelli terrestri, quando questi furono attivati (Fig. 25).

 

Dalla Sicilia

 

Il 24 dicembre inizia a funzionare la posta militare 30 assegnata alla Divisione Sabauda. Questa Divisione, proveniente dalla Sardegna, inviata in Sicilia in funzione di ordine pubblico e dislocata in posizione defilata al centro dellIsola con sede del comando a Enna. Anche lufficio postale dislocato a Enna.

 

Il 2 gennaio 44 aperta una sezione staccata a Catania, col compito di istradare la corrispondenza del collegamento aereo proveniente e diretto in continente. Lufficio adopera in questo periodo un proprio bollo.

 

Dal 24 dicembre 43 al 9 gennaio 44 possibile la trasmissione di messaggi solo entro il territorio dellisola. In seguito i collegamenti seguirono il normale decorso come per la posta civile, aperti il 10 gennaio 1944 da e verso il continente.

 

Fatto quanto mai singolare, e forse unico, lUfficio posta militare 30, e la sezione A, funzionarono in zona di occupazione Alleata, usando anche i francobolli di occupazione. Come dire che tra nazione occupata e nazione occupante si cre un ponte possibile soltanto con lo status di Nazione cobelligerante affibbiato allItalia.

 

Questo particolare status termina ufficialmente con la restituzione dellisola allItalia, ma per molto tempo la posta militare funzion in misura ridotta e sempre da localit distanti dai centri decisionali dellisola.

 

Nel marzo del 1944 Palermo fu munita di ufficio postale militare. Catania e Messina lo ebbero dal novembre 1944 (Fig. 26), (Fig. 27).

 

 

Data attivazione Servizio
24.8.43 Ripresa servizio postale per la sola citt di Palermo.
13.9.43 Ripresa servizio postale a Catania
22.9.43 Ripresa servizi postali interprovinciali da Palermo
27.9.43 Ripresa servizi postali interprovinciali
5.10.43 Inizia scambio corrispondenza con i prigionieri di guerra da Palermo
12.10.43 Le lettere dirette in Sicilia si possono impostare chiuse
10.1.44 Inizia il servizio postale con lItalia peninsulare e la Sardegna
10.1.44 Ripreso il servizio dei messaggi della Croce Rossa con lestero e con la R.S.I. tassa .11
16.2.44 Inizia il servizio postale con lestero secondo il giornale La Sicilia liberata di Palermo.
22.2.44 Inizia il servizio postale con lestero secondo fonti delle Direzioni delle poste.
27.3.44 Inizia il servizio postale tra Sicilia e parte provincia di Napoli e Avellino
28.3.44 Inizia il servizio postale tra Sicilia e provincie di Napoli e Avellino secondo il giornale La Sicilia liberata di Palermo.
1.5.44 Ripristinato il servizio raccomandate, assicurate ed espressi
1.5.44 Ripristinato il servizio stampe editori
1.5.44 Ripristinato il servizio posta aerea con sopratassa di c.50
13.6.44 Attuato il servizio postale da e per Roma. Solo cartoline postali
19.6.44 Inizia il servizio postale tra Sicilia e parte provincia di Napoli e Benevento
21.6.44 Dalla Sicilia possibile spedire cartoline postali del regno, dirette a Roma
3.7.44 Inizia la corrispondenza epistolare con lettera per Roma

 

 

NOTE

 

(15) Archivio di Stato Brindisi, Prefettura, affari generali anno 1943.

 

 

- 5 -

I servizi postali da e per Roma

 

Un commento iniziale simpone per il collegamento con Roma. Il servizio postale era misto, nel senso che fino a Napoli il trasporto avveniva a cura delle poste italiane. Da Napoli a Roma il trasporto era a cura degli Alleati.

 

Questi decisero le condizioni per la ripresa del servizio, che non sono quelle emanate dal Ministero delle Comunicazioni di Salerno, ma bens quelle Alleate e che sono riassunte nella comunicazione del S.I.M. del 12 giugno di seguito riportate.

 

Tali norme sono uguali a quelle emanate in precedenza nei territori occupati (Sicilia e Napoli) e si caratterizzano per: a) limitazione del testo (solo 25 parole); b) limitazione del supporto (solo cartoline); c) obbligatoriet delle generalit del mittente (in caso contrario la comunicazione ritardata).

 

Il 12 giugno 44 il S.I.M. - Ispettorato censura militare da P.M. 135 (Cava dei Tirreni) avverte la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Salerno: La A.C.C. ha comunicato che il Comando Alleato ha disposto la riattivazione del servizio postale soltanto a mezzo di cartolina postale fra Roma ed il territorio dellItalia Liberata.

 

Dovranno essere osservate le seguenti condizioni:

 

a) ogni cartolina non dovr contenere pi di 25 parole oltre la data, lindirizzo del mittente e lindirizzo del destinatario;

 

b) il contenuto dello scritto potr essere redatto secondo testo a piacere;

 

c) tariffa postale centesimi 30. (16)

 

Lo stesso giorno il Ministero delle Comunicazioni invia un telegramma e poi una circolare a tutti i Ministeri e le Direzioni Provinciali: Seguito analogo telegramma data odierna confermasi che in base ad accordi intervenuti con le Autorit Alleate stata ottenuta lautorizzazione ad iniziare, fin da oggi, lapertura di un servizio postale da e per la citt di Roma, con le seguenti modalit:

 

a) il servizio avr luogo solo tra la citt di Roma (esclusa la Provincia) e il territorio liberato ove gi stato attivato il servizio postale e viceversa.

 

b) Per il primo tempo sono ammesse solo cartoline postali.

 

c) Il testo limitato a 25 parole.

 

d) E permesso usare soltanto la lingua italiana od inglese.

 

E inesatto parlare di accordi, ma a quanto pare il governo italiano non ci teneva a mostrarsi vassallo verso le Autorit Alleate.

 

Anche lo Stato Maggiore Esercito, con comunicato del 17 giugno, comunica la notizia del nuovo servizio, ma tra le norme da osservare, oltre a quelle gi note, riporta le cartoline dovranno essere censurate al cento per cento. (17)

 

Ma ora sorge un problema inerente la corrispondenza proveniente dalla Sicilia. Nellisola sono in uso i francobolli doccupazione. Lo stesso Governo Militare Alleato dispone per la corrispondenza da e per Roma, luso dei normali francobolli italiani.

 

Lanomalia dura fino al 20 giugno. Dal 21 giugno autorizzato luso delle cartoline postali italiane dalla Sicilia per Roma.

 

Questultima norma porta la possibilit legale delle prime affrancature miste con francobolli di occupazione e del regno, prima del settembre 1944. E nota una sola cartolina con queste caratteristiche.

 

Infine l8 luglio 1944 autorizzato luso delle lettere per Roma e per la citt del Vaticano (Fig. 28), (Fig. 29), (Fig. 30).

 

Ulteriori collegamenti

 

Con la data del 19 giugno sono riaperte le comunicazioni postali con Benevento e il rimanente della provincia di Napoli precedentemente esclusa.

 

Infine si ricorda gli ulteriori ripristini del servizio postale anche se esula dai limiti temporali di questa trattazione.

 

Dal 9 settembre 1944 riattivato il servizio postale con la sola citt di Firenze, esclusa la Provincia.

 

Dal 16 ottobre 1944 sono riattivati i servizi postali con le province di Ascoli Piceno, Grosseto, Macerata, Terni e Viterbo.

 

Dal 18 dicembre 1944 ripristinato il servizio postale con le province di Ancona, Perugia, Siena, Arezzo, Livorno, nonch con la citt di Firenze e Pisa e le zone di tali due provincie a sud del fiume Arno. (18)

 

 

NOTE

 

(16) Non si conoscono le direttive alleate sul tipo di francobolli da adoperare. Unica traccia deriva dal giornale Il Risorgimento che afferma: Non sono validi i francobolli del defunto partito fascista repubblicano di Roma. Devono essere usati francobolli del legittimo Governo Italiano.

 

(17) Lettera S.M.E. Ufficio Servizi Sezione Postale da P.M. 151 prot. 9/4129 301 del 17 giugno 1944.

 

(18) Bollettino poste n.10 1944 parte terza 147.

 

 

- 6 -

LA POSTA MILITARE

 

L'8 settembre '43 reparti anglo americani erano sbarcati a Salerno e Taranto.

 

All'annuncio della resa i tedeschi iniziarono una ritirata su posizioni pi difendibili. Dal 23 settembre il territorio di quello che resta del Regno dItalia sgombro da reparti tedeschi.

 

I reparti e la posta militare operanti in Puglia e Sardegna restarono al loro posto con attivit ridotta a causa dellinterruzione dei collegamenti postali.

 

Tra il settembre 1943 e il gennaio 1944 il problema principale per la posta militare fu quello di assicurare i collegamenti dei Ministeri ridotti allosso ma senza possibilit di comunicare tra di loro e le varie citt per deficienza di collegamenti.

 

Dal febbraio 1944 i piccoli problemi vennero risolti. La posta militare assicurava il trasporto tra il regno e Napoli della posta ufficiale, civile e militare che veniva smistata al concentramento di Bari.

 

Inoltre vi erano i problemi secondari di assicurare il raccordo con gli uffici postali operanti al fronte e quelli dislocati in zona di occupazione (Sicilia, Napoli)

 

Ancora vi era il problema di assicurare il trasporto della corrispondenza ufficiale per i vari Enti dislocati in Puglia.

 

Per ognuno di questi problemi si tent di giungere a una soluzione, alle volte efficace, alle volte provvisoria.

 

Il trasporto della posta veniva assicurato con automezzi della posta militare e per ferrovia sul continente; per aereo tra Brindisi e Napoli, per il continente e la Sardegna, tra Brindisi e Salerno.

 

 

Corrispondenza con i reparti dipendenti

 

Lo Stato Maggiore Regio Esercito si istalla a Brindisi il 15 settembre senza alcun ufficio postale al seguito. Lattivit in questo periodo alquanto problematica anche se poteva fare uso della della Sezione staccata di Brindisi del Concentramento posta militare di Bari.

 

Dall11 ottobre gli viene assegnato lUfficio posta militare 151, proveniente dallAlbania al seguito della Divisione Perugia.

 

Dai primi giorni di ottobre organizza un collegamento con i comandi dipendenti assicurando il servizio della posta con:

  • LI Corpo dArmata (P.M. 410) Francavilla Fontana (Brindisi): corriere motociclista giornaliero.

  • IX Corpo dArmata (P.M. 67) Bari: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.

  • XXXI Corpo dArmata (P.M. 114) Catanzaro: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.

  • Per i reparti della zona di Taranto: corriere motociclista giornaliero. In seguito corriere giornaliero per ferrovia.

  • Per i reparti di Campobasso e Foggia (zona di operazioni): la posta veniva consegnata al corriere del IX Corpo dArmata. Dal Concentramento di Bari era inoltrata ai servizi postali Alleati.

Corrispondenza con i reparti al fronte

 

La corrispondenza con i reparti veniva smistata al concentramento posta militare di Bari e Napoli. Dopo questa tappa erano gli Alleati che si occupavano del trasporto e della consegna.

 

 

Corrispondenza con i reparti in zone occupate

 

Il servizio posta militare nel regno del sud aveva un grave problema: far giungere la posta tra le diverse parti del regno e tra questo e le zone di occupazione alleata (Sicilia, Calabria, Napoli etc)

 

Dal mese di ottobre si pot riprendere le comunicazioni tra la Sardegna e la Puglia.

 

Il 20 dicembre il collegamento si estese a tutto il sud peninsulare.

 

Il 10 gennaio 44 si aggiunse la Sicilia e il 20 marzo Napoli e parte della provincia.

 

Dal 17.6.44 fu possibile corrispondere con Roma.

 

Queste limitazioni uguali a quella civile furono superati con due accorgimenti.

 

La prima consistette nel ritenere la posta militare, diretta a enti come posta ufficiale e quindi trasmissibile tramite le prefetture.

 

Laltra occulta, strana, irregolare venne effettuata per i collegamenti tra la Sardegna, la Puglia e la Sicilia dai primi giorni di ottobre 43 al 9 gennaio 44.

 

Non vi nessuna comunicazione o nota ufficiale al riguardo.

 

Anzi diverse la negano, come la nota del 28 dicembre dello Stato Maggiore Esercito che afferma il trasporto si effettua a mezzo ferrovia per il continente con i servizi di messaggeria sulle linee in funzione; a mezzo aereo tra il continente e la Sardegna oltre a un collegamento aereo trisettimanale tra Brindisi e Napoli.

 

Nessuna parola su un collegamento con la Sicilia.

 

Eppure vi sono numerose corrispondenze di militari che affermano, fin dai primi giorni di ottobre, che si pu corrispondere con la Sicilia a un fantomatico servizio aereo.

 

Vi sono corrispondenze dirette in Sicilia e recapitate durante il blocco postale; vi sono lettere che non portano bollo di arrivo e quindi non possibile certificare la consegna; vi sono infine lettere partite dal continente e la Sardegna e recapitate dopo la ripresa dei servizi postali.

 

Tutto ci porta alla conclusione che vi stato un canale privilegiato per far passare la posta militare durante il periodo del blocco postale con la tacita o esplicita approvazione alleata, per la sola posta del regno e Sardegna e verso la Sicilia (Fig. 31).

 

 

Corrispondenza degli uffici civili

 

Lo Stato Maggiore Regio Esercito, da Brindisi, dal 18 novembre 1943 costituisce un ufficio di corrispondenza a cui si appoggiano tutti i Ministeri.

 

Il recapito della corrispondenza viene assicurato:

  • per Brindisi: La corrispondenza viene smistata per i vari Enti tramite due motociclisti.

  • Per Lecce: corriere motociclista giornaliero, con incarico dello smistamento della posta per i vari Enti.

  • Per Bari, Trani, Napoli: camion militare con partenza ogni marted-gioved-sabato alle ore 8 ritorno in giornata.

  • Per Taranto: corriere giornaliero.

Il 18 dicembre 1943 lo SMRE si trasferisce a Lecce continuando sempre lattivit per i Ministeri fino all8 febbraio 1944 quando il servizio postale civile si riorganizza e pu contare su un servizio di messaggeria proprio (Fig. 32).

 

 

GLI UFFICI POSTALI MILITARI

 

Anche se relativamente pochi, non si descrive lattivit degli uffici postali militari perch sullargomento esistono dei cataloghi specializzati a cui il curioso e il neofita possono far capo. (19)

 

Di seguito si elencano gli uffici postali militari operanti nel Regno per il periodo che ci interessa.

 

Gli uffici postali in zona di occupazione alleata (Napoli e Sicilia) hanno una loro cronistoria negli appositi capitoli.

 

 

ELENCO POSTA MILITARE REGNO DEL SUD

(attivit relativa al periodo 9.9.43 7.44)

 

N.ro Reparto Localit
16 Divisione Legnano Manduria (Taranto)
16 Divisione Mantova Puglia
16 Forze italiane 8^ Armata Varie
30 Divisione Sabauda Enna
30 Sez. A Divisione Sabauda Catania
50 Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
50 Sez. A Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
50 Sez. B Comando FF. AA. Sardegna Sardegna
Sez. stacc. Olbia Comando FF. AA. Sardegna Olbia (Sardegna)
64 Divisione Cremona Varie
67 IX Corpo dArmata Bari
72 Divisione Bari Sardegna
75 Divisione Calabria Sardegna
79 Divisione Friuli Sardegna
92 Divisione Piceno Puglia
104 Divisione Mantova Catanzaro, Cosenza
107 7^ Armata Lecce
107 Ministero della Guerra Lecce
112 VII Corpo dArmata Sardegna
114 XXXI Corpo dArmata Catanzaro, Cosenza
120 Comando FF. AA. Campania Napoli
120 Sez. A Comando FF. AA. Campania S.M. Capua Vetere e Aversa
126 XIII Corpo dArmata Sardegna
126 Comando Militare della Sicilia Palermo
127 XXX Corpo dArmata Sassari
135 XXXI Brigata costiera Puglia
135 231^ Divisione Puglia
146 Divisione Nembo Italia
151 Comando Supremo e SMRE Puglia
151 Sez. A Comando Supremo Brindisi, Cava dei Tirreni
155 1 Raggrupp. Motorizzato Italia
155 C.I.L. Italia
167 Comando difesa Brindisi Brindisi
179 210^ Divisione costiera Italia
179 210^ Divisione Italia
180 211^ Divisione Costiera Calabria
180 211^ Divisione Calabria
181 212^ Divisione costiera Calabria
181 212^ Divisione Cosenza, Napoli
181 Comando truppe italiane P.B.S. Napoli
185 209^ Divisione costiera Puglia
185 209^ Divisione Italia
186 227^ Divisione costiera Calabria
186 227^ Divisione Italia
216 204^ Divisione Costiera Sassari
216 204^ Divisione Sassari
217 205^ Divisione costiera Iglesias
217 205^ Divisione Iglesias
218 IV Brigata costiera Tempio Pausania
218 IV Brigata Tempio Pausania
219 XIII Brigata costiera Sardegna
219 203^ Divisione Sardegna
225 225^ Divisione costiera Sardegna
225 225^ Divisione Sardegna
225 Divisione Granatieri Sardegna
226 226^ Divisione costiera Sassari
226 226^ Divisione Tempio Pausania
410 LI Corpo dArmata Brindisi e Francavilla Fontana
Concentr. PM Bari = Bari
Conc. P.M. Napoli = Napoli

 

(Fig. 33), (Fig. 34).

 

 

NOTE

 

(19) G. Marchese, La posta militare italiana 1939/45, edizioni Studio Filatelico Nico;

B. Cadioli A. Cecchi, la posta militare italiana nella 2^ guerra mondiale, edizioni SME.

 

Segue a pag. 3

 

Giuseppe Marchese

Torna su
 
Chi siamo